Magazine Qualità

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LOTTA AGLI SPRECHI E VALORIZZAZIONE DELLE RISORSE UMANE

Notizie dalle Aziende aderenti alla Campagna Nazionale della Qualità

– novembre 2016 – promossa dal Gruppo Galgano

Galgano

Testimonianze di manager della sanità pubblica che ci sono riusciti

Migliorare la qualità, eliminare gli sprechi e coinvolgere positivamente il personale è possibile. Lo dimostrano le importanti testimonianze di manager del mondo della sanità pubblica che ci hanno provato, con successo. L’occasione è stata quella del Convegno organizzato dal Gruppo Galgano, in occasione degli eventi della 28a Campagna Nazionale Qualità.

Eliminare gli sprechi nel settore sanitario per migliorarne la qualità e generare energie positive. Di questo e di molto altro si è parlato durante il convegno “Lotta agli sprechi in Sanità e valorizzazione delle Risorse Umane. Esperienze di lean organization nel mondo della Sanità”.

Durante il Convegno sono stati presentati casi di applicazione dell’approccio Lean sia in ambito territoriale, dove questo approccio ha permesso di realizzare un risparmio di risorse significativo, a parità di qualità del servizio, sia in specifici ambiti ospedalieri come il Pronto Soccorso e i blocchi operatori, in cui l’azione di miglioramento rapido ha consentito di migliorare la customer experience e di ridurre in modo significativo le liste di attesa, e dunque l’attenzione al paziente.

Quali i segreti di queste esperienze di successo? Secondo Mariacristina Galgano, AD del Gruppo Galgano, “Coinvolgere le persone, essere credibili e mettersi in gioco in prima persona come leader, usare metodi efficaci e concreti, cercare soluzioni semplici, non perfette.”

Tra le realtà presenti a portare la propria testimonianza: ASL N.2 di Olbia, Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni e A.O. Azienda Ospedaliera di Perugia.

Realtà diverse, ma accomunate da alcuni importanti valori: fiducia nelle persone, consapevolezza della missione e ricerca dell’eccellenza.

Approfondimento

Sono molti gli spunti interessanti emersi durante l’evento in tema “Lotta agli sprechi in Sanità e valorizzazione delle Risorse Umane. Esperienze di lean organization nel mondo della Sanità” al quale hanno partecipato numerosi manager del mondo della sanità pubblica e privata.

Finalità dell’incontro è stata quella di presentare questa potente metodologia “lean”, che consente di eliminare gli sprechi, liberare risorse per accrescere la qualità del servizio e mettere le persone al centro attraverso una forte enfasi sulla crescita e sul coinvolgimento. Ma soprattutto la finalità è stata quella di condividere esperienze di successo, riflessioni sulle criticità da superare, spunti utili da portare con intelligenza nella propria realtà.

“Eliminare gli sprechi è oggi un imperativo per qualsiasi realtà del mondo sanitario pubblico e privato. Il principale obiettivo della lotta agli sprechi è quello di generare il massimo valore per il paziente, per la struttura sanitaria e per il territorio” – ha spiegato Mariacristina Galgano, ad del Gruppo Galgano, introducendo i lavori.

Lotta agli sprechi che innesta un circolo virtuoso fatto di riduzione dei tempi di attesa per il paziente, calo dei rischi, valorizzazione del personale e aumento della competitività interna. Il tutto realizzato attraverso un approccio di Lean Organization.

Approccio molto diffuso non solo a livello internazionale ma anche in realtà italiane come l’ASL N.2 di Olbia. “Quando sono stata incaricata di riorganizzare i consultori nel nostro territorio – racconta Liliana Pascucci direttore del distretto di Olbia – ho cercato d’individuare una linea operativa utile ascoltando proprio le esigenze dall’esterno. Se sappiamo comunicare al cittadino la fiducia, infatti, riusciamo a lavorare con efficacia e appropriatezza. Operiamo con una squadra, motivata e unita, composta da personale sia amministrativo, sia sanitario.

Per prima cosa siamo partiti dall’individuazione degli sprechi, verificando quali e quanti farmaci erano stati usati l’anno precedente (il 2015) e creando un programma informatico per la registrazione delle prestazioni. Inoltre è stato chiesto al personale di essere più flessibile negli orari”.

La strategia adottata da Pascucci ha portato a risultati importanti: un risparmio di oltre 370 mila euro rispetto all’anno precedente (grazie anche a una riduzione del personale medico passato da 108 a 81 unità) e un azzeramento dei disservizi e dei reclami. “Risparmi attuati grazie a soluzioni semplici – racconta ancora Pascucci – perché a volte la soluzione semplice è migliore di quella perfetta”.

L’approccio Lean applicato al settore sanitario è anche uno dei mantra di Maurizio Dal Maso, Direttore Generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni. “La Lean non è una libera scelta ma una necessità obbligata – afferma Dal Maso.

Secondo Dal Maso, la sanità italiana è ancorata a modelli vecchi che non rispondono più alle esigenze, ovvero ai bisogni del paziente. “Sono 20 anni che si parla di mettere il paziente al centro, ma nessuno ha risposto davvero e fino in fondo alla nuova domanda dell’utenza. Bisogna ritarare e ottimizzare le risorse e ridefinire anche le “regole del gioco”. E’ cambiata la domanda e noi non ce ne siamo accorti. Abbiamo paura di cambiare perché cambiare porta inevitabilmente a dei conflitti. Il paziente di oggi chiede accessibilità alle cure, trasparenza e tempestività. Vuole, anzi esige, una nuova cultura delle responsabilità”.

Cultura della responsabilità che deve essere adottata dai medici che, secondo Dal Maso, devono diventare sempre più dei “leader” capaci di organizzare i medici in team, misurare la loro performance in relazione agli esiti di salute raggiunti, applicare incentivi finanziari e comportamentali, migliorare i processi di cura e abbattere le vecchie culture, anche professionali, ormai “disfunzionali”.

“Il medico deve decidere come utilizzare le risorse in base ad un percorso clinico-assistenziale che giudica ottimale per quello specifico paziente. E’ logico e necessario che abbia questa libertà di scelta. Ovviamente deve assumersi anche la responsabilità di queste scelte”.

“In Sanità – continua Dal Maso – il controllo economico non deve essere di natura gerarchica ma deve passare attraverso la responsabilità professionale di coloro che hanno in cura i pazienti. Perché sono proprio i professionisti a controllare oltre l’80% delle decisioni rilevanti nel determinare i costi dei servizi erogati, mentre il management realizza l’integrazione e il coordinamento regolando le attività di supporto”.

Tutte cose che aveva detto cento anni fa il chirurgo Eugene Codman, Fondatore dell’American College of Surgeons e della Joint Commission, ma che ad oggi non sono state ancora applicate appieno.

“Il cambiamento – fa notare ancora Dal Maso – non deve però abbracciare solo il personale medico, ma l’intera struttura organizzativa sanitaria. Per prima cosa bisogna mettere il paziente al centro di tutto e cambiare i criteri per la sua classificazione. Va inoltre superato il tradizionale modello medico-centrico basato sull’Unità Operativa a vantaggio di nuove figure dedicate a seguire il paziente per l’intera linea di degenza. Infine vanno condivise le pratiche tra medici.

Tutto ciò – conclude Dal Maso – nella ricerca sempre più pressante della riduzione della variabilità, dell’aumento della produttività, dell’abbattimento dei costi della Non Qualità e, finalmente, dell’innovazione di processo. I concetti espressi da Dal Maso sono stati applicati sia al Pronto Soccorso di Perugia sia nei Blocchi Operatori dell’Azienda Ospedaliera di Perugia.

“Attraverso una mappa del flusso del valore – spiega Daniele Torroni, bed management della A.O di Perugia – abbiamo misurato ed individuato gli sprechi e i picchi di lavoro. Grazie anche ad un investimento tecnologico, strutturale e organizzativo (come l’infermiere Amico) siamo passati da un’organizzazione Push ad un organizzazione Pull”.

L’esperienza del pronto soccorso è stata poi replicata nei blocchi operativi dell’A.O. di Perugia. “Prima di tutto abbiamo fatto una valutazione del tempo di valore e del tempo di non valore – afferma Ilaria Bernardini, dirigente medico della struttura – Poi siamo passati ad un’informatizzazione del Blocco Operativo. Dall’analisi è emerso che c’era un disallineamento tra programmazione e tempo effettivo della seduta. Così è stato deciso di utilizzare le sale in modo trasversale. Inoltre l’indicatore dell’utilizzo della sala operatoria è entrato anche nelle schede di budget”.

Il convengo si è poi concluso con la testimonianza di Marsilio Francucci, Direttore Scuola speciale A.C.O.I., Dirigente Struttura Complessa di Chirurgia Generale dell’Azienda Ospedaliera Santa Maria di Terni che ha ribadito l’importanza per il settore sanitario di semplificare, ottimizzare e informatizzare tutti i processi.

L’evento si è collocato nell’ambito della storica Campagna Nazionale Qualità di novembre, giunta alla sua 28a edizione e promossa dal Gruppo Galgano in occasione della Giornata Mondiale e della Settimana Europea della Qualità che si celebrano a livello internazionale per iniziativa delle tre grandi Associazioni della Qualità (JUSE per il Giappone, ASQ per l’America, EOQ per l’Europa).

2017-01-20T09:43:32+01:00Gennaio 20th, 2017|Galgano News|
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