Magazine Qualità

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Oggi parliamo di Terzo Settore con l’associazione Cuori Neroazzurri

Dr. Pizzi su Magazine QualitàLa progressiva pubblicazione di articoli sul Terzo Settore  ha evidenziato in modo crescente curiosità ed interesse sul tema. Dopo la recente pubblicazione dell’intervista alla APS SOCREM, sono pervenute alcune richieste sulla reale applicabilità dello schema OLC anche ad altre organizzazioni, anche piccole, in quanto alcuni di coloro che ci hanno interpellato ( tra cui diversi ETS ) si sono chiesti se lo schema di certificazione fosse più indirizzabile a grandi organizzazioni del Terzo Settore piuttosto che a piccole realtà.

Abbiamo quindi intervistato l’Associazione Cuori Neroazzurri (www.cuorineroazzurri.it), capita a caso a poche ore da un traguardo storico,  che non è un Club di tifosi, bensì una organizzazione no profit fondata appositamente per promuovere a) la sportività nel mondo del calcio ( tant’è che in essa sono nel tempo divenuti soci e sostenitori, estimatori di diverse squadre di club )  e – parallelamente – b) assiste alcune onlus nei loro programmi di sviluppo – consolidamento  ( sia strategico che finanziario ) ed operativo attraverso diverse formule condivise. Abbiamo intervistato il Dr. Giovani Pizzi che da diversi anni di ACN è il tesoriere/revisore (* vedasi CV).

Dott Pizzi, Lei di professione svolge da diversi anni l’attività di consulente aziendale e formatore per aziende, enti ed associazioni – industriali, artigiane e del commercio – . Però da oltre 25 anni collabora anche con alcune organizzazioni del Terzo Settore in qualità di tesoriere, revisore. Da quanto tempo collabora con l’ACN e come ha vissuto il progetto OLC in una piccola realtà come ACN?

Grazie a voi per l’attenzione. Si, opero da diversi anni nel Terzo Settore e ho vissuto diverse fasi presso soggetti di diverse dimensioni ed attività istituzionali. La realtà più complessa e conosciuta è la AVIS di Fiorenzuola, dove forte è l’impatto del volontariato e dove la riforma ha portato vari elementi di pensamento. In ACN – che opera in un mondo molto chiacchierato come quello sportivo ed in particolare del calcio (nata proprio dopo l’ennesimo scandalo e con l’ambizione statutaria di contrastare cattivi comportamenti) – sono entrato intorno al 2012 avendo letto delle sue attività sociali e un profilo così “decoubertiniano” e mi è da subito sembrato un progetto degno di attenzione e pertanto ne ho fatto parte con sincera curiosità, soprattutto nelle diverse attività di reperimento fondi con iniziative variegate. Ad un certo punto mi è stato proposto di collaborare nelle attività di revisione dei conti ed essendo una realtà non particolarmente complessa ho pensato così di conoscere una organizzazione diversa – comunque – dalle altre che già seguivo. Ho ritenuto peraltro che approcciare le svariate forme di funding in segmenti diversi, con Statuti ed obiettivi differenti, possa aiutare a capire le molte sfaccettature di sostenibilità di una organizzazione facente parte di un settore in forte cambiamento e in forte crescita nei numeri. Quando nel 2018 poi il Consiglio Direttivo ha valutato una serie di strategie atte a distinguere l’associazione dalle molte che nascevano e ad utilizzare uno strumento come “linea guida innovativa” (un po’ come le più virtuose società private che hanno utilizzato le certificazioni ISO / SA / BS  come base di rilancio per un posizionamento più opportuno nel momento della riforma ) ho vissuto il momento con grande interesse, seppur in considerazione della semplicità e dimensione dell’Associazione che in definiva è una piccola realtà, come la maggior parte delle organizzazioni del Terzo Settore.

Quindi il CD di ACN ha deciso di intraprendere il progetto OLC con obiettivi di accrescimento valoriale e reputazionale?

SI…peraltro…tutti noi – a partire dai soci sostenitori ed i donatori – ci stupivamo di come, nonostante la partenza della tanto chiacchierata Riforma del Terzo Settore, aumentassero gli scandali che colpivano grandi e piccole realtà. Tutti seguiamo le trasmissioni televisive di indagine, leggiamo i quotidiani e le riviste più attente ed eravamo stupiti della discordanza pesante tra la riforma (peraltro con sempre più ombre che luci) ed i fatti di cronaca. Il CD di ACN ha ritenuto che si dovesse perseguire una strada di legalità e reputazione più in linea con i tempi e apparentemente slegata da una riforma troppo burocratica e poco pratica (e senza i controlli) …che il mondo della donazione poi ha dimostrato di non capire: il RUNTS e i principi della riforma ritenuti troppo “politici” e poco pratici. Abbiamo quindi costruito il team di lavoro (ricordo che in ACN i soci non sono dipendenti ma tutti volontari) abbiamo fatto fare i doverosi corsi formativi su OLC alle persone coinvolte operativamente ed abbiamo cercato di “cucire addosso” ad ACN un vestito su misura, coerente con i requisiti dello schema OLC… e con la legislazione…. ed è stato facile…più facile e veloce di quanto ottimisticamente tutti noi ci si aspettasse. Tra l’altro, proprio per le relazioni che ACN aveva da tempo con i suoi stakeholder e per avere “preparato” una comunicazione adeguata sul progetto…i costi dello stesso sono stati sostenuti da soci (imprenditori e manager di aziende private) che hanno praticamente finanziato con grande adesione l’investimento, contenuto peraltro – tra costi di formazione, una piccola consulenza esterna ed i costi della certificazione – in poche migliaia di euro. Importi sostenibilissimi da qualunque organizzazione che abbia la seria volontà di impegnarsi.

Quindi un investimento sostenibile economicamente ed affrontabile organizzativamente?

Certamente e se ci siamo riusciti noi che abbiamo disponibilità “limitate” comparate ad altre realtà, ci può riuscire chiunque abbia testa e gambe. Certo è stato importante il contributo delle aziende sostenitrici che hanno accolto con entusiasmo il progetto (alcune di loro sono sotto Dlg 231/01, altre con certificati SA 8000 altre sono soggette alle procedure ANAC per il mondo SOA…e sanno benissimo cosa significa essere migliori ed era una ghiotta occasione di risk management) … ed anche dei soci storici (che hanno raddoppiato le loro donazioni per assecondare il progetto pur in un  momento di pandemia, crisi energetica,…) e dei nuovi soci (peraltro sparsi su tutto il territorio nazionale) che, avendo conosciuto il progetto, ne hanno fatto parte con incredibile trasporto, confermandoci la bontà della scelta strategica. Ora siamo al secondo anno di mantenimento con l’obiettivo di affinare il sistema nel programma di crescita e miglioramento (in particolare per la parte di bilancio sociale) seguendo da vicino lo spirito PDCA che tutti coloro che applicano gli schemi ISO sanno bene cosa significa.

A livello istituzionale che tipo di vantaggi vi ha dato il comunicare di questo importante obiettivo aggiunto?

Internamente ad ACN è stato accolto benissimo (ricordo che soci di ACN sono soprattutto Imprenditori e Manager di aziende nazionali e multinazionali che credono nello sport onesto e trasparente…anche loro sono stati ragazzi e la maggior parte faceva la raccolta di figurine…come se ogni calciatore fosse un eroe impavido): non solo ha aumentato la percezione di attenzione del Management verso i soci e viceversa, ma ha creato una positiva attenzione per la novità anche in strutture come Enti statali (es. CONI dove la novità è stata accolta dalla presidenza con una mail al ns. Presidente da ritaglio sui giornali), Fondazioni finanziare e bancarie ( che hanno premiato ETS già in OLC con finanziamenti mai acquisiti prima ), realtà amministrative territoriali (assessorati alla formazione e orientati al Terzo Settore) e poi in diverse società calcistiche straniere spagnole ( Barcellona ), inglesi ( Chelsea ), tedesche ( Bayern ), olandesi, greche (dove il sentimento di charity è ben più sviluppato e costante… e che hanno apprezzato un approccio alla rigorosità che difficilmente si nota nelle cose italiche); un nuovo posizionamento indirizzato ad una sempre maggiore trasparenza ha pagato e ci sta ripagando degli sforzi fatti e crediamo che anche altre organizzazioni, impegnate in progetti anche diversi possano condividere l’esperienza…a vantaggio loro e dei loro “beneficiari”. Una cosa simpatica accaduta di cui abbiamo avuto recente notizia è che in una associazione che ci aveva interpellato per sapere qualche dettaglio in più su un possibile progetto che li avrebbe riguardati aveva inizialmente valutato la certificazione di parte terza come abbiamo fatto noi… la Direzione ha poi rimandato il progetto considerandolo poco attraente e non prioritario …e sono stati i soci di questa associazione che invece – con una sollevazione inattesa – a spingere la Direzione a rivalutare la cosa… tra le priorità più importanti. Dopo qualche mese abbiamo saputo poi che le figure apicali sono state quasi tutte cambiate dall’Assemblea dei soci ( forse per scarsa attitudine all’innovazione ?).

(*) Dr. Giovanni Pizzi – E’ un Economista d’Impresa e un Consulente di Direzione Aziendale Certificato CMC (Certified Management Consultant).  Laurea in Economia e Commercio (indirizzo economico-aziendale) presso l’Università Statale di Parma. Laurea in Scienze Politiche (indirizzo politico-economico) presso l’Università Statale di Milano. Esperto di Economia, Docente e Formatore per Associazioni di Imprese ed aziende per i settori: pianificazione, qualità, lean manufacturing, controllo di gestione, contabilità industriale, project management e export. Consulente di Marketing e di Marketing strategico presso decine di organizzazioni private e pubbliche di diverse dimensioni e settori merceologici.

Comunicazione a cura della Redazione con il contributo di Aachen

2023-06-26T11:21:12+01:00Giugno 9th, 2023|Terzo Settore|
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