Idrogeno: la parola al mondo della normazione tecnica

La normazione tecnica è uno strumento che può contribuire a far decollare la filiera dell’idrogeno. Se ne è parlato in occasione di un incontro organizzato da In Fieri e Mirumir in vista della manifestazione HESE – HYDROGEN ENERGY SUMMIT&EXPO che si svolgerà a Bologna dal 6 all’8 ottobre prossimo in affiancamento ad altre manifestazioni con focus sul tema degli impatti della nuova mobilità e degli impieghi dei nuovi carburanti in varie applicazioni. HESE – alla sua prima edizione – rappresenterà un fondamentale momento di confronto di tutta la filiera dell’idrogeno sulle prospettive future di questo settore.

L’incontro  ha visto la partecipazione di Paola Comotti, presidente della Commissione UNI/CT 056 “Idrogeno” e di Flavio Merigo presidente del Sottocomitato ISO TC 22/SC 41 “Specific aspects for gaseous fuels”.

Come si sta muovendo la normazione tecnica nell’ambito dello sviluppo di un’economia ad idrogeno?

Il mondo della normazione sta lavorando per costruire una ampia base solida di conoscenze che possano essere le fondamenta e i pilastri per il futuro.

Nel 2017 UNI ha costituito la commissione UNI/CT 056 “Idrogeno” che al momento opera principalmente come interfaccia nazionale (Mirror) delle attività riguardanti l’idrogeno svolte dai Comitati Tecnici (TC) che si occupano esclusivamente di idrogeno: a livello europeo il Comitato Tecnico CEN/CLC/JTC6 “Hydrogen in energy systems” e a livello internazionale il Comitato Tecnico ISO/TC197 “Hydrogen technologies”. L’attività della Commissione UNI/CT056, oltre alla definizione della posizione nazionale nei riguardi delle varie normative tecniche prodotte dai TC di sua diretta competenza, include anche la partecipazione diretta, attraverso i propri membri, ai lavori dei Comitati Tecnici (TC) e dei loro vari Gruppi di lavoro (WG).

Il campo d’attività della Commissione rispecchia quindi quello dei Comitati Tecnici di cui è Mirror: in particolare si focalizza su sistemi, dispositivi e connessioni per la produzione, lo stoccaggio, il trasporto, la distribuzione, la misurazione e l’uso dell’idrogeno, da fonti di energia rinnovabili ed altre fonti; si occupa di interfaccia sia elettrica che gas e dei temi trasversali riguardanti l’idrogeno.

La Commissione UNI/CT056 è attualmente composta da rappresentati del mondo della certificazione, dell’associazione imprenditoriale, dell’Università, da Enti di ricerca, da Innovhub SSI e dai rappresentanti del sistema UNI e dal CEI: si auspica che possa arricchirsi di ulteriori esperti provenienti dal mondo della ricerca e dell’industria. A livello europeo (CEN) l’attività normativa viene svolta dal CEN/CLC/JTC 6 ” Hydrogen in energy systems”, il cui scopo include le tematiche trasversali come: la terminologia, la garanzia di origine, le interfacce, la gestione operativa, i problemi rilevanti di sicurezza dell’idrogeno, la formazione e l’educazione riguardante l’idrogeno relativamente al campo dei sistemi, dei dispositivi e delle connessioni per la produzione, lo stoccaggio, il trasporto e la distribuzione, la misurazione e l’uso dell’idrogeno; non sono compresi gli argomenti specifici già coperti da altri TC e la trattazione delle miscele di gas naturale con l’idrogeno.

A livello internazionale (ISO) troviamo invece il Comitato Tecnico ISO/TC 197 “Hydrogen technologies” che attualmente si occupa principalmente dell’elaborazione di norme nel campo di sistemi e dispositivi per la produzione, lo stoccaggio, il trasporto, la misurazione e l’uso dell’idrogeno, e degli argomenti-base quali la qualità e gli aspetti generali riguardanti la sicurezza dell’idrogeno. Sempre a livello internazionale, attraverso il rappresentante del CEI, la UNI/CT 056 segue anche i lavori dell’IEC/TC 105 “Fuel cell technologies” che ha l’obiettivo di preparare norme internazionali riguardanti le tecnologie delle celle a combustibile a idrogeno e le varie applicazioni associate, quali i sistemi per i trasporti, come i sistemi di propulsione, gli amplificatori, le unità ausiliarie, i sistemi portatili, i sistemi di alimentazione a corrente inversa e sistemi di flusso elettrochimici generali.

Altro aspetto rilevante (con pochi precedenti) è che nel mondo della normazione, a livello nazionale, europeo ed internazionale, si sta lavorando tutti insieme per creare una fitta rete di collaborazione tra i vari Comitati Tecnici ISO, CEN e IEC che trattano a qualsiasi livello il tema dell’idrogeno, in modo da evitare eventuali duplicazioni o sovrapposizioni di lavori. E’ fondamentale unire le conoscenze e fare sistema a vantaggio della filiera dell’idrogeno. È la base della normazione tecnica: le conoscenze sono condivise tra i vari attori del sistema, avendo in mente sempre il safety (and quality) first.

La normazione Internazionale si sta muovendo rapidamente per rispondere alle esigenze del mercato. Considerando che per il successo di un carburante o di un vettore energetico è fondamentale l’accettazione da parte dell’utenza e che questa si ottiene dimostrandone praticamente la sostenibilità economica, tecnica ed ambientale, è necessario partire da quanto può essere immediatamente disponibile. Per questa ragione, l’ISO TC 22/SC 41 (gaseous fuels) e l’ISO TC 197 (Hydrogen Technologies), hanno deciso di unire le competenze in un Joint Working Group allo scopo di preparare degli standard che consentano, non appena le quantità di Idrogeno saranno sufficienti e disponibili, di miscelare Idrogeno e metano (il gas più affine all’idrogeno) in miscele con percentuali di H2 fino al 30%. Questa percentuale consente di usare direttamente l’idrogeno nei motori attualmente alimentati a NG senza dover effettuare alcuna modifica tecnica nei componenti o di controllo del motore.

“Tutto ciò che insegna il mondo della normazione tecnica è che la conoscenza si costruisce col tempo, l’impegno, la collaborazione e il confronto. Oggi non possiamo sapere con certezza in che direzione andrà lo sviluppo di un’economia ad idrogeno, sono tanti gli aspetti che dobbiamo considerare (costi, sicurezza, scalabilità, policy…). Però sappiamo che stiamo costruendo le fondamenta e che quanto più queste saranno solide (anche grazie alla normazione tecnica) tanto più il risultato finale sarà a beneficio di tutta la società”. La normazione è infatti uno strumento di trasferimento tecnologico e come tale può dare impulso e supportare le nuove tecnologie che derivano dall’utilizzo dell’idrogeno (anche in settori in cui tutto è in divenire).

Alcune domande emerse nel corso dell’incontro hanno sottolineato quello che viene considerato uno dei principali problemi per il settore, e cioè quello dello stoccaggio dell’idrogeno. “L’idrogeno è una molecola piccolissima, che ‘sfugge’ – ha spiegato Paola Comotti – per questo motivo nella commissione tecnica ISO TC 197 (Hydrogen Technologies) c’è un gruppo di lavoro che sta sviluppando una tabella per dare informazioni solide a tutti gli utilizzatori del sistema sull’impatto dell’idrogeno sui vari materiali. Dobbiamo capire ed avere indicazioni su tutti i materiali per sapere cosa succede e come possiamo combinare i materiali per aggirare la caratteristica di sfuggevolezza dell’idrogeno e sfruttare quindi (in sicurezza) le sue proprietà”.

“L’idrogeno ha tante caratteristiche che vanno approfondite e contestualizzate. Solo con queste conoscenze si può lavorare in sicurezza. Ed è proprio questo uno dei supporti che danno le norme tecniche”.

Per quanto riguarda la partecipazione ai vari tavoli di lavoro normativi, a livello europeo i Paesi maggiormente coinvolti sono quelli del Nord Europa (Olanda, Belgio, Francia, UK e Germania) ma col tempo l’interesse si è esteso anche all’Est Europa e ai Paesi Scandinavi. A livello internazionale va segnalata in particolare la partecipazione di Canada e USA che hanno esperienze nell’uso di branded fuels e che stanno dimostrando già da anni il loro interesse per questa fonte di combustibile. Si tratta infatti di paesi senza particolari problemi economici, che sono quindi più interessati a verificare la possibilità di utilizzo di carburanti alternativi.

Nel corso della prima edizione di HESE – che come abbiamo detto si terrà a Bologna nel prossimo mese di ottobre – è previsto un fitto calendario di dibattiti e convegni, seminari tecnici e workshop nei quali esperti nazionali ed internazionali, decisori pubblici e privati e rappresentanti dell’industria e della scienza si confronteranno sugli scenari di mercato, sullo sviluppo della ricerca e delle tecnologie relative all’idrogeno.

Per UNI parteciperanno Elena Mocchio (Responsabile Innovazione e Sviluppo) che interverrà a un incontro sul tema “Industria, trasporti e ferrovie: ambiti tecnologici per lo sviluppo strategico dell’idrogeno” (in programma il 7 ottobre) e Ruggero Lensi (direttore generale UNI) che interverrà all’incontro “Technology acceptance: normativa, regolamentazione, comunicazione e sicurezza” (in programma il giorno 8 ottobre).

Paola Comotti è presidente della Commissione UNI/CT 056 Idrogeno costituita nel 2017. Laureata in Chimica presso l’Università degli Studi di Pavia, iscritta all’Albo della Federazione degli Ordini dei Chimici e dei Fisici della Provincia di Pavia, Comotti è attualmente in servizio presso Innovhub-Stazioni Sperimentali per l’Industria, Ente nel quale è confluita nel 2011 la Stazione sperimentale per i Combustibili presso cui ha prestato servizio a partire dal 1987. Comotti è ricercatore nel campo dei combustibili con prevalente esperienza nel settore dei gas combustibili fossili, alternativi e corrispondenti biocombustibili, sia sotto il profilo di caratterizzazione merceologica e analitica che prestazionale e di sicurezza; ha svolto attività di supporto tecnico presso ministeri e nel campo della normazione. Ha prestato un supporto tecnico al Ministero Sviluppo Economico in occasione della stesura dello Studio di fattibilità riguardante il GNL propedeutico alla stesura del Piano Energetico Nazionale. I lavori normativi seguiti da Comotti riguardano la qualità e la sicurezza del gas combustibile (gas naturale, biometano, GPL) sviluppati lungo tutta la filiera e l’utilizzo finale del gas, compreso quello in autotrazione. Dal 2016 l’attività normativa (nazionale ed internazionale) è stata estesa anche alla qualità del GNL per uso marittimo e all’idrogeno.

Flavio Merigo è presidente dell’ISO TC 22/SC 41 – Specific aspects for gaseous fuels. Laureato in Ingegneria Elettronica all’Università degli Studi di Bologna, è iscritto all’ordine degli Ingegneri di Verona. Ha lavorato a lungo nel settore R&D prima in Università e poi nel settore privato. Presiede ISO TC 22/SC 41 e il CEN TC 326/WG1. È il Presidente di Assogasmetano (l’associazione che riunisce una parte degli operatori della distribuzione del NG) e CEO di una Società di Consulenza. Presiede il GL1 di CIG e il GL 5 di CUNA, ente federato di UNI. Ha partecipato ai lavori di numerosi Tavoli istituiti presso il Ministero Sviluppo Economico, Ministero degli Interni (vv.ff.) e presso Ministero Infrastrutture e Trasporti.

UNI – È un’associazione senza scopo di lucro, i cui soci, oltre 4.000, sono imprese, liberi professionisti, associazioni, istituti scientifici e scolastici, pubbliche amministrazioni. Da 100 anni svolge attività di normazione tecnica in tutti i settori industriali, commerciali e del terziario ad esclusione di quello elettrico ed elettrotecnico. Le norme sono documenti che definiscono le caratteristiche (prestazionali, ambientali, di sicurezza, di organizzazione ecc.) di un prodotto, processo, servizio o professione, secondo lo “stato dell’arte” e sono il risultato del lavoro di decine di migliaia di esperti in Italia e nel mondo. In estrema sintesi, sono documenti che definiscono “come fare bene le cose” garantendo sicurezza, rispetto per l’ambiente e prestazioni certe. Il ruolo dell’UNI, quale Organismo nazionale italiano di normazione, è stato riconosciuto dal Decreto Legislativo 223/2017 sulla normazione tecnica. UNI partecipa, in rappresentanza dell’Italia, all’attività di normazione internazionale ISO ed europea CEN.

Comunicazione a cura di UNI – Ente Italiano di Normazione

2021-07-14T10:29:09+01:00Luglio 13th, 2021|UNI - Ente Italiano di Normazione|
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