Dieta Mediterranea e il ruolo della scuola come spazio di divulgazione

UNI - Ente Italiano di Normazione: Il resoconto dell’evento “Mediterranean Diet: a tool for the Agenda [...]

Il resoconto dell’evento “Mediterranean Diet: a tool for the Agenda 2030” svoltosi il 13 ottobre 2025 a Milano.

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L’evento “Mediterranean Diet: a tool for the Agenda 2030” tenutosi il 13 ottobre è stato accolto con grande interesse ed entusiasmo.

Organizzato nell’ambito del “Milan Urban Food Policy Pact”, l’incontro ha fatto emergere la necessità di divulgare una vera e propria cultura dell’alimentazione fatta di scelte consapevoli e responsabili: da qui il focus sulla dieta mediterranea come modello alimentare in grado di fare prevenzione primaria.

Questo può avvenire solo inserendo l’educazione alimentare all’interno dei percorsi scolastici dalle scuole elementari alle secondarie di secondo grado, come vera e propria materia curriculare studiata tutto l’anno, supportando gli insegnati con le docenze di biologi nutrizionisti.

È quanto afferma Vito Amendolara, Presidente dell’Osservatorio Dieta Mediterranea, in occasione del suo intervento, sottolineando fin dal principio la necessità di iniziare dalle scuole come luogo di conoscenza e consapevolezza.

Ruggero Lensi, Direttore Generale UNI e Vicepresidente ISO, evidenzia invece l’importante ruolo della normazione anche in ambito agroalimentare, riferendosi alla Prassi di Riferimento “Linee guida per la valorizzazione della Dieta Mediterranea”.

La UNI/PdR 170 potrebbe essere usata come strumento per costruire i percorsi di formazione più adatti ad ogni fascia di età, per trarre vantaggio di tutti i benefici insiti nella Dieta Mediterranea.

È importante anche sottolineare il ruolo della biologia nutrizionale e delle figure professionali ad essa collegateVincenzo D’Anna, Presidente FNOB, sottolinea proprio l’evoluzione delle professioni.

La figura professionale si è evoluta per fare fronte alle nuove esigenze della società per gestire progetti nutrizionali, fare sorveglianza nutrizionale nelle comunità, valutare la qualità e salubrità degli alimenti, elaborare diete per persone affette da patologie e – soprattutto – fare educazione alimentare”.

Giovanni Caggiano, Presidente ASMEL si è focalizzato invece sul rapporto tra l’alimentazione delle bambine dei bambini e il ruolo fondamentale della mensa scolastica: grazie alle iniziative come “a metro zero e rifiuti zero”, basate sull’utilizzo di produzioni agroalimentari provenienti da territori rurali e da aree interne spesso trascurate, la mensa contribuisce a diffondere uno stile di vita sano e consapevole.

Infine Francesco Schittulli, Presidente LILT, collega il ruolo dell’alimentazione consapevole alla riduzione del rischio di tumori

La corretta alimentazione è uno dei pilastri della prevenzione primaria. In tal senso, la dieta mediterranea rappresenta un modello virtuoso, capace di allontanare circa il 30% dei tumori e ridurre il rischio di patologie oncologiche e non, come le metaboliche, cardiovascolari e altre. Serve un impegno condiviso – istituzioni, mondo produttivo e società civile – per tutelare la salute promuovendo la cultura della sana alimentazione, sin dall’età scolare. Per realizzare questa visione, proponiamo l’istituzione di un tavolo tecnico interdisciplinare che sviluppi questa strategia di prevenzione a lungo termine, per tradurre nella concretezza dei fatti queste aspettative e garantire una più lunga e migliore qualità di vita.

Comunicazione a cura di UNI – Ente Italiano di Normazione

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17 Ottobre 2025

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