ECO-BAT: ACCANTO ALLA FABBRICA UN BOSCO DI PIOPPI PER RISANARE IL TERRENO

Ecobat_bosco_fabbricaA Marcianise un bosco di 17.500 pioppi accanto alla fabbrica Eco-Bat per  neutralizzare e risanare un terreno inquinato nella terra dei fuochi.

È la bonifica eco-sostenibile sperimentata a Marcianise che ha permesso in soli 4 mesi la messa in sicurezza di un terreno di 35.000 mq. fortemente contaminato da metalli pesanti (piombo antimonio, arsenico, cadmio) dando vita a un grande polmone verde all’interno del sito produttivo, contaminato da pregressi stoccaggi di scarti di lavorazione.

L’importante iniziativa di risanamento ambientale, tramite tecnica di fito-risanamento, ha riguardato un’area ex SIN (Siti di Interesse Nazionale) dove insiste il sito produttivo di una delle aziende della filiera COBAT, la Eco-Bat di Marcianise (Caserta), il più grande produttore e riciclatore di piombo del mondo, attualmente l’unica azienda globale che offre un circuito chiuso di riciclaggio di batterie al piombo. Il progetto, primo esempio su scala nazionale nel suo genere, nasce all’interno del sistema COBAT, Consorzio Nazionale di Raccolta e Riciclo.

L’iniziativa è stata sviluppata dai ricercatori dell’Università Federico II di Napoli fa parte del progetto comunitario Life Ecoremed, di cui è parte attiva la Regione Campania.

Il Fito-risanamento è una tecnologia totalmente naturale, uno dei più moderni sistemi di bonifica sostenibile ed ha un triplice obiettivo:

  • disinquinare un suolo contaminato
  • ripristinarne fertilità
  • produrre materiali utili per la filiera agro-energetica e della chimica verde

L’iniziativa è stata presentata  davanti al sindaco di Marcianise, Antonello Velardi, al sottosegretario all’Ambiente, Silvia Velo, al consigliere regionale Stefano Graziano, al presidente del consorzio COBAT Giancarlo Morandi e a numerosi imprenditori operanti nel settore, con il presidente dell’Unione Industriali Gianluigi Traettino. A fare gli onori di casa l’ing. Luciano Morelli, amministratore delegato di Eco-Bat.

L’intervento ha richiesto un particolare piano di caratterizzazione dei livelli di inquinamento e la successiva messa in sicurezza del terreno con piantumazione del bosco di pioppi, piante che essendo  in grado per natura di estrarre dal terreno i metalli pesanti e di impedirne la dispersione nell’aria sono di fatto ideali a neutralizzarne la presenza. In pieno spirito di economia circolare le stesse piante andranno poi a costituire biomassa nel ciclo dell’impianto.

La nuova metodologia, tutta made in Italy, consente di attuare un miglioramento risolutivo e a costo molto contenuto rispetto alle prassi in uso. Se applicato su ampia scala, i risparmi economici sono dell’ordine di diversi milioni di euro per ettaro bonificato (da 1 a 6 milioni contro 100.000 euro/ha).

L’analisi dei livelli di inquinamento permette una bonifica di precisione che non movimenta impattanti quantità di terra inquinata, azzera i rischi per la salute e consente di restituire alla collettività in tempi brevi il suolo, migliorandone la fertilità.

Il fito-risanamento rappresenta una tecnologia efficace anche per rendere il suolo idoneo a colture agroalimentari in un periodo limitato di anni (5-10).

Il progetto è innovativo perché è replicabile anche in altre aree sensibili del nostro Paese, come impianti petrolchimici, fonderie, discariche industriali e impianti industriali dismessi.

L’azienda, che da tempo ha avviato una politica di miglioramento ambientale in linea con la certificazione Iso 14001, – spiega Luciano Morelli amministratore delegato di Eco-Batha scelto di sperimentare il protocollo Ecoremed sul terreno precedentemente contaminato e di attuare un intervento innovativo che si inserisce a pieno nel concetto di ‘Economia Circolare’ e di riduzione della produzioni di rifiuti: il compost utilizzato per la riqualificazione del terreno proviene infatti da un impianto di Salerno ed è prodotto della frazione organica dei rifiuti solidi urbani, mentre il legno di pioppo oltre a svolgere una funzione disinquinante sarà utilizzato nei forni come riducente“.

L’intervento di Marcianise – osserva Giancarlo Morandi, presidente di Cobatè un esempio virtuoso di attenzione all’ambiente, asse portante di Cobat, del quale Eco-Bat è il più importante socio. Con una quota di immesso al consumo pari a oltre il 60% del mercato nazionale, Cobat è il sistema di raccolta e riciclo di pile e accumulatori esausti più rappresentativo in Italia“.

Le scelte compiute da Cobat a Marcianise – sottolinea Silvia Velo, sottosegretario del ministero dell’Ambiente, nel corso della visita all’impianto – sono perfettamente in linea con gli indirizzi europei e nazionali per le bonifiche sostenibili. Già con l’adozione del Testo Unico Ambientale è stata indicata la strada maestra in tali interventi, fatta di riutilizzo dei materiali, riduzione dei rifiuti e ottimizzazione delle risorse. Il ministero dell’Ambiente che rappresento sta lavorando molto su progetti sperimentali e di ricerca relativi a tecnologie basate sulla bioremediation, in particolare proprio nei Siti di Interesse Nazionale, dove negli ultimi cinque anni vi è stata una riduzione di circa il 10% di interventi tradizionali, dunque di quelli fatti di scavi e smaltimento del suolo contaminato“.

Eco-Bat è certificata ISO 9001, ISO 14001 e BS OHSAS 18001.

2017-10-10T11:27:56+00:00 Sostenibilità|