Michele Gallo, AD di GCERTI ITALY | SB, su Io Donna | Corriere della Sera

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“La certificazione UNI PdR 125:2022 è la chiave per il futuro delle aziende italiane”

SPECIALE PER MAGAZINE QUALITA' Intervista IO Donna

La parità di genere nel contesto lavorativo sta diventando un percorso concreto, già in grado di produrre effetti tangibili sul tessuto imprenditoriale italiano. Quando, nella primavera del 2022, è stata introdotta la certificazione della parità di genere attraverso la Legge 162/2021 e la prassi UNI/PdR 125:2022, le stime iniziali prevedevano circa 800 certificazioni entro il 2026. La realtà ha superato ogni aspettativa: al 31 marzo 2025, le aziende certificate sono già 8.110, coinvolgendo oltre due milioni di lavoratrici e lavoratori.

In questo scenario si inserisce la visione di Michele Gallo, Amministratore Delegato di GCERTI, organismo di certificazione accreditato da Accredia.

Intervistato da Io Donna, speciale del Corriere della Sera, Gallo ha sottolineato come l’impatto della certificazione sia già evidente nella quotidianità delle imprese.

L’intervento di Michele Gallo

«In molti casi, i risultati più significativi riguardano il sostegno ai genitori nel conciliare lavoro e responsabilità familiari. Un caso esemplare è quello di un grande gruppo assicurativo che riconosce ai genitori – uomini e donne – tre giorni di ferie retribuite al mese, oltre ai congedi previsti dalla legge, fino al compimento del dodicesimo anno di età del figlio».

Ha inoltre evidenziato come il Gender Pay Gap sia ormai sostanzialmente superato nei livelli operativi, ma resti ancora marcato nei ruoli dirigenziali: «Ai vertici aziendali permane infatti una netta prevalenza maschile. Affrontando il percorso per l’ottenimento del certificato, le aziende comprendono quanto sia ampio il divario da colmare nelle carriere femminili. Colmarlo richiede investimenti significativi e una strategia di lungo periodo, perché gli stipendi maschili hanno avuto progressioni storiche difficili da recuperare».

L’approfondimento di Io Donna conferma il ruolo centrale di GCERTI Italy SB  come attore centrale nel panorama nazionale della certificazione per la parità di genere.

Un ruolo che trova piena espressione anche nella UNI/PdR 125:2022, che va oltre il semplice riconoscimento formale e guida le imprese in un percorso di miglioramento continuo, orientato a rivedere governance, modelli organizzativi e sistemi HR.

Struttura e requisiti della certificazione

La certificazione per la parità di genere ha validità triennale e prevede verifiche annuali di sorveglianza. Il processo di valutazione si basa su sei aree tematiche fondamentali, che riflettono gli aspetti chiave della cultura organizzativa e dei processi aziendali:

  • Equità retributiva
  • Opportunità di crescita e carriera
  • Processi HR
  • Governance
  • Cultura e strategia aziendale
  • Tutela della genitorialità

Una sfida e un’opportunità

La certificazione della parità di genere rappresenta al contempo una sfida e un’opportunità per il sistema produttivo italiano. Come ricorda Michele Gallo:

«Equità di genere e approccio inclusivo hanno un impatto positivo su produttività e innovazione».

Ottenere la certificazione significa contribuire a un cambiamento culturale, ma anche beneficiare di vantaggi concreti:

  • Esonero dal versamento dei contributi previdenziali fino all’1% (massimo 50.000 € annui per tre anni)
  • Punteggio premiale nei bandi pubblici e negli appalti
  • Maggiore attrattività verso talenti e clienti
  • Accesso a voucher e fondi PNRR, in particolare per PMI e microimprese

In qualità di organismo accreditato da Accredia, GCERTI Italia | SB garantisce competenza e imparzialità nella valutazione dei KPI previsti dallo standard UNI/PdR 125:2022, accompagnando le organizzazioni verso una compliance orientata al miglioramento e alla sostenibilità sociale.

Comunicazione a cura di GCERTI Italy

25 Settembre 2025

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