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ISO 9000 e ISO 27000 per CoreTech

Il cloud provider ha puntato alle certificazioni ISO 9000 e ISO 27000 a garanzia di una qualità certa e riconoscibile da chiunque e ovunque a favore dei propri partner e dei clienti

La fiducia e l’apprezzamento da parte del mercato sono certamente bella cosa, ma se le proprie qualità sono universalmente riconosciute attraverso un attestato incontestabile, è ancora meglio. Meglio soprattutto se si tratta di aziende in crescita, che si stanno ricavando spazi sempre maggiori sul mercato e tra i partner, pur senza essere uno dei grossi e famosi nomi internazionali.

I motivi che hanno spinto CoreTech a intraprendere e a portare a termine il percorso verso la certificazione sono proprio questi: fornire degli elementi incontrovertibili della qualità dei propri servizi ai vari MSP, system integrator e software house a cui il cloud provider si rivolge e, di riflesso, a tutti gli utenti finali che questi approcciano.

«CoreTech è in costante crescita, ma abbiamo deciso che era arrivato il momento di mettere un po’ di ordine nei nostri processi, per aumentare ulteriormente la percezione di garanzia e di sicurezza dei nostri servizi nei confronti dei nostri MSP e dei loro clienti – ha dichiarato Roberto Beneduci, CEO di CoreTech -. Abbiamo pertanto intrapreso i diversi percorsi per ottenere le certificazioni ISO 9000 e ISO 27000, le prime per regolarizzare tutta una serie di procedure interne, da come vanno gli ordini, a come si prendono, in che modalità e in che tempi, mentre le altre riguardano la gestione corretta della sicurezza, dalla scadenza della password, al modo in cui vengono cifrati i dati all’interno del data base».

Due classi di certificazioni che l’azienda ha voluto ottenere per creare delle basi più solide su cui crescere e fare in modo che tutte le persone che vi lavorano si muovano secondo delle regole definite, comuni per tutti. Questo consentirebbe a CoreTech di essere riconosciuta dai propri partner come società organizzata e qualificata, nonostante non abbia le dimensioni e riconoscibilità dei grandi brand internazionali, una scelta strategica che le ha permesso di avere i prerequisiti per l’accreditamento AGID, dando ai propri partner la possibilità di lavorare con la Pubblica Amministrazione per le tematiche legate al cloud.

«Una garanzia in più per i clienti dei nostri partner, che possono verificare di avere a che fare con un fornitore con tutte le carte in regola, i cui servizi sono certificati. Ora, quando un nostro partner dichiara di utilizzare l’infrastruttura di CoreTech, può avere delle garanzie di sicurezza altrimenti difficili da dimostrare ai clienti, con una certificazione a garanzia dei servizi e con i server presso il Data Center Supernap, tra i migliori in termini di sicurezza e performance» commenta Beneduci, che continua: «Se la certificazione è un segno di riconoscimento per i partner, per alcuni dei clienti finali è addirittura mandatorio. Abbiamo detto della PA, dove un Comune può servirsi di un cloud provider che sia nell’elenco dell’AGID, e per esserci è necessario superare determinati requisiti, come, appunto, la certificazione ISO 9000 e la ISO 27000. Ma anche alcune aziende private, che secondo la normativa del GDPR non possono avvalersi di aziende che non siano certificate: nel caso di un eventuale data breach, se l’azienda si è avvalsa di fornitori certificati ha le carte per dimostrare che era compliant con la normativa, mentre se ci si avvale di fornitori, per quanto bravi, ma non certificati a nessuno standard, possono avere dei problemi riguardo l’inadeguatezza del trattamento dei dati».

2020-10-22T14:08:45+01:00Ottobre 22nd, 2020|News|
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