CSC si è certificata ISO 22005 con Bureau Veritas

Il coraggio di andare controcorrente

Investire sulla qualità: tanti lo dicono, l’Associazione Caffè Speciali Certificati lo fa ottenendo la certificazione ISO 22005 che offre la garanzia del prodotto attraverso la tracciabilità di tutta la filiera.

È un momento complesso per il caffè nei pubblici esercizi italiani: diminuiscono i consumi, ma soprattutto con essi cala la qualità, almeno da parte delle torrefazioni – e sono numerose – che hanno deciso di fare del finanziamento e del prezzo la loro principale arma competitiva.

“Molti affermano che “tanto il cliente non se ne accorge”, ma ritengo non sia così – afferma Enrico Meschini, presidente CSC – Caffè Speciali Certificati. Nell’aumento a due cifre che il porzionato fa registrare ogni anno, si possono individuare la praticità, il minor prezzo rispetto all’espresso consumato al bar, ma anche la disaffezione del cliente nei confronti di un locale che gli offre un prodotto di scarso pregio, magari accompagnato dal gusto di rancido di apparecchiature che non vengono pulite. L’esperienza mi dice che chi sceglie la qualità si distingue e viene premiato da una clientela più fedele, ma soprattutto soddisfatta. È per questo che un’associazione come CSC, che da sempre punta sull’eccellenza dei caffè che seleziona e mette a disposizione delle torrefazioni associate, proprio nel momento in cui la maggioranza delle torrefazioni ha fatto un passo indietro lungo il cammino della qualità, ha deciso di fare un ulteriore passo avanti: ha infatti ottenuto la certificazione ISO 22005, che offre la garanzia del prodotto attraverso la tracciabilità lungo tutta la filiera, dal chicco al confezionamento”.

La tracciabilità dei prodotti alimentari, nata come necessità interna alle aziende, oggi è a tutti gli effetti un’esigenza strategica per la filiera agro-alimentare, che dà un valore aggiunto al prodotto finito e a chi lo produce, offrendo inoltre la garanzia di origini certe, certificate.

È una certificazione che viene richiesta soprattutto dai mercati esteri, ma si mostra sensibile ad essa anche quella fascia di operatori e consumatori finali italiani che chiedono miscele caratterizzate da una qualità superiore e da una tracciabilità totale: sono caratteristiche che convincono, rassicurano, si possono comunicare e percepire in tazza, attraverso un espresso piacevolmente aromatico, dunque valorizzano il prodotto.

“Non ci affidiamo al marketing, ma ai fatti – riprende Meschini -. Certo, tutto ciò rappresenta un passo impegnativo e controcorrente: non solo la qualità dei nostri caffè non diminuisce nonostante l’aumento dei prezzi del crudo, ma proprio in un periodo come l’attuale CSC decide di investire per dimostrare con i fatti il livello qualitativo dei suoi caffè. Spero che questo possa spingere altri torrefattori a unirsi alla nostra Associazione o comunque a puntare in un modo deciso sulla qualità, andando oltre i semplici slogan. E auspico che sia i baristi sia i consumatori finali colgano questo sforzo e i vantaggi che ad esso si uniscono”.

La certificazione è recentissima e sono in fase di realizzazione i nuovi bollini numerati e dotati di un ologramma anticontraffazione che da sempre accompagnano ogni miscela realizzata con caffè CSC, sui quali nella nuova versione verrà riportato anche il logo della ISO 22005, rilasciato da Bureau Veritas.

2018-09-17T11:31:55+00:00News|