UNI FESTEGGIA I 100 ANNI DALLA FONDAZIONE

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UN PO’ DI STORIA

Era il 26 gennaio del 1921 quando ANIMA Confindustria Meccanica varia, l’allora Federazione delle Associazioni Nazionali dell’Industria Meccanica varia e affine, fonda UNIM Comitato Generale per l’Unificazione nell’Industria Meccanica.

L’obiettivo era di “realizzare un programma di standardizzazione nell’industria meccanica”, ispirandosi a quanto già fatto all’estero e “chiamando a collaborare le Istituzioni e Associazioni che svolgono attività in relazione alla standardizzazione”, come il Comitato Nazionale Scientifico Tecnico poi diventato CNR, l’Associazione Nazionale Ingegneri Italiani, l’Associazione Elettrotecnica Italiana e la Confederazione Generale dell’Industria poi diventata Confindustria.

E così già nel 1922 arriva la prima norma tecnica italiana, la UNIM 1 del 21 dicembre che definiva il formato e la disposizione delle tabelle UNIM. Nei primi dieci anni di attività di UNIM le norme pubblicate trattano argomenti afferenti strettamente all’industria meccanica, filettature, disegno tecnico, tolleranze, accoppiamenti, calibri, dadi e viti e chiodi.

Nel 1930 – con l’ampliamento del campo di attività – UNIM perde la specificità meccanica e prende il nuovo nome di UNI. Sempre negli anni Trenta UNI partecipa alle prime attività internazionali dell’ISA (divenuta ISO nel 1946), della quale raggiunge la prima presidenza italiana con Giovanni Tofani (un Senatore del Regno) dal 1939 al 1941 e successivamente con Giacomo Elias nel biennio 10999/2000.

Il Secondo Dopoguerra porta UNI alla rifondazione come libera associazione indipendente dalle logiche corporative – anche se il riconoscimento ufficiale e l’attribuzione della personalità giuridica avviene solo nel 1955 con il Decreto del Presidente della Repubblica 1522 – e a un nuovo nome UNI Ente Nazionale Italiano di Unificazione. Solo la scorsa estate UNI ha assunto l’attuale denominazione UNI Ente Italiano di Normazione.

LA CELEBRAZIONE

UNI festeggia “il giorno in cui tutto ebbe inizio” con un brindisi a distanza con gli “eredi” dei fondatori (ANIMA Confindustria Meccanica varia), i partner internazionali (CEN e ISO) e i principali stakeholder istituzionali, di impresa e professionali… a cui seguiranno eventi in tutto l’arco dell’anno

Per l’occasione UNI si è dato un nuovo logo e ha prodotto un video che rappresenta 100 anni di normazione: https://vimeo.com/503003855 (password: UNI100)

Andiamo fieri di quell’intuizione avvenuta cento anni fa, ma anche del fatto che UNI arrivi a festeggiare questi suoi primi 100 anni, dimostrando di saper seguire il mercato. Afferma Marco Nocivelli, Presidente ANIMA. Ma anche di saper evolversi e cambiare a sua volta. Se pensiamo a quanto sia cambiato il mondo negli ultimi non 100 ma 10 anni, riusciamo a farci un’idea più precisa di quanto sia preziosa questa resilienza. Nuovi mercati si sono affacciati sullo scenario mondiale, spesso si sono scontrati – ad esempio quello cinese e americano – e hanno portato l’Europa e ripensare la produzione industriale nel rispetto di vincoli ambientali sempre più sfidanti: anche in questo campo la normazione è intervenuta per sostenere la competitività delle imprese.

orretta UNI su Magazine QualitàLa normazione è nata 100 anni fa per rispondere alle esigenze dell’industria sulla interfacciabilità dei componenti. Ricorda Piero Torretta, Presidente UNI. La prima fase della sua storia è stata caratterizzata dalla “centralità del prodotto” per indirizzarsi, dagli anni ‘70 in poi, con l’evoluzione dei modelli organizzativi, verso la “centralità del processo”, e traguardare in questi ultimi anni alla “centralità della persona”, sia nel lavoro (il rapporto uomo macchina; i dilemmi dell’intelligenza artificiale) sia nella dimensione di consumatore e cittadino (tutele, diritti, chiara informazione). L’obiettivo per i prossimi anni ce lo ha suggerito il Consiglio UE, chiedendo che tutti i beni e i servizi europei siano conformi alle norme e agli standard europei, al fine di garantire la competitività dell’Europa, una concorrenza leale e accrescere la fiducia dei consumatori.

Partecipando alle attività dell’UNI ho imparato un nuovo linguaggio: un alfabeto universale applicato con una grammatica condivisa a livello mondiale. Afferma Gianni Cavinato, Presidente della Commissione Centrale tecnica UNI. La normazione è la lingua degli esperti, ma ancor prima è la lingua dell’intelligenza umana; si esprime con degli standard tecnici, ma tutte le opere umane vengono realizzate grazie alla cultura e all’accumulazione delle esperienze, dai successi e dagli errori. Per questo la normazione è un bene comune dell’umanità.

In quasi 30 anni di frequentazione UNI ho imparato non solo una materia tecnica, fatta di nozioni e di stato dell’arte delle conoscenze, ma anche e soprattutto una materia umana, composta dalle regole del dialogo, dal rispetto degli altri, dalla capacità di ascoltare e di confrontarsi, di organizzarsi e di dirigere, in un contesto nel quale i legittimi interessi personali, aziendali o associativi venivano proiettati dal “sistema UNI” a un livello più alto, quello della ricerca del consenso e della responsabilità verso i cittadini e la società. Afferma Stefano Calzolari, President Elect CEN. Un’esperienza che utilizzerò per valorizzare la normazione europea, avvicinandola ai suoi obiettivi più ambiziosi, descritti nella cosiddetta “Strategia 2030” di CEN/CENELEC, come la “transizione digitale” e la “transizione verde”, coerenti con il recentissimo manifesto “Next Generation EU – Un modo migliore di vivere nel mondo di domani”.

Conto molto sul supporto dell’UNI per raggiungere i risultati attesi e, anche per questo, rinnovo a UNI la mia gratitudine.

E’ veramente da tanti anni che UNI si dedica alla diffusione della conoscenza e consapevolezza che “il mondo è migliore” se si usano le norme tecniche! Ricorda Eddy Njoroge, Presidente ISO. Anche grazie al suo impegno, le norme oggi hanno un ruolo fondamentale nella valutazione della conformità, nell’accettazione e nello scambio delle merci e dei servizi (italiani e di tutti gli altri Paesi) nel mondo. Le innovazioni più recenti come l’intelligenza artificiale e i Big Data daranno ulteriore accelerazione al progresso, ponendo un’enorme sfida agli enti nazionali di normazione come UNI: posizionarsi come agenti della trasformazione tecnologica e socieconomica oppure diventare superflui. La risposta a queste (e altre future) sfide determinerà il segno che il sistema di normazione lascerà nel mondo in questo secolo: so di poter contare sulla piena e attiva collaborazione dell’UNI.

“UNA SOLA NORMA” PER 34 PAESI

A livello europeo, nel 1961 UNI partecipa alla fondazione del CEN European Committee for Standardization, con lo scopo di creare le condizioni per un vero mercato unico grazie all’armonizzazione della normazione tecnica di 34 Paesi, come supporto alla legislazione che permette la libera circolazione dei prodotti di qualità e sicuri sia per i consumatori che per l’ambiente. La presidenza CEN è stata italiana nel 1993/1994 (Giacomo Elias) e lo sarà nuovamente per il triennio 2022-2024 (Stefano Calzolari).

IL VALORE PER LE IMPRESE E I CONSUMATORI

Che ruolo ha la normazione per le imprese e i consumatori? Le conclusioni del Consiglio dell’Unione Europea del 16 novembre 2020 “Verso un’industria europea più dinamica, resiliente e competitiva” forniscono un’ottima sintesi sottolineando l’importanza:

  • che tutti i beni e i servizi messi a disposizione sul mercato unico siano conformi alle norme e agli standard europei, al fine di garantire la competitività dell’UE e una concorrenza leale e accrescere la fiducia dei consumatori europei
  • di un sistema europeo di normazione ben funzionante quale base per sostenere gli obiettivi della leadership tecnologica europea, in particolare per quanto riguarda le transizioni verde e digitale
  • della disponibilità di norme armonizzate che agiscano da catalizzatore della competitività, dell’innovazione e della sicurezza dei consumatori e come tali norme armonizzate si siano rivelate preziose durante la crisi COVID-19, ad esempio in relazione alle attrezzature mediche
  • di norme e standard chiari per l’organizzazione dello scambio di dati industriali su base volontaria

UNI nella sua funzione istituzionale di organismo nazionale di normazione italiano svolge – secondo le indicazioni del Decreto Legislativo 223/2017 – il compito a livello nazionale, europeo e internazionale e costituisce il partner con cui il Paese deve sviluppare le politiche per raggiungere questi obiettivi.

LA NORMAZIONE E LE PERSONE

La normazione si occupa di tutelare le persone sotto tre punti di vista: come consumatori, come professionisti e come lavoratori.

Le norme UNI garantiscono al consumatore molto di ciò che si aspetta quando acquista un prodotto o un servizio, dall’ampiezza della scelta, alla qualità e affidabilità, alla sicurezza e rispetto dell’ambiente, ai costi più bassi di acquisto e di uso fino all’usabilità da parte di fasce di popolazioni “meno abili” quali bambini e anziani. Per questo motivo, dal 2011 collabora a questo fine con il CNCU Consiglio Nazionale dei Consumatori e degli Utenti.

Ai professionisti invece garantiscono la possibilità di qualificarsi e differenziare la propria offerta sul mercato. Negli ultimi decenni infatti l’evoluzione tecnologica e la globalizzazione hanno fatto emergere nuovi bisogni e quindi nuove professioni, molte delle quali senza una chiara riconoscibilità e senza regole che ne definiscano le competenze. La Legge 14 gennaio 2013 n.4 riconosce l’importanza della normazione e all’art. 9 rimanda alle norme UNI per definire i principi e i criteri che disciplinano l’esercizio autoregolamentato delle attività professionali “non ordinistiche”. Attualmente sono quasi un centinaio le norme e prassi di riferimento sulle professioni.

Ai lavoratori garantiscono condizioni di lavoro salubri e sicure, con impatti positivi in termini di benessere sui singoli, le loro famiglie e la società nel suo complesso.

IL RUOLO SOCIALE DI UNI E DELLA NORMAZIONE

UNI e la normazione non si occupano solo di prodotti e processi produttivi. Numerosi temi sociali sono diventati oggetto di studio (a partire dalla “responsabilità sociale delle organizzazioni” UNI EN ISO 26000) al fine di definire delle norme che possono contribuire ad armonizzare la crescita, la spinta all’innovazione e la dignità della persona su argomenti come l’educazione finanziaria, l’accessibilità e il design for all, l’economia circolare, la sicurezza della società e del cittadino, le smart cities e le comunità e infrastrutture sostenibili e l’economia della condivisione.

LA NORMAZIONE E LA PANDEMIA

Il ruolo sociale della normazione è diventato clamorosamente evidente con l’esplosione della crisi sanitaria COVID-19: essendo l’Italia, in ordine temporale, il primo Paese europeo a essere stato colpito dalla pandemia, il ruolo UNI è stato fondamentale per identificare e condividere con il CEN l’elenco di norme necessarie per affrontare l’emergenza e renderle quindi liberamente disponibili per supportare con riferimenti certi gli approvvigionamenti di dispositivi di protezione individuale, dispositivi medici e apparecchiature, nonché la riconversione delle linee di produzione. 

I NUMERI UNI

  • 102 – persone dipendenti
  • 4.218 – numero dei soci
  • 1.378 – norme UNI pubblicate nel 2020
  • 22.180 – norme UNI attualmente in vigore
  • 47.968 – norme UNI pubblicate in 100 anni di attività
  • 1.116 – organi tecnici nazionali (commissioni, sottocommissioni, gruppi di lavoro)
  • 7.500 – persone componenti degli organi tecnici nazionali
  • 7 – Enti Federati indipendenti della cui collaborazione l’Ente si avvale su argomenti di particolare specializzazione. Su specifica delega e nel rispetto dei regolamenti UNI elaborano progetti di norma nazionale, partecipano all’attività di normazione tecnica settoriale europea CEN ed internazionale ISO e contribuiscono al processo di recepimento nazionale delle norme CEN e di adozione delle ISO. Attualmente sono:
      • CIG (Comitato Italiano Gas)
      • CTI (Comitato Termotecnico Italiano)
      • CUNA (Commissione Tecnica di Unificazione nell’Autoveicolo)
      • UNICHIM (Associazione per l’Unificazione nel settore dell’Industria Chimica)
      • UNINFO (Tecnologie Informatiche e loro applicazioni)
      • UNIPLAST (Ente Italiano di Unificazione nelle Materie Plastiche)
      • UNSIDER (Ente Italiano di Unificazione Siderurgica)
  • 139 – presidenze e segreterie italiane di organi tecnici CEN
  • 1.472 – persone delegate italiane negli organi tecnici CEN
  • 82 – presidenze e segreterie italiane di organi tecnici ISO
  • 1.031 – persone delegate italiane negli organi tecnici ISO

COSA FAREMMO SENZA?

Cosa faremmo senza la norma … ?

  • UNIM 13 (del 1924) il disegno tecnico sarebbe illeggibile
  • UNI 286 (del 1934) sarebbe impossibile pilotare un aereo
  • UNI 2116 (del 1942) il cinema non sarebbe sopravvissuto ai fratelli Lumière
  • UNI 3519 (del 1954) non sarebbe mai esistita l’epoca d’oro dei transatlantici
  • UNI 7154 (del 1973) le condizioni di lavoro non sarebbero così sicure
  • UNI 7713 (del 1977) a scuola si starebbe ancora seduti per terra
  • UNI 8477 (del 1983) non sfrutteremmo ancora l’energia solare
  • UNI 9550 (del 1989) il record sui 200 metri sarebbe ancora di Pietro Mennea
  • UNI 10969 (del 2002) i beni culturali ce li saremmo già giocati
  • UNI EN 15734 (del 2011) i treni ad alta velocità sarebbero senza freni, letteralmente…
  • UNI EN ISO 14067 (del 2018) il pianeta sarebbe un’enorme serra
  • UNI CEI EN 16603 (del 2020) non parleremmo di turismo spaziale

Comunicazione a cura di UNI – Ente Italiano di Normazione

UNI su Magazine Qualità

2021-02-02T09:58:36+01:00Gennaio 25th, 2021|In evidenza, UNI - Ente Italiano di Normazione|
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