TÜV ITALIA: CONSIGLI SULLA LETTURA DELLE ETICHETTE DI PRODOTTI ALIMENTARI IN CASO DI PRESENZA DI ALLERGENI

Le etichette contenenti ingredienti e informazioni nutrizionali dei prodotti stanno acquisendo sempre più importanza e interesse. Questo è dovuto a regolamenti europei in ambito agroalimentare sempre più stringenti e ad un crescente interesse da parte dei consumatori, soprattutto da parte di quelli affetti da allergie o intolleranze alimentari, che prestano sempre maggiore attenzione alle etichette riportate sui prodotti alimentari. La dicitura “potrebbero contenere tracce di …” è una di queste importanti specifiche che vengono poste sulle etichette.

TÜV Italia Magazine Qualità

Sono tante le forme allergiche presenti e tra le più diffuse troviamo quelle alimentari. Secondo dati diffusi dal Ministero della Salute e da Nielsen, azienda specializzata nelle ricerche di mercato, in Italia, ad esempio, ci sarebbero 1.800.000 allergici alimentari.

E’ chiaro, quindi, come si vada formando una nuova consapevolezza da parte dei consumatori e una maggior importanza dell’etichettatura dei prodotti alimentari, che è disciplinata, da un punto di vista normativo, dal Regolamento Europeo 1169/2011 . (*)

In Italia, secondo i dati della ricerca, sarebbero 305.000 le persone allergiche al latte e 600.000 al glutine. Relativamente alle intolleranze i numeri crescono vertiginosamente: oltre il milione sono gli intolleranti al lattosio, 3.000.000 gli intolleranti al glutine.

Per questo motivo, e sulla base di questi dati che sono in costante crescita, l’Italia è molto attenta su questo argomento e recepisce con rapidità le direttive europee in merito.

Il Ministero della Salute, infatti, ha recentemente notificato due comunicazioni della Commissione UE riguardanti nuove disposizioni sulle etichette alimentari per quanto concerne le sostanze in grado di provocare allergie, oltre che sulla dichiarazione delle quantità degli ingredienti (QUID).

Il 13 luglio 2017, la Commissione Europea ha ulteriormente disciplinato le modalità per informare i consumatori sulla presenza di allergeni. Ad esempio, gli ingredienti derivati da cereali contenenti glutine, devono essere riportati in etichetta, dichiarando il tipo specifico di cereale. Per quegli alimenti che non richiedono l’evidenza degli ingredienti, come il vino, ma che sono utilizzati per la preparazione di altri prodotti alimentari per cui invece esiste l’obbligo, occorre evidenziare comunque gli allergeni. Infine anche per gli alimenti non preconfezionati occorre rendere chiaramente visibili gli allergeni in forma scritta.

Sono quattordici le sostanze che, considerate potenziali fattori scatenanti, devono essere sempre inclusi nell’elenco degli ingredienti: cereali contenenti glutine (ad es. grano, segale), latte e latticini, uova, frutta a guscio e frutta secca (ad es. mandorle, nocciole e pistacchi), sedano, senape, sesamo e lupini e tutti i prodotti contenenti questi alimenti.

In Italia, all’avanguardia sotto questo punto di vista, esiste un laboratorio specializzato, pH, di proprietà di TÜV Italia – Gruppo TÜV SÜD, specializzato nella salvaguardia della sicurezza in ambito food, food contact e ambientale. I Laboratori pH dispongono di un reparto biomolecolare che adotta metodi analitici accreditati da ACCREDIA nella ricerca degli allergeni eseguita sulla base di una lista in continuo sviluppo e aggiornamento, che comprende anche ulteriori allergeni rispetto ai quattordici individuati dalla normativa. Inoltre i Laboratori pH sono riconosciuti dall’AiC (Associazione Italiana Celiachia) per effettuare test su prodotti per celiaci.

La ricerca degli allergeni – afferma Elena Ciofi, Service Line Food Manager di TÜV Italia, Laboratori pH – necessita di metodi affidabili per individuarli e quantificarli, al fine di garantire la sicurezza e la qualità dei prodotti alimentari e dei processi produttivi. Il nostro laboratorio fornisce servizi di testing qualitativi e quantitativi utilizzando tecnologie all’avanguardia quali PCR ed ELISA”.

ELISA è il test specifico, che presenta un’elevata sensibilità e rapidità; tuttavia può essere soggetto a falsi negativi nel caso dei trattamenti termici o enzimatici a cui gli alimenti possono essere sottoposti o falsi positivi a causa degli anticorpi utilizzati nei test. La tecnologia PCR Real-time (qPCR) permette di misurare, in tempo reale, sequenze di DNA presenti anche in minime quantità all’interno di un alimento, riducendo notevolmente il problema dei falsi negativi e falsi positivi rispetto all’ELISA, dato che amplifica sequenze specie-specifiche presenti solo in quel tipo d’ingrediente ricercato.

La rilevazione e la quantificazione degli allergeni – spiega Monica Filippini, Life Science Manager di TÜV Italia, Laboratori pH – può avvenire in due modi: ricercando direttamente la proteina allergizzante con la tecnica ELISA o indirettamente tramite PCR (Polymerase Chain Reaction) Real Time, che rileva la presenza di DNA dell’alimento allergizzante. L’uso alternativo o combinato di queste due tecniche può dipendere anche dal tipo di allergene da analizzare, o dal risultato che si vuole ottenere”.

Quando in etichetta viene indicata la frase di avviso “Contiene tracce di …” o “Può contenere tracce di …” ci si riferisce alla eventuale presenza involontaria di un allergene, la cui inclusione può verificarsi durante la produzione e che può essere presente in tracce (quantità tra il limite di rilevazione e alcuni milligrammi per chilogrammo). Ad esempio, una fabbrica di cioccolato che produce due tipi di cioccolato, con e senza frutta a guscio, dove la “contaminazione” del cioccolato senza frutta a guscio non può essere esclusa al 100%. Il produttore, segnalando preventivamente il fatto tramite questa dicitura, si tutela informando prontamente i consumatori.

Come le allergie, anche le intolleranze alimentari sono notevolmente diffuse e possono comportare disturbi non gravi ma fastidiosi.

Nell’ambito delle sue procedure di certificazione, il Gruppo TÜV SÜD effettua valutazioni in base a standard riconosciuti di sicurezza alimentare (es. International Food Standard, FSSC 22000), verificando che le aziende implementino le misure necessarie per evitare la contaminazione da allergeni e che gestiscano correttamente l’identificazione di ingredienti allergenici e l’etichettatura degli allergeni.

Ulteriori informazioni sulla sicurezza alimentare e sui test effettuati dai Laboratori pH (di TÜV Italia -Gruppo TÜV SÜD) sono disponibili Cliccando Qui.

(*) Il Regolamento Europeo 1169/2011 stabilisce che:

  • Gli ingredienti o coadiuvanti che provochino allergie, devono figurare nell’elenco degli ingredienti con un riferimento chiaro alla denominazione della sostanza definita come allergene.

Inoltre:

  • L’allergene deve essere evidenziato attraverso un tipo di carattere chiaramente distinto dagli altri, per dimensioni, stile o colore di sfondo
  • Per i prodotti alimentari non preimballati, venduti al dettaglio e nei punti di ristoro collettivo, occorre riportare le indicazioni sugli ingredienti allergenici

(Fonte: http://www.sviluppoeconomico.gov.it/index.php/it/impresa/competitivita-e-nuove-imprese/industria-alimentare/etichettatura-alimentare)

2018-05-03T16:24:49+00:00 Alimentari|