UNA LEADERSHIP DI QUALITÀ – COSA SIGNIFICA VERAMENTE ESSER UN LEADER NEL NUOVO MILLENNIO?

Roberto Re su magazine qualitàIn passato il termine leader era decisamente meno diffuso di quanto lo sia oggi ed evocava immagini di comando. Nel corso della storia ci sono stati anche diversi esempi di leader negativi che si sono imposti con la forza, trascinando intere popolazioni in assurde campagne militari e a compiere atti di crudeltà.  Oggi il concetto di leadership è profondamente mutato; ha assunto una connotazione molto più personale oltre che positiva: vero leader è colui che sa guidare se stesso prima che gli altri (dal verbo inglese to lead che significa guidare, condurre) nella direzione desiderata.

Il vero leader di se stesso sa in primo luogo cosa vuole dalla vita e lo persegue con tenacia. Troppe persone non sanno dove stanno andando, non hanno obiettivi a breve, medio o lungo termine e vivono alla giornata, lasciandosi trascinare dagli eventi o dalla volontà di chi gli sta vicino. Sapere dove si vuole andare coincide con la scelta di un obiettivo, che si persegue con maggiore forza quanto più forte è lo scopo, il motivo per cui si vuole raggiungerlo.

Chi è leader di se stesso dunque non solo sa cosa vuole, ma anche perché, sa esattamente qual è lo scopo della propria vita, ha una missione e ciò rende più facile il raggiungimento degli obiettivi. Sapere dove si vuole andare coincide con la scelta di un obiettivo, che, come ho già detto nel primo capitolo, si persegue con maggiore forza quanto più forte è lo scopo, il motivo per cui si vuole raggiungerlo. Questo, in buona sostanza, caratterizza i veri leader oggi.

Chi è leader di se stesso non solo sa cosa vuole, ma anche perché, sa esattamente qual è lo scopo della propria vita, ha una missione e ciò rende più facile il raggiungimento degli obiettivi. “Tutti noi abbiamo uno scopo spirituale, una missione che perseguiamo senza esserne del tutto consapevoli. Nel momento in cui la portiamo completamente alla coscienza, le nostre vite possono decollare.” (James Redfield)

Cosa è veramente importante per me nella vita? Dare una risposta a questa domanda è fondamentale per chi desidera raggiungere livelli di massima realizzazione in campo personale, come in quello professionale. Tale risposta ci permette non solo di individuare la nostra mission, ma anche di gettare luce sui nostri valori, i principi che seguiremo nel corso del nostro cammino di realizzazione. Vivere secondo i nostri valori e standard, anche quando le cose non vanno come vorremmo, agire coerentemente con quello che secondo noi è il senso della vita ha il potere di conferirci una felicità duratura, una sensazione di sicurezza, di pace interiore e di totale congruenza. Chi riesce a vivere in questo modo ha quasi un’aurea che lo rende riconoscibile dalle altre persone come un leader. E non ha bisogno di certificati, targhette di identificazione e posti riservati. E’ leader di se stesso e gli altri seguono il suo esempio quasi naturalmente.

TU NON SEI IL TUO LAVORO

Uno degli errori in cui cadono molti uomini e donne di business è quello di trasformare il proprio lavoro nell’unica ragione di vita, trascurando tutte le altre sfere. C’è chi trascura la famiglia e magari si ritrova ad un tratto dei figli cresciuti che conoscono a malapena, non si cura della propria salute, vive in perenne stato di stress, per non parlare poi dello sport e del divertimento che sono quasi banditi. Il tempo libero queste persone non sanno proprio cosa sia. Tutto questo nell’illusione di essere o diventare i migliori professionisti nel proprio settore.

Ma, come dice Anna Quindlen, “Non potrai mai essere il meglio nel tuo campo professionale, se il tuo lavoro è tutto ciò che sei.” Il valore di un professionista è dato essenzialmente dal valore della persona nella sua interezza. La leadership non è solo una competenza professionale ma una competenza trasversale a tutte le aree della vita. Per questo il vero leader non ha bisogno di sacrificare gli obiettivi personali per raggiungere quelli professionali. L’equilibrio di cui parlavo pocanzi trova applicazione anche qui.  Viviamo in un momento storico in cui al massimo delle opportunità offerte dai progressi tecnologici (chi mai poteva pensare solo vent’anni fa che nel tempo di un click si potesse arrivare dall’altra parte del mondo?) paradossalmente si unisce anche la più alta probabilità di perdere la rotta. Le persone vivono sempre di più freneticamente e alla giornata, in una continua reazione agli stimoli esterni, con tassi di stress sempre più elevati che suscitano talvolta una sensazione di vertigine e provocano la perdita di orientamento. La maggior parte delle persone sa bene cosa non vuole, pochi sanno identificare cosa vogliono veramente. Ecco perché lo sport della lamentala è tanto diffuso.

QUALI SONO LE QUALITÀ DEL LEADER?

Senso di responsabilità

Così come un leader, nel senso classico di capo carismatico, si assume la responsabilità del proprio gruppo, un leader di se stesso si assume la responsabilità dei propri risultati, positivi o negativi che siano. Non incolpa le circostanze o l’ambiente esterno di come si sente e di ciò che riesce o non riesce a fare, ma se ne assume la piena responsabilità e quindi sa che sta a lui cambiare la situazione e che ha il potere di farlo.

Capacità di gestione degli stati d’animo

La caratteristica fondamentale di chi sa gestire se stesso è quella di saper gestire il proprio stato emozionale, di riuscire ad uscire da stati emozionali improduttivi nel momento in cui questi diventano un ostacolo. Paura, insicurezza, depressione, ansia sono tutte emozioni a cui non possiamo permettere di travolgerci, limitando la nostra capacità di azione.  La capacità di gestire le nostre emozioni deriva dalla consapevolezza che non sono gli eventi a determinare i nostri stati d’animo, ma piuttosto il significato che attribuiamo loro. Tale consapevolezza ci rende padroni delle nostre emozioni, permettendoci di passare da una improduttiva ad una potenziante, cambiando la nostra fisiologia, il linguaggio che usiamo per comunicare con noi stessi ed il focus mentale, ovvero l’aspetto della realtà su cui concentriamo la nostra attenzione.

Chiarezza in fatto di valori

Che cosa è più importante per te nella vita? I nostri valori sono come una stella polare che sta davanti a noi e ci guida a prendere le decisioni determinanti per il nostro cammino. Se desideriamo raggiungere livelli di massima realizzazione nella vita, possiamo farlo solo decidendo quali sono le cose importanti per noi, i nostri valori più alti e facendo il possibile per vivere ogni giorno della nostra esistenza in base a questi principi, sempre ed indipendentemente da ciò che accade. Vivere secondo i nostri valori e i nostri standard anche quando le cose non vanno come vorremmo, agire coerentemente con quello che secondo noi è il senso della vita ha il potere di conferirci una felicità duratura, una sensazione di sicurezza, di pace interiore e di totale congruenza.

Consapevolezza di ciò che vuole

Un uomo senza una meta è come una nave senza timone e prima o poi finirà sugli scogli. Troppe persone non sanno dove stanno andando, non hanno obiettivi a breve, medio o lungo termine e vivono alla giornata, trasportate dalle onde. Se vogliamo guidare noi stessi è fondamentale sapere dove! Sapere dove si vuole andare coincide con la scelta di un obiettivo, che perseguiremo con maggiore forza quanto più forte sarà lo scopo, il motivo per cui vogliamo raggiungerlo. “Quando sai quello che vuoi e lo vuoi intensamente, troverai un modo per raggiungerlo”. (Jim Rohn). Il leader di se stesso sa qual’ è lo scopo della propria vita, ha una mission.  “Tutti noi abbiamo uno scopo spirituale, una missione che perseguiamo senza esserne del tutto consapevoli. Nel momento in cui la portiamo completamente alla coscienza, le nostre vite possono decollare.” (James Redfield)

Qual è lo scopo della tua vita?

Potere decisionale

Noi siamo la somma totale delle decisioni che abbiamo preso dal primo istante ad ora. Le nostre decisioni determinano il nostro destino e sono in grado di modificare radicalmente l’andamento della nostra esistenza. Qualità dei leader è decidere velocemente e con sicurezza e, raramente, ritornare sui propri passi.

Fiducia in se stesso

Se il vero leader è principalmente colui che è in grado di condurre se stesso alla realizzazione dei propri obiettivi non può mancare tra le sue doti la fiducia in se stesso, la capacità di credere nella riuscita. “L’ingrediente chiave del successo è credere veramente e il vero successo comincia dal credere in se stessi” (Colin Turner). Le nostre credenze dirigono le nostre azioni; purtroppo spesso accade che la gente possieda più credenze limitanti (es. Io sono fatto così, non cambierò mai) che credenze potenzianti (in me c’è tutto). Caratteristica comune delle persone di successo è avere credenze di successo, convinzioni che permettono loro di ottenere risultati fuori dalla norma.

Capacità di ascoltare il proprio cuore

Il leader ascolta il proprio cuore e, alla fine, fa ciò che ritiene giusto. La capacità di ascoltarci, di sentire dentro di noi le risposte alle nostre domande, ci permette di muoverci coerentemente con i nostri principi e, di conseguenza, di vivere privi dei conflitti interni che caratterizzano l’esistenza di tante persone, sempre dibattute tra ciò che in cuor loro desidererebbero fare e le loro paure, i condizionamenti esterni e tutte le limitazioni che albergano nella loro mente.

LA SCHEDA DI ALLENAMENTO DEL LEADER

Quali sono in concreto le azioni da intraprendere per diventare sempre più leader di se stessi?

Sviluppa la capacità di apprendere.

Chris Widener dice: “I leader sono persone che leggono. È vero. Ma soprattutto i leader sono persone che imparano”. Se vuoi essere un leader affina la tua curiosità e sensibilità nei confronti del mondo, leggi libri e cerca la compagnia di persone che stimi e possono trasmetterti insegnamenti importanti.

Esci dalla zona di confort

La qualità della nostra vita è direttamente proporzionale alla dose di insicurezza con cui riusciamo a convivere. Il leader di se stesso è consapevole di dover sperimentare l’uscita dalla propria zona di confort per sperimentare nuove realtà che gli permettono di allargare i confini della propria identità. Più la sua identità è ricca: è, al tempo stesso, genitore, professionista, amico/a, sportivo ecc, maggiore è la probabilità di essere felice ed appagato.

Preparati a sostenere i costi della leadership

Diventare leader non è certo una passeggiata, richiede tempo ed energie, impegno costante e determinazione. Non è roba per timidi o indolenti. Un leader non è mai “in vacanza”. Non è neppure roba per permalosi. Il leader è in prima linea e quindi è più facile bersaglio di critiche, ma non si può essere leader e nel contempo piacere a tutti. Questo è il prezzo della leadership. Un prezzo che però vale la pena pagare.

Valuta i tuoi punti di forza e debolezza.

Conoscere i tuoi punti di forza ti permetterà di focalizzarti su di essi e renderli produttivi. Mentre la consapevolezza dei tuoi punti di debolezza ti offrirà margini di crescita e soprattutto ti permetterà di evitare alcuni fallimenti. Il fallimento può rappresentare un momento di crescita, ma è doloroso e, in alcuni casi, conoscere i propri limiti ci permette di evitare di sbattere la faccia contro il muro

Preparati ad una maratona, non ad uno sprint.

Alcune persone ottengono dei risultati importanti in poco tempo. Questo accade soprattutto nel business dell’informatica e di internet, dove troviamo giovanissimi imprenditori di successo. Ma

spesso la corsa verso il successo, più che ad uno sprint, è simile ad una maratona, che richiede resistenza ed un passo costante, anche se sostenuto.

DA LEADER DI SE STESSO A LEADER DEGLI ALTRI

Il leader si distingue anche per la sua capacità di creare legami ed attrarre a sé le persone. Chi è leader di se stesso spesso viene quasi automaticamente riconosciuto leader anche dal proprio gruppo di appartenenza, famiglia, colleghi, amici. Un vero leader guida il proprio gruppo con l’esempio e possiede le caratteristiche dell’uomo squadra.

Sa ascoltare attivamente

Ascoltare attivamente significa mostrare sincero interesse per il racconto del nostro interlocutore. Significa anche saper “leggere tra le righe”, ovvero intuire le credenze, i valori dell’altro, osservare ciò che nel frattempo comunica il suo linguaggio non verbale.

Cerca di comprendere

L’ascolto attivo, oltre a soddisfare il bisogno di importanza del nostro interlocutore, predispone alla comprensione, offre la possibilità di “metterci nei suoi panni”. Comprendere quali sono le motivazioni che hanno spinto qualcuno a dire o fare una certa cosa, prima di giudicare o di sentirsi feriti è il modo migliore per evitare conflitti dannosi per la squadra. Il vero leader sa che le persone non sono il loro comportamento e quindi cerca di andare alla radice per scoprire i valori e le credenze che spesso si celano dietro azioni apparentemente incomprensibili.

Dimostra sincero interesse

Dimostrare sincero interesse per l’altro permette di entrare in sintonia con lui, tanto da fargli accettare perfino le nostre critiche, poiché le percepirà come segno del nostro desiderio di contribuire alla sua crescita e quindi come una dimostrazione d’affetto. Al contrario, l’interesse “interessato”, con un secondo fine, verrà facilmente avvertito, quantomeno a livello inconscio, come adulazione e piaggeria.

Presta attenzione alle piccole cose

A volte siamo così presi da noi stessi, dai nostri progetti e problemi, che ci dimentichiamo che le piccole cose hanno una grandissima importanza. Una frase gentile, una gratificazione, il riconoscimento di un buon lavoro svolto, un ringraziamento sentito fanno sempre la differenza nei rapporti.

È coerente

La maniera migliore per guadagnarsi la stima e il rispetto degli altri è di essere i primi a fare ciò che si dice. Ma essere coerenti non significa essere rigidi al punto da rinchiudersi in ruoli e copioni che sono evidentemente inadeguati alla nostra situazione, solo perché “dobbiamo essere coerenti” con quanto abbiamo promesso tanto tempo fa. La vera coerenza non esclude la flessibilità mentale e la capacità di adattamento.

Sa chiedere scusa quando si sbaglia

Molte persone non sono capaci di chiedere scusa e vivono l’ammissione dei propri sbagli come una terribile debolezza. Scusarsi sinceramente e onestamente è invece il modo migliore per ripianare immediatamente un debito e, anzi, tende a far aumentare la stima che le altre persone nutrono per noi.

È disponibile

L’essere disponibili nei confronti di qualcuno è uno dei principali modi per dimostrare fattivamente che per noi una persona è importante. È però necessario non confondere l’essere disponibile con l’essere a disposizione: nel primo caso scegliamo deliberatamente di fare qualcosa per qualcun altro; nel secondo invece siamo incapaci di dire “no” alle richieste altrui e, come spesso accade, ne subiamo in continuazione, perché in qualche modo creiamo una realtà, dove gli altri tendono ad approfittarsi di questo nostro modo di soddisfare il nostro bisogno di sentirci amati.

Contribuisce

Il gruppo si autoalimenta e cresce grazie alla capacità di ogni singolo componente di offrire il proprio contributo per la crescita degli altri. L’esempio, in tal senso deve essere offerto in primo luogo dal Leader, che svolge spesso nei confronti del proprio gruppo il ruolo di educatore.

Nella foto  Roberto Re, HRD Italia, azienda certificata ISO 9001:2015 con SGS

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