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DA REDDY’S GROUP UNA PROPOSTA PER RIDURRE IL SOVRAFFOLLAMENTO CARCERARIO

Reddy’s Group, Azienda Certificata ISO 9001:2008, presenta una proposta concreta per ridurre il sovraffollamento carcerario, per ridurre la recidiva (cioè la possibilità che un ex detenuto rientri in carcere per aver commesso nuovi delitti/crimini entro “x” mesi da quando ne è uscito), per riutilizzare in modo intelligente complessi industriali attualmente dismessi: il tutto senza consumare nuovo suolo ora inedificato e senza costi aggiuntivi (rispetto a ora) per lo Stato italiano.

Si tenga presente che in Italia oggi (aprile 2016) vi sono circa 53.000 carcerati, che i posti letto in carcere (al netto dei posti letto in ristrutturazione) sono meno di 45.000, che negli ultimi 15 anni la popolazione carceraria in Europa è aumentata, che un carcerato costa circa 50.000 euro/anno allo Stato italiano.

Ogni anno lo Stato italiano spende oltre 2,5 miliardi di euro per le carceri.

La proposta di Reddy’s Group, se diverrà realtà, consentirà (a regime) un risparmio annuo di 1 miliardo di euro.

Nel corso del Convegno internazionale tenutosi il 13 e 14 aprile presso l’Università di Ferrara (con il coordinamento del Prof. Alessandro Bernardi) a conclusione del progetto europeo di ricerca “Sovraffollamento carcerario e alternative alla detenzione” Alberto M. Lunghini (Reddy’s Group) ha presentato la proposta “concreta” di un nuovo modello di carcere, che consente ai detenuti (che devono scontare solo più 2 o 3 anni di pena detentiva) di imparare un mestiere in carcere.

E’ dimostrato che la recidiva a 24 mesi si riduce dal 70% a meno del 10%, se l’ex detenuto ha imparato un mestiere in carcere.

La soluzione “Nuovi Complessi Carcerari (con formazione/addestramento professionale)” proposta da Reddy’s Group prevede

  • il recupero di immobili industriali dismessi con superfici già costruite per almeno circa 20.000 mq. cadauno. Gli edifici già esistenti devono essere ex uffici (da trasformare in luoghi attrezzati per ospitare i detenuti e il personale di custodia e di assistenza ai detenuti) e capannoni per l’addestramento, la formazione, la produzione, lo stoccaggio di materie prime, semilavorati, prodotti finiti. In tal modo non si consuma nuovo suolo sino a oggi inedificato,

  • il recupero di edifici anche da un punto di vista energetico

  • la riduzione drastica della recidiva con un impatto sociale enorme sia per gli ex detenuti sia per l’intera Società civile
  • l’agevole reinserimento degli ex detenuti nel contesto sociale al termine della pena
  • la possibilità per il Ministero della Giustizia di non dover sostenere alcuna spesa per la realizzazione di questi Nuovi Complessi Carcerari. Infatti il Ministero per 30 anni pagherà solamente un canone di locazione del complesso immobiliare riproposto come carcere (canone annuo base pari a 5.000 euro per ogni posto letto realizzato e cioè pari a circa un decimo del costo annuo di un detenuto. Al termine dei 30 anni di locazione questo “Nuovo complesso Carcerario” potrà essere acquisito dallo Stato a costo pari a zero
  • il Dipartimento Amministrazione Penitenziaria (DAP) del Ministero della Giustizia gestirà anche questi Nuovi Complessi Carcerari e avrà la supervisione dei lavori di recupero (in particolare per la “sicurezza”)

Il soggetto investitore (Fondo immobiliare o altro) – dopo aver ristrutturato gli immobili – ogni anno incasserà il canone di locazione dal Ministero, pagherà le imposte locali, pagherà il servizio del debito (quota capitale e quota interessi) alla Banca che lo finanzierà per completare l’operazione, distribuirà un provento/dividendo ai singoli investitori (quotisti del Fondo, soci, etc.).

Il costo in capo all’investitore per acquistare i vari siti industriali dismessi e già bonificati dai venditori, per eseguire l’adeguamento dei siti al nuovo modello di carcere (al netto di tutte le “specifiche costruttive imposte dal DAP” per ragioni di sicurezza), per progettare e per svolgere il compito di Project manager di ogni cantiere sarà pari a circa 50.000 euro per ogni posto letto da realizzare.

Le organizzazioni nazionali e locali degli industriali, della piccola impresa e degli artigiani collaboreranno per le attività formative e di addestramento dei detenuti.

Il primo esempio pratico di questo nuovo modello di carcere è stato individuato in provincia di Novara nei pressi dell’aeroporto di Malpensa. Qui sono previsti 800 detenuti, che saranno ospitati in circa 10.000 mq di edifici da ristrutturare (ex uffici e laboratori) e che impareranno a lavorare in circa 12.000 mq di capannoni già esistenti. Dopo la firma dell’accordo tra l’investitore e il Ministero della Giustizia inizierà la progettazione (in collaborazione con gli esperti e con i consulenti del Ministero). Ottenuti i permessi per avviare il cantiere i lavori potranno essere completati in 24 mesi. Questo esempio è replicabile in tutta Italia (e all’estero). Nei prossimi anni potranno essere così realizzati (a costo zero di investimento per lo Stato) molti (anche oltre 15.000) nuovi posti letto in “nuove” carceri, che consentiranno di ridurre il fenomeno del sovraffollamento delle carceri (nel 2013 l’Italia è stata sanzionata dall’UE su questo tema) e di abbattere la recidiva a meno del 10%.

Il tema del riutilizzo del patrimonio esistente e la vocazione a svolgere un ruolo professionale nell’interesse dello Stato italiano sono aspetti essenziali del lavoro svolto da Reddy’s Group. Si cita ad esempio l’attività di consulenza affidata negli anni 1997-1999 ad Alberto M. Lunghini dal Ministro della Difesa (sen. Beniamino Andreatta) in occasione delle prime dismissioni pubbliche.

Reddy’s Group assiste i propri Clienti in tutti i campi della consulenza immobiliare: dalla valorizzazione del patrimonio esistente con l’ottimizzazione della redditività degli immobili, a valutazioni, a due diligence, all’assistenza a vendite, acquisti, locazioni, alla pianificazione strategica di portafogli immobiliari anche complessi e di grande valore sia in Italia, sia all’estero.

2016-04-19T13:59:13+01:00Aprile 19th, 2016|News|
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