Prodotti locali nei pasti serviti in ospedale

frutta e verdura a km-zeroOttanta mila chili di frutta e 230 mila di ortaggi, tutti a km zero, tutti diretti alle mense degli ospedali di Asti, Acqui Terme, Ovada e Novi Ligure. Arrivano dagli orti e dai frutteti di quindici aziende agricole dell’Astigiano, riunite nel Consorzio Terre di qualità di Coldiretti Asti, e per un anno saranno cucinati e serviti ai ricoverati .

Lo stop del 2013

Un ritorno dai campi al vassoio, come fino al 2013, anno in cui arrivò la spending review del governo Monti e l’avvento della centrale di acquisti per la pubblica amministrazione della Consip che escluse i produttori locali dai bandi di fornitura per privilegiare i grandi appalti su scala nazionale.

Ora si riparte con la stessa cooperativa di produttori, già vincitrice della gara del 2008.

Marco Reggio, presidente del Consorzio Terre di Qualità, dice: “I nostri produttori hanno ricominciato le forniture“. Mentre Coldiretti Asti ricorda ancora con rammarico quando tutto si fermò. “Abbandonare il canale di distribuzione di ortofrutta, latticini e carne a chilometro zero – spiega il presidente di Coldiretti Asti, Roberto Cabiale – fu un colpo per l’economia locale: i 1500 pasti giornalieri che uscivano dalla mensa del Massaja non ebbero più ingredienti del territorio“. Oggi sono 330 mila chili in totale di frutta e verdure che quasi tutti i giorni della settimana saranno scaricati nei magazzini delle cucine.

In prevalenza pesche, mele, patate, carote e pomodori, meloni  in questi mesi estivi.  Prodotti di stagione anche per il resto dell’anno che percorrono pochi chilometri per arrivare a destinazione, mantenendo inalterate le loro proprietà proprio perché passano velocemente dai campi alla tavola senza percorrere centinaia di chilometri e senza essere stoccati troppo a lungo nelle celle frigorifere.

Speriamo, in futuro – aggiunge Reggio – di poter accedere a nuove gare anche per carni, formaggi e latticini“. “Contiamo – aggiunge il direttore di Coldiretti Asti, Antonio Ciottache questo sia un nuovo inizio, che si possa presto recuperare il tempo perso in questi anni, in modo da rimettere in campo l’eccellenza della sanità astigiana, anche nelle mense.  In attesa che i prodotti del territorio possano avere la precedenza su quelli che arrivano da fuori“.

2017-08-01T17:15:56+00:00 Alimentari, News|