Presidiare e valorizzare la Qualità del Made in Italy

Agire con costanza, attenzione al territorio e mettere in atto una guerra senza quartiere contro chi mina le nostre eccellenze, mettendo in circolazione prodotti contraffatti. Francesco Mutti, alla guida dell’azienda di famiglia, tra i leader nel settore nella trasformazione di pomodoro in Italia, espone all’Adnkronos le sue preoccupazioni sulla salvaguardia del territorio e dei prodotti simbolo del nostro paese.

Come si può garantire ai consumatori che trovino pomodori italiani e non cinesi? “Per diversi anni abbiamo finanziato una ricerca per individuare la provenienza dei prodotti con uno strumento impiegato solitamente per le opera d’arte. Cosi’ siamo riusciti ad isolare un pomodoro cinese da uno italiano”. Si tratta dello spettrometro di massa, uno strumento che rileva gli isotopi (l’elemento essenziale della materia) specifici di ogni terreno, con cui sarà possibile sapere da dove proviene il pomodoro. “Con questa ricerca si e’ aperta una strada, ma prima che venga utilizzata dai tecnici come metodo di riconoscimento, ne passera’ di tempo”, avverte Mutti. Per avere dei risultati bisogna secondo Mutti “rendere la tracciabilità chiara in termini legislativi”.

Cosa fare per proteggere e valorizzare la qualità dei nostri pomodori? “Credo che il progetto debba travalicare il solo pomodoro. Non possiamo pensare di essere una terra splendente come e’ l’Italia e non prestare attenzione al territorio. Dobbiamo essere attenti e costanti se vogliamo fare del made in Italy un disegno di qualità. Occorre una visione di medio-lungo termine: non basta guardare al prossimo semestre ma occorre guardare alla prossima generazione”.

In che modo? “Occorre fare una guerra sana a tutto quello che è Italian sounding con frode: cioè prodotti spacciati per italiani, ma che non lo sono e che ingannano il consumatore”.

Come vede il futuro dell’Italia? “L’Italia deve avere un ruolo non di una grande economia, ma di un’economia sana che gioca su alcuni elementi qualitativi. Per questo occorre una legge sulla gestione del territorio. Ne abbiamo poco coltivabile, se vogliamo fare food lo dobbiamo salvaguardare”.

La fratelli Mutti nasce nel 1899 a Basilicanova nel parmense, nel cuore della Food Valley, grazie al lavoro di Giovanni Mutti che intuisce il principio dell’alternanza delle coltivazioni, una prassi applicata ancora oggi. La svolta per l’azienda arriva nel 1951, quando Ugo Mutti utilizza per la prima volta il tubetto, fino ad allora destinato al dentifricio, per conservare il concentrato di pomodoro. In un panorama dominato dai barattoli di latta, e’ una piccola rivoluzione che porta l’azienda al successo.

Oggi Mutti è tra le aziende leader del mercato nazionale con una quota del 50,1% proprio per il concentrato di pomodoro, del 32,5% per la polpa e del 21% per la passata. In forte crescita negli ultimi 10 anni, ha chiuso il 2013 a 166,8 milioni di fatturato (+6,6% sul 2012) e “il 2014 con una crescita del 12%, il che ci colloca tra le prime 100 aziende di beni di largo consumo in Italia”, afferma l’amministratore delegato Francesco Mutti.

2015-01-22T12:49:31+00:00 News|