Il Parco del Mincio è pronto ad assegnare il logo “Fornitore di qualità ambientale” a 10 aziende agricole

Pubblicato il bando che dà avvio al percorso di marchio collettivo per un’agricoltura sostenibile.

Il Parco del Mincio ha pubblicato il primo bando pubblico con il quale potranno essere individuate  le prime 10 aziende agricole produttrici disponibili ad avviare con il Parco un percorso innovativo, che culminerà nell’assegnazione del “marchio di fornitore di qualità ambientale per un’agricoltura sostenibile“.

L’iniziativa, volta a favorire un’attività agricola compatibile con la conservazione delle risorse naturali e paesaggistiche dell’area protetta, coglie l’opportunità, fornita da Regione Lombardia, di istituire un marchio del Parco da assegnare alle aziende agricole che operano nelle aree protette lombarde.

Il Parco del Mincio ha approvato un regolamento che indica gli elementi di valore ritenuti necessari per ottenere il marchio, ha provveduto alla registrazione del marchio collettivo presso la Camera di Commercio ed ora dà avvio al percorso che si prefigge di disseminare sul territorio un opportuno riconoscimento alle aziende agricole che adottano regole di agricoltura sostenibile. Questo primo bando è riservato alle aziende produttrici. Una volta ottenuto un primo nucleo di aziende “certificate”, l’ente Parco realizzerà altri bandi, aperti anche alle aziende trasformatrici e agli altri esercizi del settore agroalimentare.

Le domande dovranno essere presentate dal 10 luglio al 10 settembre 2018 e tutta la documentazione è disponibile nel sito web www.parcodelmincio.it

Si tratta di un percorso virtuoso – spiega Maurizio Pellizzer, presidente dell’ente Parco – dal quale le aziende che promuovono pratiche e tecniche produttive rispettose dell’ambiente si qualificano rispetto ad altre e per questo vengono premiate. Il Marchio fornisce agli agricoltori che se ne potranno fregiare una concreta prospettiva di valorizzazione economica delle produzioni e dei servizi ambientali offerti nell’area protetta. Certificare la provenienza e la sostenibilità delle produzioni significa sia premiare l’impegno delle aziende che valorizzare l’attività agricola nel suo complesso. Il tema della produzione di cibo di qualità e della creazione o mantenimento di ambienti agro-naturali intercetta inoltre la nuova domanda del cittadino/consumatore che ambisce a un binomio sempre più positivo tra ambiente e prodotto agricolo“.

I potenziali beneficiari del marchio dovranno prevedere di attuare almeno una delle azioni previste dal regolamento (sono sette,  descritte nell’allegato “A” e vanno dal ripristino o conservazione di ambienti di pregio naturalistico al miglioramento della fertilità del suolo e della qualità delle acque a recuperi e accorciamento della filiera, da azioni di diversificazione dell’offerta al risparmio energetico con interventi a basso impatto ambientale e paesaggistico) e sottoscrivere una convenzione con l’ente Parco.

La fase della valutazione delle domande culminerà nella elaborazione della graduatoria finale sulla base dei punteggi che verranno assegnati secondo una griglia di criteri da una apposita commissione di valutazione composta da rappresentanti dell’ente, delle associazioni agricole, dei consumatori e della Camera di Commercio.

Una prima fase valuterà l’ammissibilità e attribuirà un primo punteggio (risultano avvantaggiate le aziende ubicate nelle Riserve Naturali o Sito Natura 2000 affidati alla gestione del Parco o di altri habitat di rilievo naturalistico), poi il punteggio sarà completato per le domande ammesse dalla verifica dei requisiti di sostenibilità agro-ambientale richiesti dal bando e declinati in apposito allegato.

2018-06-28T17:29:36+00:00News|