QUALITÀ AMBIENTALE PER IL PARCO DELLE CINQUE TERRE: INIZIATIVE PER CONCILIARE ECONOMIA E NATURA

Parco5TerreQuattro importanti iniziative del Parco delle Cinque terre per conciliare economia e natura: un marchio di qualità ambientale, una carta multiservizi, un’app innovativa e una Banca del Lavoro.

L’Ente Parco delle Cinque Terre, dotato di un Sistema di gestione Ambientale conforme alla Norma UNI EN ISO 14001 certificato con  DNV – GL, ha l’obiettivo principale di gestire e monitorare gli impatti ambientali relativi ai propri servizi e alle attività affidate a terzi sul territorio

Tre milioni di visitatori all’anno in un territorio che si sviluppa a cavallo di una delle zone più turistiche d’Italia; un vino, lo Sciacchetrà Doc, famoso in tutto il mondo; un ricco calendario di escursioni guidate; produzioni di olio e miele di fama internazionale: basterebbe questo breve elenco per pensare ad un turismo invadente, onnivoro e nemico dell’ambiente. Eppure, alle Cinque Terre, il turismo va a braccetto con l’agricoltura, l’economia locale e la mitigazione del rischio naturale. Tutto merito di una serie di iniziative apparentemente slegate tra loro, ma inserite in una regia generale in grado di mettere a servizio dell’ambiente gli enormi numeri del turismo.

  • Sostenere l’agricoltura locale con un protocollo di qualità.

Il Parco Nazionale Cinque Terre che vanta la presenza di 23 cantine produttrici di Sciacchetrà Doc, oggi assiste a una seppur lenta ripresa  dell’attività agricola, oggi è limitata a soli 100 ettari ma che una volta era distribuita su ben 1200 ettari. Tornano nel territorio soprattutto i giovani sotto i 45 anni. L’Ente Parco intende quindi sostenerli con un protocollo che riconosca e sostenga le attività agricole e di pesca artigianale che sono espressione di identità territoriale offrendo ai visitatori la qualità del prodotto e il “sapore” dei luoghi. “L’obiettivo è quello di valorizzare, insieme alla qualità delle produzioni locali – dice Vittorio Alessandro, presidente del Parco – il loro valore economicosociale, il legame dell’uomo al territorio e i percorsi di inclusione da esse aperte: storie non da inventare, ma già vive.”

  • Una Card multiservizi: la 5 Terre Card

La Card è lo strumento che permette di porre a sistema il turismo, l’agricoltura e la mitigazione del rischio idrogeologico.  Lo scorso anno sono state vendute 700 mila card, dal costo di 16 euro ciascuna. In cambio di questo piccolo impegno economico, il turista riceve sconti per trasporti sostenibili, il servizio wi-fi e la possibilità di accedere alla rete sentieristica del Parco. Gli introiti della “5 Terre Card” sono stati in parte utilizzati per facilitare il trasporto su rotaia, tramite un accordo con Trenitalia, e in parte sono stati reinvestiti in agricoltura. Gli ultimi interventi hanno riguardato la ricostruzione ed il mantenimento dei muretti a secco, facilitazioni di trasporto con l’elicottero nei siti di difficile accessibilità e consegna di piantine di vite per i futuri impianti. Non sono mancati interventi di mitigazione del rischio naturale e messa in sicurezza di sentieri e terreni franosi.

  • Un’app gratuita per smartphone

Si potrà avere anche un “Parco nel telefonino”. Con un’app gratuita, studiata appositamente dai tecnici del Parco, sarà possibile essere informati in tempo reale sulla rete dei sentieri con un sistema georeferenziato in grado di segnalare le allerte e le emergenze in tempo reale. I sistemi informatici saranno accompagnati da una rinnovata cartellonistica sul territorio.

  • Una Banca del Lavoro

Per recuperare gli antichi terrazzamenti e supportare le attività agricole non serve soltanto denaro ma anche personale qualificato in grado di abbinare nuove tecnologie e tradizione. Ecco dunque che il Parco, in collaborazione con Fondazione Carispe, Caritas Diocesana, Confagricoltura e Confederazione Italiana Agricoltori offre ai richiedenti la disponibilità gratuita di personale qualificato perché, a volte, il “saper fare” e la sua divulgazione può risultare più prezioso di un aiuto finanziario.

E non finisce qui: “oltre l’80% dei nostri visitatori viene dall’estero – ricorda Luca Natale, Responsabile dell’Ufficio Stampa e Comunicazione del Parco – dobbiamo dunque essere pronti ad accoglierli con professionalità e cortesia. Stiamo dunque formando personale qualificato multilingue perché per noi il turista non è solo una fonte di reddito. Noi diamo particolare peso anche allo scambio culturale in modo che il passaggio di tante persone ci lasci qualcosa di positivo. Per questo siamo attivi in quattro progetti europei votati a conciliare educazione ambientale, agricoltura, turismo e tutela del territorio”  La tutela della biodiversità passa quindi anche per il turismo e in Italia, quando si parla di turismo, è inevitabile parlare di enogastronomia: sul fronte ligure la biodiversità a tavola è in prima fila con il progetto “I sapori della biodiversità nel parco”.

2017-02-27T20:50:04+00:00 Ambiente|