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Presidi Ospedalieri di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno: percorso di cura certificato con Bureau Veritas per Tumore della prostata

Un importante traguardo per i tre Presidi Ospedalieri di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno dell’ASST Valle Olona, che insieme mettono a segno un goal importante nel trattamento del tumore della prostata: il Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) per questo tumore ha ottenuto la certificazione UNI EN ISO 9001:2015 dall’Ente internazionale Bureau Veritas, nell’ambito di un progetto che è stato reso possibile grazie al sostegno incondizionato di Astellas e al supporto organizzativo di OPT, il provider deputato a preparare i Centri alla certificazione.

Con questo programma di certificazione, gli Ospedali di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno si propongono sempre più come punto di riferimento per la gestione e il più efficace trattamento del paziente oncologico e, nel caso specifico, del paziente affetto da neoplasie della prostata.

«Il tumore della prostata rappresenta una patologia molto frequente nella popolazione maschile oltre i 65 anni – dichiara Eugenio Porfido, Direttore Generale ASST Valle Olona – il fine che io condivido è di ottimizzare le risorse tecniche e professionali offrendo così la migliore cura possibile ai pazienti che si rivolgono all’ASST Valle Olona».

«Credo molto nei PDTA dato che la ritengo l’unica via per lavorare in gruppo, sviluppando quella multidisciplinarietà che è fonte di cure sicure ed appropriate per ogni singolo paziente – spiega Paola Giuliani, Direttore Sanitario ASST Valle Olona – l’attenzione al paziente nasce dalla professionalità di tutti i professionisti presenti nell’ASST Valle Olona, ma a questa attenzione va associato il lavoro insieme per raggiungere l’appropriatezza».

«In ogni percorso oncologico si ha un naturale sbocco nel territorio, nelle famiglie dei pazienti dove è necessario completare un percorso di cura che spesso può essere complesso. Questo PDTA rivolto ai pazienti con tumore prostatico riflette appieno queste esigenze proponendosi di affrontarle», commenta Marino Dell’Acqua, Direttore SocioSanitario ASST Valle Olona.

Obiettivo del PDTA è assicurare al paziente una presa in carico rapida, efficace ed efficiente, tale da garantirgli un’offerta ampia e innovativa di opportunità diagnostiche, terapeutiche e assistenziali secondo le più recenti Linee guida internazionali.

«Il nostro intento attraverso questo PDTA è quello di creare un percorso quanto più completo per favorire la presa in carico del paziente, l’accesso agli standard qualitativi più attuali ed adeguati e alle terapie innovative. La costruzione di un percorso diagnostico, terapeutico ed assistenziale consente la collaborazione tra gli specialisti coinvolti nella cura della patologia – dichiara Salvatore Artale, Direttore UOC di Oncologia P.O. di Gallarate e Busto Arsizio – in questo modo è possibile decidere e uniformare la strategia di cura dal momento della presa in carico del paziente, fino al follow-up. Decidere fin dall’inizio significa ritagliare il miglior piano di cura in accordo alle necessità cliniche di ogni paziente. I trattamenti ormonali di ultima generazione, hanno consentito di dilazionare l’impiego della chemioterapia, destinandola alle fasi successive, permettendo un allungamento della sopravvivenza e un miglioramento della qualità della vita. Tengo a sottolineare che la semplice somministrazione della terapia non è sufficiente. È implicito nella costruzione di questo PDTA farsi carico degli effetti collaterali e dello stato di nutrizione del paziente per garantire la maggiore aderenza alle cure. L’Oncologia di Gallarate-Busto dell’ASST Valle Olona possiede un’unità operativa ad hoc per la cura degli effetti collaterali derivati dai trattamenti medici e per i programmi di nutrizione personalizzati».

Il percorso è imperniato su un team multidisciplinare, che si fa carico del paziente, lo accompagna e rende meno arduo il passaggio da una fase all’altra della malattia.  Il tumore prostatico manca al momento di programmi di screening per la popolazione maschile, questo è uno dei motivi per cui la diagnosi e gli stessi trattamenti a volte presentano qualche difficoltà che può essere affrontata al meglio proprio con un approccio multidisciplinare e multiprofessionale.

«Il ruolo dell’oncologo medico all’interno di un Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale certificato è centrale per coordinare insieme anche ai radioterapisti l’intero processo di cura, che va dalla diagnosi fino ai trattamenti successivi e al follow-up – dichiara Sabrina Barzaghi, Oncologa P.O. di Gallarate e Busto Arsizio – al fine di garantire un programma di presa in carico che porti non solo ad una maggiore sopravvivenza, anche nelle fasi metastatiche, ma anche ad una buona qualità della vita, aspetto quest’ultimo estremamente importante. È compito dell’oncologo medico accogliere il paziente e sottoporlo alla prima visita, comunicare la diagnosi e accompagnarlo lungo tutta l’evoluzione della malattia cercando di risolvere i problemi che eventualmente si presentano nel modo migliore. Tutto ciò attraverso scelte condivise con le altre figure specialistiche per migliorare l’assistenza e le terapie oltre ad agevolare anche gli aspetti burocratici che spesso soverchiano il paziente».

Le patologie oncologiche richiedono una corretta gestione clinico-assistenziale fondata su una piena integrazione multidisciplinare, così da garantire al paziente una presa in carico funzionale alle diverse esigenze che la patologia richiede. Il carcinoma della prostata, che in Lombardia è il secondo tumore più diffuso tra i maschi con circa 6.000 nuovi casi l’anno e quasi 75.000 uomini stimati che convivono con questa neoplasia, rappresenta il paradigma di queste esigenze; richiede, infatti, il coinvolgimento nel percorso di diagnosi e cura di molteplici figure specialistiche, inclusa quella del radioterapista che in anni recenti ha assunto una rilevanza pari a quella dell’urologo e dell’oncologo medico.

«La radioterapia è un’importante opzione terapeutica per il trattamento del tumore della prostata, in particolare eleggibile ad un trattamento oncologico e radioterapico, sia in fase primaria che metastatica – sottolinea Angelo Lanceni, Dirigente Medico UOC di Radioterapia, Ospedale di Busto Arsizio – possiamo utilizzare la radioterapia con due obiettivi diversi: se in fase curativa, con intento radicale, la radioterapia è molto utile per intervenire in modo aggressivo e con il minimo di effetti collaterali; se in fase metastatica-palliativa, con intento di controllo sulla sintomatologia dolorosa provocata dalle metastasi o a sintomi di tipo urologico che la malattia avanzata induce. In ogni caso, la figura del radioterapista è inserita nel team multidisciplinare per ottimizzare la qualità delle cure che vengono riservate al paziente e un conseguente miglioramento dei servizi offerti dall’azienda sanitaria».

La comunicazione e i mezzi di informazione alla popolazione diventano sempre più importanti per far riflettere la cittadinanza intera sul fatto che l’adesione a stili di vita corretti rimane un fattore fondamentale per la prevenzione delle malattie neoplastiche e delle malattie in genere.

Il modello di PDTA certificato riflette una tipologia di governance clinica basata su specifici percorsi formalizzati, su protocolli clinico-organizzativi, condivisi tra le varie Unità Operative coinvolte, e su un adeguato sistema di monitoraggio delle performance. 

Il percorso tracciato dagli Ospedali di Busto Arsizio, Gallarate e Saronno dell’ASST Valle Olona prevede servizi di accoglienza e di diagnostica dall’Anatomia Patologica alla diagnostica per immagini (Risonanza Magnetica e Medicina Nucleare); servizi per la fase terapeutica con unità di radioterapia e chirurgia, dotati di apparecchiature d’avanguardia che rappresentano il fiore all’occhiello dell’Istituto; servizi completi di oncologia medica integrata con i servizi di urologia; oltre a un team multi e interdisciplinare che si avvale di avanzatissimi laboratori di analisi e di biologia molecolare. Tutto questo nell’ottica di orientare sempre di più le terapie a seconda delle caratteristiche genetiche del cancro. Evoluzione verso terapie sempre più mirate e di precisione che non può prescindere dai test molecolari ma che deve tener conto anche della sostenibilità del Sistema.

«La partnership tra pubblico e privato nel settore sanitario appartiene alla visione di Astellas, azienda che vuole rispondere alla domanda di salute dei pazienti e dei cittadini e, al tempo stesso, alle esigenze della sanità pubblica di reperire risorse per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e regionale – dichiara Giuseppe Maduri, Amministratore Delegato di Astellas Pharma – la collaborazione con l’ASST Valle Olona per la certificazione del PDTA del tumore della prostata, rappresenta uno strumento concreto per migliorare la presa in carico del paziente con carcinoma prostatico, standardizzare le procedure e ottimizzare le risorse disponibili».

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2019-04-06T13:45:06+01:006 Aprile, 2019|News|