La nuova IGP del Vitellone Piemontese della coscia premia la qualità

Vitelloni-Piemontesi-della-Coscia-IGPPresentata a Roma la certificazione europea  per il Vitellone piemontese della Coscia che garantisce salubrità ai consumatori e benefici economici per gli allevatori piemontesi

Anche Roma ha dato il benvenuto alla nuova eccellenza Igp (Indicazione geografica protetta) del “vitellone Piemontese della coscia” l’8 giugno a Palazzo Rospigliosi.

All’evento erano presenti oltre 500 allevatori piemontesi, rappresentanti della zootecnia regionale che, da sempre, fa della razza Piemontese un vanto tra quelle da carne, uno degli alimenti “made in Italy” più apprezzati.

In realtà, la prima pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del riconoscimento europeo risale a dicembre 2016, tuttavia è stato necessario attendere che non ci fossero osservazioni e ricorsi per renderlo definitivo .
L’iter burocratico per arrivare al riconoscimento Igp (certificazione che tutela a livello europeo il prodotto così marchiato), era partito nel 2009 promosso con forza da Coldiretti.

La presidente regionale Delia Revelli, il delegato confederale Bruno Rivarossa e il presidente nazionale Roberto Moncalvo hanno illustrato il percorso seguito per arrivare a questo risultato insieme al presidente del consorzio Coalvi di tutela della Piemontese, Carlo Gabetti, e al direttore dello stesso consorzio, Giorgio Marega. Per ottenere la certificazione europea hanno lavorato insieme diversi attori, con sinergie efficaci tra la nostra organizzazione e le associazioni di allevatori Coalvi, Arap #piemonte, Anaborapi, e Asprocarne.

L’Igp ora valorizza e a tutela una razza storica, fortemente legata al territorio, che nel 2016 è arrivata a contare 276mila capi: l’obiettivo è ripartire proprio dall’Igp per avviare progetti che generino benefici economici alle imprese zootecniche piemontesi”. Ciò partendo da una promozione mirata per fare del vitellone Piemontese della coscia il protagonista delle grigliate estive e di tutte le altre ricette a base di carne, come spiegato dall’agrichef di Campagna Amica Stefania Grandinetti.

“Il comparto zootecnico della razza Piemontese conta in regione 6 mila aziende con quasi 300 mila capi e 15 mila addetti – ha aggiunto Rivarossa -. Il giro d’affari annuo è pari a 500 milioni di euro, che arrivano a 800 milioni se si considera l’intera filiera, compresi trasporto e logistica, mangimistica, macellazione e sezionamento”.

Il marchio Igp rappresenta anche una garanzia per i consumatori, perché garantisce tracciabilità ed elevata qualità del prodotto per la sicurezza alimentare.

All’evento hanno partecipato anche il responsabile nazionale di Coldiretti a Bruxelles Maurizio Reale, la direttrice dell’Istituto zooprofilattico del Piemonte Maria Caramelli, l’assessore piemontese all’#agricoltura Giorgio Ferrero. #alimentazione

2017-06-19T12:34:54+00:00News|