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Minimizzare l’impatto ambientale: il trend crescente della Carbon Footprint di organizzazione

carbon footprint su magazine qualitàÈ possibile limitare il rischio di greenwashing con la Carbon footprint di prodotto ma anche con quella di organizzazione: sempre più aziende si affidano a questa certificazione per dimostrare il proprio impegno nel ridurre le emissioni di CO2 e non cadere nel tranello del greenwashing 

In un contesto in cui il cambiamento climatico è sempre più attuale, è essenziale per le aziende quantificare e ridurre la propria impronta di carbonio. Nel farlo, il rischio di “inciampare” nel greenwashing, cioè di diffondere affermazioni non supportate scientificamente, è concreto.

Esistono due strumenti per limitare questo rischio, entrambi basati sull’applicazione di norme internazionali.

Il primo è la carbon footprint di prodotto (ISO 14067), con la quale si comunicano le emissioni legate a una determinata quantità di prodotto, per esempio una tonnellata di acciaio, un trasformatore elettrico, ecc…

L’altro approccio consiste nel comunicare le emissioni generate dalle attività dell’azienda durante un periodo ben identificato (che di norma coincide con un anno solare). In questo caso, si parla di carbon footprint di organizzazione (CFO), regolato dalla ISO 14064-1.

In entrambi i casi, la comunicazione è supportata da una verifica indipendente eseguita da un Organismo Accreditato (come ICMQ) che consente di individuare e correggere eventuali errori o inesattezze e di garantire la credibilità di quanto comunicato al mercato.

Chi sceglie la Carbon Footprint?

Negli ultimi anni il mercato delle CFO è cresciuto notevolmente, e ICMQ ha rilasciato oltre 50 attestati di verifica. L’approccio a livello di organizzazione è l’ideale per chi eroga servizi, ma viene apprezzato anche da aziende di produzione vera e propria.

Tra le società di servizi ve ne sono alcune che assistono i propri clienti proprio nel calcolo dell’impronta di carbonio e che hanno voluto essere i primi a valutare il proprio impatto. Vi sono poi società che erogano i servizi più disparati: alcuni propriamente “immateriali” come la rassegna stampa o lo sviluppo di software e altri che hanno anche risvolti “materiali”, come la custodia di documenti cartacei o la raccolta e il trasporto di rifiuti.

Il mondo delle aziende manifatturiere è ancora più variegato; per esempio, alcune aziende del settore siderurgico (producono acciaio con forno ad arco voltaico), hanno scelto di adottare sia l’approccio di prodotto sia quello di organizzazione: hanno pertanto determinato sia l’impatto legato alla produzione di una tonnellata di acciaio sia quello derivante da un anno di attività degli impianti.

Le altre aziende manifatturiere che hanno scelto di adottare l’approccio di organizzazione svolgono le attività più disparate. Il settore della plastica è ampiamente rappresentato: sono presenti aziende che producono tubazioni e raccorderie per diversi tipi di utilizzo e diversi tipi di accessori come le cassette di scarico per WC. Sempre nel settore della plastica ma con destinazioni più legate agli impianti di distribuzione dell’energia elettrica, vi sono produzioni ad elevato contenuto tecnologico come materiali a memoria di forma che una volta posti in opera ritornano alla propria forma originale per garantire la perfetta tenuta del giunto che devono proteggere.

Restando nell’ambito delle produzioni di alto livello tecnologico, un’azienda produttrice di biciclette di fascia alta (usate in competizioni internazionali come Giro d’Italia e Tour de France), ha di recente superato positivamente la verifica del proprio report GHG.

A cavallo tra servizi e processi produttivi veri e propri vi sono poi le produzioni cinematografiche: anche in questo caso, diverse serie che sono (o saranno) disponibili sulle principali piattaforme di streaming a livello internazionale hanno analizzato e comunicato le proprie emissioni.

Al di là di una comunicazione trasparente, il processo di rendicontazione delle emissioni di gas serra consente di avere contezza di dove “si annidano” i maggiori impatti (in funzione delle attività aziendali potrebbero essere nelle materie prime, nei trasporti, nell’energia utilizzata ecc…), di definire in maniera consapevole un piano di riduzione delle emissioni e di intraprendere un percorso verso la neutralità climatica.

ICMQ, in quanto Organismo di Certificazione indipendente e accreditato per questo tipo di attività è pronto ad accompagnare le aziende verso la riduzione e l’azzeramento delle emissioni clima-alteranti.  Per approfondire, Clicca Qui

Articolo di Massimo Cassinari

Comunicazione a cura di ICMQ

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2024-03-22T08:59:09+01:00Marzo 22nd, 2024|Sostenibilità|
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