MARCOPOLO ENVIRONMENTAL GROUP: UNA GREEN HISTORY 100% ITALIANA.

INTERVISTA AD ANTONIO BERTOLOTTO

PRESIDENTE ED AD DELL’AZIENDA CERTIFICATA DA SGS

marco polo

Il gruppo ambientale Marcopolo nasce negli anni ’70 da un’esigenza pratica: la necessità di smaltire i liquami/letami prodotti dagli allevamenti bovini, attività primaria della famiglia Bertolotto che si concentrava, a quel tempo, nell’allevamento intensivo di bestiame da carne. L’avvento nel 1976 della Legge Merli, che regolava la dispersione dei liquami animali su suoli coltivabili, in funzione dell’estensione di territorio per chilogrammo di carne allevata, mise la famiglia Bertolotto nell’impossibilità di proseguire l’attività se non si fosse trovata un’alternativa allo smaltimento dei liquami. E’ da questa necessità, dalla voglia di risolvere concretamente un grave problema, dalla volontà di voler fare impresa e da approfonditi studi di Antonio Bertolotto, autodidatta nonché fondatore del gruppo, Presidente ed Amministratore Delegato, che nasce nel 1978 il primo brevetto industriale e la base per la prima attività dell’attuale Marcopolo nel campo della valorizzazione ecologica ed energetica dei rifiuti.

Esiste molta confusione quando si parla di impianti di produzione di energia pulita. Lei che è stato ed è tutt’oggi un precursore della produzione di energia pulita da fonti alternative cosa ne pensa?

Le energie pulite si suddividono in due grandi categorie: quelle naturali e quelle di filiera. Le prime sono quelle prodotte da ciò che la Natura generosamente ci concede, ovvero il vento, il sole, l’acqua e la terra, da cui prendono appunto il nome l’energia eolica, fotovoltaica, idroelettrica e geotermica. Queste energie permettono di evitare molte tonnellate di CO2 equivalenti producendo dei Kwh elettrici sottraendoli pertanto alluso dei combustibili fossili. Le seconde invece, quelle di filiera, sono quelle prodotte dallo scarto rifiuto e letame da cui prendono i nomi i due relativi impianti, ovvero il biogas da discarica che parte dal rifiuto e le biomasse zootecniche che partono dai letami. Queste seconde forme di energia, come le prime, producono energia pulita sottraendola ai fossili, ma hanno il vantaggio ulteriore che è quello di distruggere un biogas che è un tossico e nocivo e di utilizzare uno scarto (in senso metaforico un problema) per produrre questa energia e di trasformarlo in risorsa agroenergetica “HUMUS ANENZY”; sono pertanto non solo un Kyoto 1, ma bensì anche un Kyoto 2-3-4: sono molto più virtuose.

Quando invece parliamo di Biogas da discarica e di Biomasse, intendiamo ovviamente due processi / impianti diversi, corretto?

Il processo del biogas da discarica significa pulire l’aria da ciò che è una delle peggiori cause delle piogge acide, il biogas appunto, attuando la messa in sicurezza delle discariche dopo che sono state riempite di rifiuti solidi urbani, attraverso la captazione del biogas tossico e nocivo che si produce per circa trent’anni durante la degradazione anaerobica dei rifiuti, la sua depurazione e la sua distruzione impiegandolo come combustibile per produrre energia verde.

Il recupero e valorizzazione delle deiezioni animali con processo di digestione anaerobica ( biomasse zootecniche ) invece significa recuperare le deiezioni animali in surplus prodotte presso gli allevamenti intensivi con riferimento alla normativa europea sui Nitrati, riqualificando i terreni asserviti a questi allevamenti e regolarizzando gli stessi, ottenendo sicurezza per il settore e addetti, ottenendo alimenti per animali più sani, falde e fiumi che non inquinano le acque per l’abbeveramento degli animali e per l’irrigazione. Trasformare le deiezioni animali in energia verde riducendo così l’uso del fossile e l’immissione di CO2 in atmosfera. Trasformare le deiezioni animali in pregiati ammendanti, la linea HUMSU ANENZY, è l’ulteriore valore aggiunto.

Pertanto anche all’interno della produzione di energia da biomasse, vi possono essere delle differenze, oppure gli impianti a Biomasse sono tutti uguali?

Esistono anche all’interno degli impianti a Biomassa, quelli virtuosi, quelli meno e quelli per nulla ecocompatibili. Mi spiego meglio. Ad esempio non è etico ed ecocompatibile coltivare i campi per produrre biomassa agricola da utilizzare come combustibile per produrre energia pulita, salvo la coltivazione sui terreni marginali no food, oppure come è auspicabile venga concesso di coltivare un circa 10% dell’azienda con colture energetiche nell’ambito di un programma rotativo. Diverso invece è fare biomasse agricole da scarti agricoli dove anche in questo caso uno scarto diventa una risorsa. Oppure fare biomasse con altri scarti di produzione alimentare o sottoprodotti dell’industria alimentare e dolciaria per esempio, oppure con la raccolta dell’umido doc “avanzi e scarti di cucina separati in casa”. Esistono poi anche le biomasse lignose recuperate dalla pulizia dei boschi, altra energia virtuosa, meno virtuoso è utilizzare campi buoni per coltivare piante da legno per produrre energia.

Marcopolo tratta esclusivamente le biomasse che trasformano uno scarto in risorsa e/o putrescibili buone dell’industria alimentare attualmente impiegate nella produzione dei mangimi. Quanti impianti attivi ha la Marcopolo Engineering S.p.a. Sistemi Ecologici?

Abbiamo 24 Impianti di Biogas da discarica, 2 di biomasse agrozootecniche, 6 impianti eolici e 8 impianti fotovoltaici, 40 in tutto.

Sappiamo che la Sua azienda è da sempre molto attenta alla ricerca & sviluppo ed alla qualità & sicurezza. C’è lo racconta?

L’Ambiente sano viaggia a braccetto con una sana economia industriale e il gruppo Marcopolo nell’ambito della “divisione ricerca”: analizza, studia, ricerca, progetta, costruisce e gestisce questi ed altri impianti, sempre e soltanto improntati al servizio del recupero totale e lo ha sempre fatto nel corso degli anni con primarie Università italiane ed estere.

Marcopolo, è certificata da SGS per la conformità alla norma ISO 9001 ed ISO 14001 in relazione al seguente scopo: “progettazione, costruzione e gestione di impianti di produzione di energia elettrica alimentati da fonti rinnovabili. sviluppo, produzione e applicazione di prodotti per la neutralizzazione degli odori ed il controllo dei processi degradativi biologici. progettazione e costruzione di impianti per l’utilizzo di prodotti per la neutralizzazione degli odori.  ricerca, sviluppo e produzione di fertilizzanti”. Marcopolo è inoltre in possesso dell’attestazione SOA, attestazione di qualificazione alla esecuzione di lavori pubblici, per la categoria OG9 classe VIII inerente impianti per la produzione di energia elettrica, OG12 classe IV opere ed impianti di bonifica e protezione ambientale. Poi, in ottemperanza al D. Lgs. 231 dell’8 giugno 2001 al fine di assicurare condizioni di correttezza e trasparenza nella conduzione degli affari delle attività aziendali, Marcopolo con delibera del Consiglio di Amministrazione del 05 marzo 2010, ha adottato un proprio Codice Etico, si è dotata di un Modello di Organizzazione, Gestione e Controllo ex D. Lgs. 231/2001 ed ha istituito l’Organismo di Vigilanza.

Gli uomini Marcopolo sono ben consci del proprio lavoro, la cui finalità non è soltanto sicurezza, professionalità, carriera e soddisfazione per come si lavora, ma sono anche consapevoli di avere la responsabilità di una mission che consiste nel risanare l’ambiente per lasciare un mondo più pulito ai nostri figli e tutto questo facendo Impresa.

Con i loro processi sono diventati protagonisti e diretti applicatori, in proprio e per conto terzi, di quanto previsto dagli accordi di Kyoto, ma è necessario precisare che con l’impegno industriale nella bonifica delle discariche e nel recupero delle biomasse a matrice organica ( deiezioni animali, scarti agricoli, scarti agroindustriali) MARCOPOLO attua tre volte il protocollo di Kyoto: attuano un Kyoto 1 producendo KW verdi sottraendoli alla produzione mediante combustibili fossili; attuano un Kyoto 2 impiegando come carburante un gas tossico il “biogas” e attuano un Kyoto 3 poiché utilizzano come materia prima vari tipi di sottoprodotti di lavorazione, liquami bovini, ect che a loro volta, smaltiti come avviene tutt’ora nei terreni agricoli e/o discariche, innescano atri cicli di inquinamento.

Gli scarti sono una realtà da considerare nel futuro dell’universo e il loro totale recupero per creare ricchezza nel rispetto dell’ambiente è la mission di MARCOPOLO. Come vede il Futuro delle energie pulite e, di conseguenza, quello di Marcopolo?

Le cosiddette Energie Pulite saranno oggetto di forti richieste da parte dei Comuni virtuosi che ne favoriranno le installazioni in quanto portano lavoro e ricchezza, favorendo la salvaguardia ambientale, in questi anni di ritorno ai consumi concreti “normalizzazione” e non crisi, con meno voglia e/o possibilità di spendere ciò che non si possiede e/o per rischi incalcolabili, È UNA VERA MANNA.

MARCOPOLO seguirà questo nuovo ritorno al concreto, ma seguendo l’esponenzialità degli sviluppi tecnologici, ossia cavalcare lo sviluppo moltiplicando i contatti e il sapere con il mondo reale che oggi comunica e impara con tempi e velocità impressionanti, questo perché il nostro saper fare nel campo ambientale energetico e agro energetico sta alla base di ogni attività: soprattutto per rendere l’ambiente vivibile parimenti all’esponenzialità degli sviluppi tecnologici e questa filosofia di base ci auguriamo diventi regola comune. Progresso si, ma con qualità.

La strategia di sviluppo che attueremo per il prossimo quinquennio sarà alla SAN TOMMASO, soprattutto dopo aver vissuto un quinquennio fatto di cambiamenti globali straordinari che ci hanno dato elementi d’analisi importantissimi sulla realtà che L’IMPOSSIBILE È SEMPRE PIÙ POSSIBILE; di conseguenza andremo ad alterare sempre più a breve “STABILITA’ – CRESCITA”, mirando di più alle agroenergie da filiera e meno sulle energie naturali, sia in Italia che all’estero, che ci sta richiedendo le nostre tecnologie, processi, impianti e prodotti ecosostenibili.

2016-05-03T12:43:38+01:00Maggio 3rd, 2016|Energia|
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