Loescher Editore: dalla cultura della qualità alla qualità della cultura

Sembra un gioco di parole, in parte lo è, ma è anche la via seguita negli anni dalla Loescher Editore di Torino per continuare a garantire al mondo della scuola, cui dedica da 150 anni le sue pubblicazioni, l’eccellenza dei propri prodotti, in un mondo editoriale che cambia seguendo i tempi, l’evoluzione della didattica, le innovazioni tecnologiche e le norme di legge volte alla modernizzazione delle istituzioni scolastiche.

La “Qualità” ha fatto il suo ingresso in casa editrice nel lontano 2000 per arrivare alla prima certificazione nel maggio del 2001.

La spinta principale a tale scelta fu esterna, in quanto alcuni concorrenti avevano iniziato le attività per la certificazione dei processi, non potendosi certificare il contenuto dei testi scolastici.

La scelta importante fu quella di far in modo che quanto necessario al soddisfacimento dei requisiti di norma non fosse utile solo alla stessa, ma fosse una sorta di “sottoprodotto” del fare quotidiano.

Questa impostazione, che ha certo pagato nel tempo, è anche stata origine di molte delle difficoltà incontrate poiché doveva coinvolgere, convincere ed essere utilizzata da tutti, sia nei compiti “normali” sia nel pensare al futuro.

Ogni ente ha affrontato la sfida in tempi e modi molti diversi, chi con più entusiasmo, chi ancora oggi con dei timori, tipici del cambiamento e dell’innovazione che obbliga a lasciare le certezze del “abbiamo sempre fatto così” per avventurarsi nel mare del cambiamento, con i rischi e gli errori che comporta, ma che è anche l’unica via del crescere e del guardare al futuro.

Non sempre si è riusciti da subito a raggiungere tali obiettivi, ci sono stati scollamenti e lavori di recupero e riorganizzazione, ma cercando di effettuare tali attività con il corretto approccio di vedere la qualità come strumento strategico di crescita e miglioramento continuo degli aspetti organizzativi.

Grazie a questo orientamento e alle modifiche avvenute nella norma di riferimento, fattasi più adattabile alle esigenze di una casa editrice, si è arrivati a un Sistema Qualità prossimo alla maturità.

L’interazione tra Direzione e ruoli operativi è stata fondamentale per il raggiungimento del miglioramento continuo e per un aggiornamento del Sistema Qualità stesso. La formazione interna è stata infine importante affinché le persone coinvolte nei processi acquisissero una visione della Qualità come sistema flessibile, adattabile e privo d’inutili registrazioni.

L’aver insistito su tale strada ci ha condotto oggi nell’avere chi si occupa di qualità coinvolto nelle scelte e nell’evoluzione delle procedure, inserito in diversi gruppi di lavoro e a sostegno di progetti inter ente.

Il settore dell’editoria scolastica sta vivendo una forte crisi conseguente sia a quella economica che ha investito il paese riducendo l’acquisto di testi nuovi a favore dell’usato sia, fenomeno in prospettiva ben più grave, del “non acquisto”. In tale situazione la reattività e l’efficienza sono fattori di successo e, a volte, di sopravvivenza fondamentali.

Per fare efficienza e applicare i processi in modo efficace è fondamentale misurarli.

Da due anni stiamo integrando i valori misurabili dei processi individuati come strategici per l’azienda e di quelli principali dei vari enti, con l’obiettivo di realizzare un “cubo” di analisi e presentazione dei dati, integrato con i data base gestionali e produttivi che permetta di avere un cruscotto da cui monitorare e guidare le scelte strategiche e gestionali, aggiornato in tempo reale.

Tali attività si sono rese possibili grazie all’utilizzo di un SW specifico presente sul mercato, che partendo dai dati di dettaglio permette di eseguire elaborazioni, simulazioni e modificando i parametri di capire come le diverse componenti di un problema ne influenzano le dinamiche.

La misura di fenomeni aziendali non è più solo uno strumento dedicato al riesame della direzione o specifico per le redazione del bilancio aziendale, ma è diventato un indicatore di rotta e scostamento verso gli obiettivi prefissati, che permette di condividere e diffondere problemi e possibili soluzioni.

Tale risultato è stato conseguito grazie ad un gruppo di lavoro trasversale, che non solo ha aiutato a crescere le conoscenze e le competenze dei partecipanti, ma ha arricchito i processi di quegli aspetti inter ente che hanno fatto conoscere in modo approfondito ciò che fanno i singoli, portando con sé la crescita di consapevolezza e forza dell’intero gruppo creando una struttura di Business Intelligence messa a disposizione dell’intera azienda.

La realizzazione di un “cubo” ha un obiettivo ambizioso: identificare degli indicatori strategici che siano trasversali e aziendalmente condivisi, monitorare quei processi, a livello dei singoli enti, utili nel lavoro quotidiano e tenere sotto controllo le diverse fasi di realizzazione del “progetto libro”, dall’idea programmatica alla distribuzione sul territorio.

La partecipazione attiva di tutti gli enti ha fatto crescere anche la consapevolezza nei responsabili sull’importanza delle informazioni rese pubbliche e che spesso corrono invece il rischio di restare all’interno dell’ente, senza trovare la via alla pubblicazione e alla crescita delle analisi data dalla motivazione dei singoli partecipanti al lavoro.

La sfida nella scuola, a mio avviso, è una sfida per il futuro del paese e tale sfida non può essere vinta se non facendo ricorso a tutte le energie e le risorse presenti in casa editrice.

Tale risultato sarà tanto più ampio quanto più ampia sarà l’integrazione del sistema con quanto faremo, dei servizi che sapremo proporre e della rapidità di decidere in modo corretto grazie alle informazioni che riusciremo ad avere, elaborare e interpretare.

La via è sempre più ripida, ma ogni passo arricchisce tutti della consapevolezza del valore di quanto si fa.

2014-12-08T22:44:33+00:00Media|