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L’impatto della Medmal “pesa” sul bilancio del Welfare

UNO STUDIO DI SDA BOCCONI SUPPORTATO DA AON, MARSH, TRUST RISK GROUP E WILLIS DESCRIVE I TREND DEI SINISTRI IN SANITA’ E PROPONE DELLE SIMULAZIONI STATISTICHE SUI POSSIBILI SCENARI FUTURI

E’ stata presentata presso la sede dell’Università Bocconi la ricerca “L’impatto della Medmal sul bilancio del Welfare”.

Hanno approfondito l’argomento i quattro principali broker in Italia, Aon, Marsh, Trust Risk Group e Willis, che hanno supportato uno studio di SDA Bocconi per delineare i trend emergenti nei rischi e offrire uno strumento per supportare le aziende sanitarie sia nelle politiche di gestione e finanziamento dei rischi di responsabilità civile terzi (RCTO), sia nella valutazione dell’impatto economico che queste scelte avranno sul bilancio aziendale.

Negli ultimi 20 anni, il contenzioso in campo sanitario è aumentato del 300%. Le cause principali di questo incremento si possono riscontrare nella maggiore longevità della popolazione, in una presa di coscienza del dei propri diritti da parte dei cittadini, nell’evoluzione del rapporto medico/paziente e nella pressione dei mass media su questi temi.

Questo incremento esponenziale del contenzioso ha fatto lievitare i costi assicurativi – i risarcimenti a volte arrivano a cifre da capogiro – e di conseguenza si riscontra una maggiore difficoltà nel reperimento di coperture assicurative adeguate. Inoltre è cresciuto il costo della medicina preventiva, che incide pesantemente sui bilanci delle strutture ospedaliere.

Quindi, i crescenti vincoli di bilancio delle aziende sanitarie e la maggiore criticità per le imprese assicurative di coprire economicamente specifici rischi nel settore sanitario, hanno portato alla necessità di creare nuove strategie e di modificare le scelte di fondo nella gestione del rischio. Tali cambiamenti di rotta non paiono sempre basati su un processo decisionale robusto e sembrano in alcuni casi guidati da un orientamento di breve periodo.

I risultati emersi, che rappresentano un punto di partenza per definire i bisogni assicurativi futuri delle aziende nelle loro specificità, se da un lato riprendono dati già noti, da un altro lato mettono in evidenza nuovi elementi da considerare e su cui riflettere.

La ricerca prende in considerazione una base dati di circa 40.000 richieste di risarcimento rilevate su scala nazionale, relative ad un campione di strutture sanitarie pubbliche che rappresentano oltre il 50% del panorama italiano, con riferimento al periodo di denuncia 2001 – 2012. Lombardia, Liguria e Lazio rappresentano la quota più significativa e per queste regioni sono state effettuate delle previsioni di frequenza delle denunce sulla base dello studio dell’andamento storico dei sinistri relativo al periodo 2001 – 2012.

Nella fattispecie, lo studio rileva che, in media, passano 564 giorni dall’evento dannoso alla richiesta per decesso, 597 giorni a seguito di lesioni, 742 giorni in conseguenza di una lesione da parto, 72 giorni per danno; la frequenza ripartita fra le varie specialità è del 20,8% sull’unità organizzativa di Chirurgia Generale, seguita da UO di Ortopedia e Traumatologia 11,2%, Pronto Soccorso 11%, Medicina Generale 10,2% e Ostetricia e Ginecologia 6,7%.

È stata sviluppata anche un’analisi del valore dei risarcimenti prendendo in considerazione un numero di eventi più limitato, in cui si stima un trend crescente dei costi dei sinistri che rientrano nella categoria di eventi “catastrofali”, rischi questi normalmente trasferiti all’assicuratore.

Appare significativo il dato relativo all’analisi eseguita sullo storico sinistri dell’area chirurgica e aventi come tipo di danno il “decesso” dove, a livello nazionale, il trend crescente dei risarcimenti medi è di + 32%. Si passa da 469mila euro nel 2012, a 546mila nel 2013, a 617mila nel 2014, con punte (95° percentile) fino a oltre 2,3 milioni di euro (+31% negli anni).

Quando si inserisce nell’analisi anche il dato dei sinistri riservati (gli importi messi a bilancio per sinistri ancora aperti) si nota una riduzione delle previsioni di crescita che a livello nazionale passano a un +2%, con una previsione per il 2014 di un valore medio di 401mila euro e picchi intorno a 1,5 milioni di euro.

Lo studio ampiamente delineato su diversi livelli di analisi e comparazioni, a livello nazionale e a livello regionale, evidenzia con chiarezza che ogni scelta di gestione del rischio non può prescindere dall’analisi della sinistrosità complessiva, storica e prospettica di ciascuna realtà.

La combinazione tra la variabilità del valore dei risarcimenti (in particolare nei picchi) associata alla “vita lunga” dei sinistri (mediamente denunciati dopo 2 anni, come evidenziato), se da un lato è fra le cause principali dei premi assicurativi elevati nel settore sanità e della difficoltà a reperire coperture adeguate, dall’altro dovrebbe far riflettere sulla scelta dell’autoassicurazione – talvolta considerata una soluzione per il contenimento dei costi.

Lo strumento utilizzato nello studio di ricerca appare alla luce delle precedenti osservazioni un possibile valido modello di valutazione per definire politiche di trasferimento dei rischi al mercato assicurativo e di riservazione a bilancio.

Trust Risk Group S.p.A.

Trust Risk Broker S.p.A. è Trust Risk Group è il primo broker assicurativo in Italia a capitale nazionale per premi intermediati. Nel 2013 il Gruppo l’ammontare dei premi lordi intermediati è stato di oltre 400 milioni di euro.

Trust Risk Group è il principale broker wholesale nel settore della Sanità Pubblica,detiene una quota di mercato che supera il 70% (percentuale calcolata sul totale delle polizze stipulate da strutture ospedaliere pubbliche).

L’innovazione nelle soluzioni, il totale orientamento al cliente e il taglio artigianale dei servizi di Trust Risk Group S.p.A. sono fattori imprescindibili che guidano quotidianamente l’attività del Gruppo.

Nel 2013 il Gruppo ha intermediato oltre 400 milioni di premi lordi.

2014-12-15T00:42:20+01:00Dicembre 15th, 2014|News|
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