Anticorruzione e trasparenza. Quando la prevenzione passa da uno standard internazionale

La corruzione è un fenomeno molto diffuso che presenta una serie di implicazioni a livello sociale, morale, economico e politico, che mina il buon governo, ostacola lo sviluppo e falsa la concorrenza. Ha effetti sulla giustizia, mina i diritti umani ed è un ostacolo alla riduzione della povertà.

La corruzione in Italia e nel mondo

Ultima in classifica tra gli stati del continente Europeo fino al 2016, nel 2017 l’Italia si posiziona al 25° posto della classifica di Transparency International, organizzazione che si occupa di prevenire e contrastare la corruzione a livello globale. Il valore italiano dell’indice di percezione della corruzione, mantiene il Bel Paese ben lontano dai vertici della classifica e da paesi con cui siamo soliti confrontarci, come la Germania, al 12° posto. Questo soprattutto per i casi di corruzione registrati riportati dai media, 776 nel solo 2017, che coinvolgono per lo più Lombardia, Sicilia e Lazio, in particolare per quello che riguarda il settore pubblico e quello degli appalti. A livello mondiale l’Italia si trova a pari merito con la Slovacchia, al 54° posto, e secondo l’indagine dell’ente no profit, ha cominciato la risalita verso la vetta solo nel 2012, cioè dall’introduzione della legge anticorruzione n.190/2012, avanzando da allora di ben 18 posizioni. Detto questo, resta ancora una lunga strada da percorrere per raggiungere la via della trasparenza e la legge da sola non è sufficiente per risolvere il problema.

La norma UNI ISO 37001

La ISO 37001 è il primo standard internazionale sui sistemi di gestione progettato per aiutare le organizzazioni a combattere il rischio di corruzione nelle loro operazioni e lungo l’intera catena di fornitura. Lo standard riflette le best practice internazionali supportando le organizzazioni operanti in qualsiasi settore nella riduzione dei rischi d’impresa e dei costi legati alla corruzione. Il rischio di corruzione cui un’organizzazione deve fare fronte, varia a seconda di fattori quali la dimensione dell’organizzazione, i paesi e i settori in cui opera, la natura, la dimensione e la complessità delle sue attività. Pertanto, la ISO 37001 prevede l’attuazione da parte dell’organizzazione di politiche, procedure e controlli che risultino ragionevoli e coerenti con le caratteristiche della struttura organizzativa. Essa costituisce una vera e propria opportunità di sviluppo delle politiche aziendali nell’ambito della responsabilità sociale d’impresa e fornisce requisiti minimi e spiegazioni utili per l’implementazione e il benchmarking di un sistema di gestione anti-corruzione. Fornisce a manager, investitori, dipendenti, clienti e altre parti interessate la rassicurazione che specifiche e appropriate misure siano state adottate per ridurre al minimo il rischio di corruzione.

Kiwa e la certificazione in accordo allo standard ISO 37001

La corruzione e la criminalità organizzata costituiscono i maggiori freni per chi vuole investire in Italia minando la fiducia degli investitori stranieri e italiani nel nostro mercato e minacciando la libertà d’impresa con mezzi inaccettabili per uno Stato di diritto. Proprio per contrastare e prevenire casi di corruzione, Kiwa ha ritenuto di proporre la Certificazione in accordo alla norma ISO 37001, che le permette di supportare le organizzazioni, dalle PMI alle multinazionali, dal settore pubblico a qualsiasi altro settore, nella riduzione dei rischi d’impresa e dei costi legati ad essa. La Certificazione in accordo alla norma ISO 37001 è rivolta a qualsiasi organizzazione intenzionata a prevenire, individuare e risolvere i problemi legati al fenomeno della corruzione; inoltre in caso di procedimenti e indagini delle autorità, l’adozione di questo sistema di gestione aiuta le organizzazioni a dimostrare l’esistenza di un modello organizzativo atto a prevenire la corruzione, con i conseguenti effetti attenuanti.

Articolo a cura di Kiwa Italia

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2018-07-19T15:34:52+00:00News|