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Intervista a Federico Bevilacqua Fondatore e Presidente di ASSIUM

Federico Bevilacqua su Magazine Qualità

Bollette pazze? Solo con un comportamento etico e un’adeguata formazione ci si può salvare.

Siamo stati a fine Novembre 2023 alla Terza edizione della convention nazionale di ASSIUM ( www.assium.it ) – Associazione Italiana degli Utility Manager – ed abbiamo incontrato ed intervistato in seguito il suo Presidente e Fondatore, proprio in ragione dei pesanti cambiamenti attesi nel passaggio delle tariffe energetiche dal “tutelato” al “libero”.

Benvenuto Dottor Bevilacqua e grazie per la sua disponibilità. Visto quello che sta succedendo nel mondo delle tariffe energetiche dopo il passaggio (incompleto) dal “tutelato” al mercato “libero” vorremmo fare un po’ di chiarezza per i ns. soci e simpatizzanti. Cosa sta succedendo in realtà al di là di quello che diversi media ( e le compagnie ) vogliono farci credere?

Come sappiamo, la logica dei mass media è quella di mantenere l’attenzione alta facendo parlare il più possibile. Per far ciò, le notizie devono spesso avere una connotazione “negativa”. Il paradosso è che le buone notizie non sembrano interessare a nessuno. Recentemente, il nostro Paese ha completamente liberalizzato la vendita di energia e gas, come già era avvenuto per la produzione. È importante sottolineare che questo è successo in un momento drammatico per gli italiani. A causa di diversi fattori e motivi, soprattutto internazionali, i prezzi dei mercati energetici sono alle stelle, non solo in Italia ma anche in Europa. Di conseguenza, le bollette dei consumatori, delle imprese e persino dei comuni per i servizi essenziali sono notevolmente aumentate. Nonostante i numerosi motivi e le molte colpe da attribuire a questa situazione, è evidente che questo non è il momento ideale per implementare un cambiamento epocale, anche se auspichiamo che, in una economia di mercato, la liberalizzazione possa portare quei benefici che solo il mercato può generare. Certo è che il mercato deve funzionare correttamente, senza paradossi come quelli delle truffe che in Italia sono una vera e propria esagerazione, al pari delle posizioni dominanti.

A noi arrivano disperate segnalazioni di anziani, pensionati, non abbienti ( con o senza reddito di cittadinanza ) che non riescono a pagare le bollette di luce e soprattutto gas ( in questo periodo ) con distacchi di fornitura che stanno gravando come bombardamenti. Quali iniziative possono essere assunte per prevenire o gestire queste situazioni scandalose?

La situazione che descrivete è estremamente preoccupante e richiede un’azione immediata e decisa. È innegabile che l’accesso all’energia sia un diritto fondamentale, soprattutto per categorie vulnerabili come gli anziani, i pensionati e coloro che vivono in condizioni economiche difficili. Per affrontare questa crisi, è necessario un approccio multi-livello e coordinato. In primo luogo, è importante che le istituzioni governative lavorino in stretta collaborazione con le compagnie energetiche per sviluppare politiche e programmi mirati a fornire sostegno finanziario a coloro che si trovano in difficoltà nel pagare le bollette energetiche. Ma non delle banali rateizzazioni e il mero rafforzamento dei bonus che comunque  vengono pagati dagli altri consumatori. Occorre un approccio finalizzato ad una forte riduzione dei prezzi energetici, aumentando la produzione di energia nazionale per abbassare il prezzo del PUN, l’autoproduzione diffusa, la riduzione degli sprechi e un meccanismo di ripartizione di costi più equi. Tra le iniziative che possono essere adottate vi sono programmi di assistenza finanziaria, tariffe agevolate, rateizzazioni dei pagamenti e moratorie sui distacchi di fornitura durante periodi critici, ma abbiamo visto che non risolve, rimanda. È altresì fondamentale migliorare la trasparenza e l’accessibilità delle informazioni sui diritti e sulle risorse disponibili per coloro che si trovano in difficoltà.  Inoltre, è cruciale promuovere la consapevolezza e l’educazione finanziaria per garantire che le persone siano informate sui servizi di assistenza disponibili e sulle modalità per gestire al meglio le proprie spese energetiche. Infine, è importante coinvolgere la società civile, le organizzazioni non governative e le comunità locali per identificare i bisogni specifici e implementare soluzioni su misura per affrontare questa emergenza sociale. In conclusione, la prevenzione e la gestione delle situazioni di disagio energetico richiedono un impegno collettivo e una risposta integrata da parte di tutte le parti interessate. È solo attraverso un approccio concertato che possiamo garantire un accesso equo e universale all’energia per tutti i cittadini, proteggendo così i più vulnerabili nella nostra società. Deve cambiare l’approccio, da energia come bolletta, a energia come risorsa essenziale e vitale come l’acqua.

Con il vostro progetto legato all’introduzione sul mercato dell’Utility Manager state di fatto stimolando le aziende del settore a strutturare un percorso formativo al proprio interno che consente a molti professionisti del settore e non di standardizzare ed “umanizzare” il loro servizio alle imprese. State qualificando il settore ma c’è ancora resistenza da parte delle Compagnie a far crescere la qualità dei loro collaboratori commerciali. Non è che non vogliano percorrere questa giusta strada pensando di rimetterci?

Apprezziamo il riconoscimento del valore che il nostro progetto apporta al settore e ai professionisti coinvolti. È vero che abbiamo intrapreso un percorso formativo finalizzato a standardizzare e “umanizzare” i servizi offerti alle imprese, migliorando così la qualità complessiva del settore.  Tuttavia, comprendiamo che ci sia ancora una certa resistenza da parte delle compagnie nel promuovere la crescita della qualità dei loro collaboratori commerciali. Questa resistenza potrebbe derivare da diversi fattori, tra cui la riluttanza al cambiamento, la percezione dei costi aggiuntivi associati alla formazione e la mancanza di consapevolezza sull’importanza di investire nella qualità del servizio offerto. È importante sottolineare che investire nella formazione e nello sviluppo dei propri dipendenti non è una spesa, ma un investimento. Le compagnie che adottano questa prospettiva possono ottenere numerosi vantaggi, tra cui un miglioramento della soddisfazione del cliente, una maggiore fidelizzazione della clientela e un aumento delle opportunità di business. Inoltre, una forza lavoro qualificata e ben addestrata può contribuire a differenziare un’azienda sul mercato e a creare un vantaggio competitivo sostenibile nel lungo termine. Affrontare la resistenza al cambiamento richiede un impegno costante nella comunicazione, nell’educazione e nella dimostrazione dei benefici tangibili che derivano dall’investire nella qualità del personale. Le compagnie devono essere consapevoli che, in un mercato sempre più competitivo e orientato al cliente, la qualità del servizio offerto è un elemento fondamentale per il successo aziendale. In conclusione, incoraggiamo le compagnie a considerare la formazione e lo sviluppo dei propri collaboratori come un investimento strategico per il futuro, capace di generare valore aggiunto e di contribuire alla crescita e al successo dell’azienda nel lungo termine.

Come è possibile far meglio risultare la certificazione dei corsi sostenuti ( con esiti favorevoli ) affinché gli stakeholder riconoscano il valore degli operatori e si inneschi un percorso virtuoso nel tempo?

Per far emergere al meglio il valore delle certificazioni ottenute dai corsi formativi e favorire il riconoscimento degli operatori da parte degli stakeholder, è essenziale adottare diverse strategie. Innanzitutto, è fondamentale garantire che le certificazioni siano riconosciute e rispettate all’interno del settore di competenza. Ciò significa collaborare con enti certificatori autorevoli e garantire che i corsi offerti rispettino standard elevati di qualità e competenza. E noi lo abbiamo fatto con UNI rendendo la nostra formazione “l’Unica” certificata secondo appunto una norma. In secondo luogo, è importante promuovere attivamente le certificazioni e gli esiti favorevoli dei corsi sostenuti attraverso una comunicazione efficace. Questo può avvenire attraverso la creazione di profili professionali online aggiornati, l’inclusione delle certificazioni nei curriculum vitae e nelle presentazioni aziendali, nonché la partecipazione a eventi del settore dove è possibile condividere le proprie competenze e esperienze. Inoltre, è utile coinvolgere gli stakeholder chiave, come i clienti, i partner commerciali e le organizzazioni di settore, nella promozione e nel riconoscimento delle certificazioni. Questo può avvenire attraverso la condivisione di testimonianze e casi di studio che evidenziano il valore aggiunto che gli operatori certificati portano al loro lavoro e alle organizzazioni per cui lavorano. É altresì anche importante incoraggiare un continuo apprendimento e sviluppo professionale tra gli operatori, in modo da mantenere aggiornate le proprie competenze e rimanere al passo con le evoluzioni del settore. Le certificazioni dovrebbero essere considerate come un punto di partenza per un percorso di crescita continua, piuttosto che come un obiettivo finale. In sintesi, attraverso una combinazione di riconoscimento formale delle certificazioni, comunicazione efficace, coinvolgimento degli stakeholder e impegno per il miglioramento continuo, è possibile far emergere il valore degli operatori certificati e avviare un percorso virtuoso che contribuisca al successo individuale e collettivo nel tempo.

Oggi ogni Academy è prevalentemente orientata a fare crescere profili professionali all’interno delle aziende che forniscono i servizi e questo può aiutare a far crescere una sana competizione tra operatori più che una deregulation sulle proposte. Ma un professionista che cambia azienda ( il turnover è normale nel settore ) può portare la sua qualifica accasandosi con altro operatore ?… e se SI …come è possibile poi che un corso di questo livello non venga “annacquato” in seguito da politiche commerciali non convenienti e non aderenti allo spirito etico della professione ed agli obiettivi della norma UNI di riferimento?

La questione sollevata riguarda l’orientamento delle Academy verso la crescita dei profili professionali all’interno delle aziende di servizi e la possibilità che un professionista possa portare con sé la sua qualifica quando cambia azienda, considerando anche il rischio di diluizione delle politiche commerciali etiche. In effetti, l’orientamento delle Academy verso la crescita dei profili professionali all’interno delle singole aziende è un elemento importante per favorire una sana competizione tra operatori e promuovere standard di qualità e etica nel settore. Tuttavia, è altrettanto importante considerare la portabilità delle qualifiche acquisite da un professionista quando cambia azienda che è di fatto una regola professionale valida in qualsiasi settore di mercato. La capacità di un professionista di portare con sé la sua qualifica dipende dalla stessa natura della certificazione ottenuta e il suo riconoscimento nel settore. Le certificazioni sono trasferibili e riconosciute universalmente, indipendentemente dall’azienda di appartenenza del professionista. A tal fine, è importante ricordare che le certificazioni sono basate su standard e normative accettate a livello settoriale, come la norma UNI di riferimento 11782 del 2020. Un professionista ASSIUM che si è sottoposto al ciclo di formazione e rispetta i requisiti, può lavorare come libero professionista o come esperto di aziende.

Tuttavia, c’è sempre il rischio che le politiche commerciali di un’azienda possano influenzare la percezione e l’applicazione delle competenze acquisite dai professionisti. È compito delle aziende e delle istituzioni di regolamentazione del settore assicurarsi che le politiche commerciali siano conformi agli standard etici e professionali stabiliti e che non compromettano l’integrità delle certificazioni e delle qualifiche acquisite dai professionisti. Per evitare la diluizione delle politiche commerciali etiche, è fondamentale promuovere una cultura aziendale basata sull’integrità, la trasparenza e il rispetto dei principi etici e professionali. Inoltre, le organizzazioni possono adottare meccanismi di monitoraggio e controllo per garantire il rispetto degli standard etici e la coerenza nell’applicazione delle politiche commerciali. Ricordiamo che la violazione di una certificazione UNI comporta la cancellazione dal registro da parte del professionista.

Stiamo lavorando per rendere il settore sempre più etico, professionale e riconosciuto. www.assium.it

Comunicazione a cura della Redazione con il contributo di Aachen

2024-03-04T13:26:28+01:00Marzo 4th, 2024|News|
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