INTER CITY 4.0 – ULTIMA FERMATA – SAVE THE DATE

MERCOLEDÌ 28 FEBBRAIO – ORE 16.30

CITTADINI GENERATORI DI DATI A LORO INSAPUTA

Palazzo Isimbardi – Sala degli Affreschi – via Vivaio 1, Milano

Terzo e ultimo dei tre incontri realizzati in collaborazione fra

Città Metropolitana di Milano  Laboratorio Industry 4.0

UN VIAGGIO NELLA QUARTA RIVOLUZIONE INDUSTRIALE: OPPORTUNITÀ E RISCHI

INTER CITY 4.0

Riflessioni con Imprese, Pubblica Amministrazione e Mondo della Conoscenza

L’incontro sarà condotto da Giovanni Anselmi – Laboratorio Industry 4.0 – con il contributo di Stefano Valvason – Direttore Generale A.P.I. – Associazione Piccole e Medie Industrie.

Per Città Metropolitana di Milano sarà presente Franco D’Alfonso.

Parteciperanno inoltre:

  • Diego Liberati, PhD – dirigente CNR docente al Politecnico di Milano.
  • Avv. Claudio Guttadauro, Esperto in Diritto delle Nuove Tecnologie e della Privacy.
La partecipazione agli incontri è gratuita, ma, per la limitata disponibilità di posti in sala è gradita la registrazione: registrazione@agenziaqualita.com

Tutti i video degli incontri sono disponibili sul sito industry4-0.it

Sintesi del primo incontro

Imprese, Territorio e Professioni

Franco D’Alfonso, in rappresentanza di Città Metropolitana, oltre a fare gli onori di casa, ha rilevato quanto il tema debba essere seriamente considerato anche dalla politica in quanto un uso eccessivo di tecnologia, come emerso dalle relazioni, non rappresenta, quantomeno a breve, una minaccia per i posti di lavoro nelle Piccole e Medie Imprese. Lo potrebbe diventare però in altri settori, quindi andrà sicuramente sia monitorato, sia governato. Postini automatici, supermercati senza dipendenti, mezzi pubblici che vanno da soli ecc. sono sicuramente applicazioni affascinanti la cui ricaduta in termini sociali potrebbe avere un forte impatto anche in termini di perdita di posti di lavoro. Questo tema verrà affrontato soprattutto nell’incontro del 7 Febbraio. Anche il tema della privacy è un tema molto importante in quanto il concetto stesso di privacy ha già subito, e subirà sempre di più forti contrazioni. Questo tema invece verrà affrontato il 28 Febbraio.

Per Laboratorio Industry 4.0 partecipa a tutti gli incontri in qualità di Chairman Giovanni Anselmi. Laboratorio Industry 4.0 è un incubatore di soluzioni a cui aderiscono organizzazioni e professionisti provenienti dal mondo dell’imprenditoria, dal mondo accademico e dal mondo della Conformità. Anselmi, uno dei fondatori, ha coordinato l’incontro evidenziando che le prime tre rivoluzioni industriali, rispetto a questa, non avevano riscontrato una curva di crescita di questa portata. Quello che era partito come un progetto per il rilancio della manifattura sta avendo ormai ricadute tecnologiche che coinvolgeranno sempre di più anche pubblica amministrazione e cittadini.

Stefano Valvason – Direttore Generale di A.P.I. Associazione Piccole e Medie Industrie – ha evidenziato che le piccole e medie industrie italiane, di cui le nostre 2.500 associate sono un valido campione, cominciano ad avvicinarsi sempre di più al tema, soprattutto grazie agli incentivi della Legge Calenda. Considerato che nelle pmi la componente tecnologica è più orientata al controllo/servizio che alla completa automazione della produzione non temiamo una perdita di posti di lavoro. Sicuramente, però, il mondo dell’istruzione dovrà fornire personale maggiormente formato e le imprese dovranno adeguare le competenze dei loro dipendenti per governare le nuove opportunità. Ma alle opportunità si affiancano le minacce connesse alla Cybersecurity e alla gestione della privacy anche in relazione all’entrata in vigore a maggio del Regolamento UE (GDPR).

Paolo Barbatelli – Chief INnovation Officer  Gruppo Rold S.p.A. – essendo Rold il produttore di Rold Smartfab, una piattaforma innovativa “ready to use” in grado di connettere essere umano, macchina e informazione rendendo più semplice questa integrazione e fruizione, la visione è molto positiva perché l’introduzione di questa tecnologia 4.0 non incide e non inciderà certamente sui posti di lavoro in quanto non sostituisce l’uomo, ma fornisce invece un controllo, anche remoto da cellulare o da smartwatch di tutta l’attività della fabbrica, ottimizzandone le prestazioni e quindi facendo risparmiare tempo e danaro.

Mattia Granata – Vicepresidente AFOL Metropolitana – invece evidenzia che per venire in contro alle esigenze di imprese, istituzioni e cittadini del territorio, occorrono specifici percorsi formativi e di orientamento affinché i giovani possano trovare la giusta colorazione in un mondo lavorativo che ormai non può non considerare l’innovazione tecnologica, anche estrema, quindi il tema dell’innovazione tecnologica è un tema strategico in cui AFOL Metropolitana crede ed investe tutti i giorni affinché nelle Piccole e Medie imprese arrivino figure professionali già preparate all’utilizzo delle nuove tecnologie.

Per Claudio Provetti – Presidente Federazione CISQ – la chiave di volta sarà la formazione delle nuove risorse che dovranno essere all’altezza del cambiamento in corso. Ogni impresa non dovrà mai abbassare la guardia per comprendere dove e quando intervenire per non rischiare di restare indietro. La parola chiave è “nuova cultura d’impresa” che lascerà poco spazio alle vecchie abitudini e tradizioni e questa non è un’opzione.

 

Sintesi del secondo incontro

Una Pubblica Amministrazione 4.0 Sostenibile

Arianna Censi, Vice Sindaca Città Metropolitana di Milano, porta i saluti della Città Metropolitana di cui ribadisce l’impegno sul tema. L’obbiettivo è la sincronizzazione delle risposte alle necessità di imprese e cittadini attraverso risposte rapide. Evidenzia l’impegno della Città Metropolitana  verso l’ambiente, la sostenibilità e le autorizzazioni attraverso una interfaccia adeguata. Ribadisce inoltre l’importanza della programmazione strategica attraverso la quale poter indicare dove il territorio stia andando con quali incentivi e con quali programmazioni. Chiude i saluti sottolineando  che la formazione professionale dovrà interfacciarsi sempre di più con le esigenze delle aziende al fine di produrre competenze che possano trovare un veloce sbocco lavorativo  in un mondo in cui la tecnologia sarà sempre più dominante e quindi le nuove figure professionali dovranno essere preparate ad utilizzarla adeguatamente. Milano è il regno delle nuove tecnologia e la risposta al  cambiamento epocale a cui siamo di fronte è trasmettere conoscenze.

Ing. Stefano Valvason, Direttore Generale A.P.I. Associazione Piccole e Medie Industrie. La trasformazione digitale nella Pubblica Amministrazione è una importante opportunità per sostenere quella cultura del servizio che è necessaria ad una riforma strutturale del Paese. Sarà possibile mettere i cittadini e le imprese al centro, re-immaginare i servizi e le modalità di coinvolgimento, ripensare i modelli di funzionamento, solo se l’innovazione verrà interpretata come reale e necessario processo di cambiamento e non come adempimento. Razionalizzando i processi e le procedure burocratiche  si potrà ridurre la spesa pubblica improduttiva e assicurare tempi di risposta certi e contenuti ,semplificando la vita alle imprese che potranno concentrarsi a creare ricchezza e sviluppo per il territorio in cui operano. Innovare i sistemi di procurement porterà trasparenza nei processi decisionali, migliorare la gestione dei dati(open data) genererà una vera miniera di opportunità per l’erogazione di servizi innovativi. Tuttavia c’è il rischio che l’assenza di una strategia chiara ed efficace per guidare il cambiamento e le incertezze legate all’imminente scadenza della legislatura e dei mandati di AgID e Team Digitale, alimentino la deresponsabilizzazione e le difficoltà nella creazione di una cultura digitale già contrastata dalla mancanza di competenze e di meritocrazia. Ne deriverebbero danni da una inadeguata gestione delle tecnologie, basti pensare ai cyber risk, e un conseguente impatto sulla competitività del sistema economico e sull’attrattività del territorio. Un altro rischio significativo è collegato alla mancanza di una adeguata connettività dati sul territorio lombardo. La banda ultra larga raggiunge poco più del 22% dei cittadini mentre in altre regioni siamo a oltre il 70%. Dobbiamo accelerare l’attuazione del piano strategico Italia digitale 2020 sull’area metropolitana.

Per Riccardo Taverna – Direttore area sostenibilità ed economia civile Aida Partners Ogilvy PR – la Sostenibilità e la Pubblica Amministrazione mettono l’uomo al centro. La prima, infatti, può essere definita come il miglioramento progressivo ambientale e sociale dell’impresa attraverso il coinvolgimento di tutti i portatori di interesse. La seconda è, di fatto, l’organizzazione dello Stato al servizio di cittadini e imprese ed è fatta di donne e uomini. La digitalizzazione è senza dubbio una strada da percorrere per migliorare i livelli di produttività. Esiste anche un rischio: si rischia che una digitalizzazione “spinta” dei sistemi organizzativi per aumentare la produttività faccia dimenticare l’uomo. Soprattutto che si perda la capacità di essere empatici. Con ciò Taverna non pensa che non si debba rincorrere la produttività, anzi. Il compito di Industry 4.0 è anche quello di trovare la modalità per massimizzare la produttività senza sacrificare la relazione empatica.

Angelo Colombini – Segreteria nazionale Cisl – sottolinea il fatto che da Industria 4.0 si è passati ad Impresa 4.0, il che sta a significare che dall’industria il cambiamento si sta estendendo anche ad altri settori. Colombini auspica che il Governo preveda incentivi e finanziamenti anche per i prossimi anni, cosa che consentirebbe l’ammodernamento e la sostituzione dei macchinari che nelle imprese italiane sono spesso datati. Segnala inoltre che  circa tre milioni e mezzo di lavoratori saranno coinvolti dal lavoro che cambia con le nuove tecnologie e dovranno essere necessariamente riqualificati con opportuna formazione ad hoc. E’ oramai noto che nei prossimi dieci  anni l’investimento sulle nuove tecnologie genererà un milione e duecento mila nuovi posti di lavoro. Le politiche attive e la formazione qualificata dovranno quindi essere messe al centro della discussione in atto su Impresa 4.0 perchè è verosimilmente alto il rischio che possa esserci un numero importante di disoccupati con bassa specializzazione ai quali sarà difficile dare una risposta occupazionale se non si mettono in atto, fin da ora, seri percorsi di riqualificazione professionale. Colombini non crede che le nuove tecnologie produrranno disoccupazione se al contrario con il cambiamento in atto ci sarà l’adeguata attenzione alla riconversione e verso la formazione già a partire dalla scuola che dovrà pertanto formare i ragazzi e renderli capaci di interloquire con le nuove tecnologie. Nell’evidenziare quanto l’eccessiva burocrazia abbia penalizzato il paese, Colombini conclude auspicando che ci sia una buona  gestione della tecnologia affinché quest’ultima venga utilizzata non al controllo del lavoratore ma bensì sia messa al suo servizio. Produttività ed efficienza non dovrebbero pertanto essere il solo fine dell’impresa e della pubblica amministrazione così come la tecnologia, ci si augura, possa essere al servizio del cittadino anche dal punto di vista dell’ambiente, della salute e sicurezza e dell’inserimento al lavoro dei disabili.

2018-02-28T12:58:15+00:00Eventi, Industry 4.0|