Scattano dal primo gennaio 2018 nuove norme per gli artigiani frontalieri verso la Svizzera

imprese frontaliereNuova tegola per le imprese frontaliere: obbligo di un rappresentante fiscale per le Pmi italiane che operano anche una sola volta in Svizzera. Da Sofipo Global Plus SA le indicazioni.

Anche un solo franco di lavori svolti in Svizzera comporterà, dal primo gennaio 2018, l’obbligo per le piccole imprese italiane di nominare un loro rappresentante fiscale ai fini IVA nel Canton Ticino. Pena il divieto di operare sul territorio svizzero.

Sino a oggi questo obbligo riguardava le società estere che producono sul territorio elvetico con un fatturato superiore ai 100.000,00 franchi e che erano obbligate a dotarsi di un rappresentante fiscale in Svizzera per fornire opportune garanzie finanziarie e fiscali.

Con la nuova normativa è sufficiente anche un mini-appalto o una prestazione d’opera marginale, per incorrere nell’obbligo di dotarsi (e sopportarne il conseguente onere) di un rappresentante permanente nella Confederazione. L’obbligo è allargato a tutte le imprese che complessivamente producono un fatturato annuo pari a 100.000 franchi, anche se in assoluta prevalenza in Italia o in altri paesi ma che sbarcano in Svizzera anche soltanto una volta all’anno. Quindi c’è una differenza sostanziale.

Riepilogando e sintetizzando:

  • in passato l’obbligo ricadeva sulle imprese che producevano 100.000 franchi di lavori in Svizzera
  • dal primo gennaio 2018, invece, l’obbligo riguarderà tutte le imprese che fatturano complessivamente 100.000 franchi , dei quali anche un solo euro in Svizzera

Una norma – sottolinea Massimo Antognini, amministratore di Sofipo Global Plus SA di Lugano (la fiduciaria che per prima si è dotata di una task force ad hoc per venire incontro alle esigenze mutate delle piccole e medie imprese italiane), – che solo attraverso una concentrazione operativa delle rappresentanze, potrà provocare oneri contenuti; in questo modo consentendo anche alle micro imprese italiane che specie nel settore dell’edilizia, dei piccoli lavori e del giardinaggio, hanno una consolidata frequentazione del mercato svizzero, ma producono fatturati contenuti, di continuare a operare a costi sopportabili”.

La nuova legge, che non si applica alle importazioni ma solo ai lavori concretamente svolti sul territorio svizzero, fa seguito all’obbligo già in vigore di iscrizione alla LIA, ovvero al registro delle imprese artigiane autorizzate a operare nel Canton Ticino.

Con la nuova norma la società frontaliera dovrà eleggere domicilio fiscale ih Svizzera, per quanto riguarda l’imposta sul valore aggiunto e si assumerà l’impegno per l’esatta osservanza delle prescrizioni IVA, i rendiconti periodici e il pagamento delle imposte dovute, le scritture contabili. Il rappresentante fiscale opererà da ponte fra impresa e AFC (Amministrazione federale delle contribuzioni).

Come per il passato, il contribuente estero sarà tenuto a presentare una garanzia (il cui valore sarà parametrato sul volume di affari atteso) a titolo di copertura delle pretese della AFC quali imposte, interessi moratori, sanzioni, spese.

2017-11-28T12:28:49+00:00 News|