GAI – ECCELLENZA MANIFATTURIERA NEL CUORE DEL PIEMONTE

Breve chiacchierata con l’AD di GAI Macchine Imbottigliatrici

gai

In occasione dell’ incontro informativo sulle edizioni 2015 delle norme ISO 9001 e ISO 14001, organizzato da SGS all’interno della campagna Transizione 2016 che si è tenuto presso la sede di GAI macchine Imbottigliatrici, abbiamo scambiato quattro chiacchiere con l’ing. Guglielmo GAI, AD di questa eccellenza manifatturiera nel cuore del Piemonte. L’iniziativa è stata lanciata a marzo dalla multinazionale svizzera e mira ad informare le Organizzazioni sulle novità portate dalle due norme.

Fin dall’ingresso in azienda, che si trova nelle campagne del cuneese, ci si rende conto che qualità ed eccellenza non sono semplicemente dei concetti astratti da usare in fiera o durante degli incontri commerciali, ma sono degli imperativi da perseguire e mantenere per GAI Macchine Imbottigliatrici. Ed effettivamente sono realizzati, come dimostrano gli ampi spazi puliti e minimalisti in cui i pochi oggetti presenti emergono nella loro elegante semplicità, dagli espositori contenenti le brochure di presentazione dell’azienda, perfettamente mimetizzati nell’atrio, poiché sembrano delle macchine imbottigliatrici, alle scrivanie degli uffici si vedono dalle ampie vetrate che non fanno pensare di essere in un sito di produzione di macchine ma bensì in una galleria di arte moderna di una grande capitale Europea. Ad accoglierci è proprio l’AD durante la visita al sito produttivo che ci racconta l’interessante realtà di GAI.

Ci potrebbe raccontare la storia di GAI?

“La Gai è stata fondata nel 1946 a Pinerolo (TO) da Giacomo e Elsa GAI. Si è sviluppata e ingrandita nel corso dei decenni grazie al duro lavoro dei figli, Carlo e Battista, coadiuvati dalle rispettive mogli, la signora Renata e la signora Adriana. L’ing. Carlo ha sempre seguito l’area progetti e ricerca e sviluppo, mentre Battista ha diretto l’officina e il montaggio. L’ing. Carlo è tuttora pienamente operativo e ricopre il ruolo di Presidente. Nel frattempo è entrata a pieno titolo nell’azienda la terza generazione della famiglia, dove i ruoli direttivi sono in capo al Dott. Giacomo Gai e gli ingegneri Guglielmo Gai e Giovanni Gai. Quest’anno compiamo 70 anni di attività, in questo periodo la nostra attività si è completamente trasformata: se agli albori dell’azienda il nostro mercato di riferimento era l’Italia, attualmente l’export rappresenta infatti circa l’80 % del fatturato. Principali paesi di export sono Francia, Stati Uniti, Germania, Austria e Cina. Il nostro prodotto è comunque esportato nei cinque continenti da una rete capillare di rivenditori e importatori, che garantiscono l’assistenza tecnica in loco, anche nel post-vendita nel lungo periodo”.

Durante la visita in azienda siamo rimasti colpiti dall’estrema attenzione verso l’organizzazione delle attività che ha portato l’azienda negli ultimi anni ad adottare un sistema automatico per la gestione del magazzino, ma da dove nasce questa cura “maniacale” dei dettagli?

“La cura “maniacale” del dettaglio è effettivamente un elemento che percepisce immediatamente chi entra in questa azienda. Sicuramente l’ing. Carlo ha sempre dato importanza anche al particolare estetico: una cosa “bella”, armoniosa, è sicuramente sinonimo di eleganza, ma anche di pulizia e di ordine, quindi non si tratta solo di forma, ma anche e soprattutto di sostanza. L’ordine e la cura del particolare, sono una conditio sine qua non per lavorare bene, per permettere alla mente di lavorare nelle condizioni ottimali, per ideare, creare, progettare. In queste condizioni opera anche il nostro reparto R&D, e a questo alto livello qualitativo si ispira, l’eccellenza è stimolo per emularla ancora. La qualità è un valore, ci sprona a giocare sempre “a rialzo”. Di conseguenza la nostra attività è costantemente alimentata dai continui investimenti in ricerca e sviluppo.  Per mantenere il livello qualitativo della nostra produzione il 90% della componentistica è prodotta all’interno del nostro stabilimento come anche la progettazione e il know how, ad esempio, nel 2013 è stato messo a punto un rubinetto elettro-pneumatico che sta rivoluzionando ancora una volta la tecnica dell’imbottigliamento. Con la messa a punto della valvola elettro-pneumatica per bevande ferme e frizzanti, la GAI è entrata a pieno titolo nei settori merceologici delle birre e degli spumanti. La ricerca dell’eccellenza parte da lontano e più precisamente dalle risorse umane, il personale viene selezionato negli atenei e nelle scuole professionali più quotate. Ingegneri, tecnici, collaudatori, montatori. Si tratta ovviamente di un circolo virtuoso, poiché l’investimento in risorse umane si traduce in macchine progettate internamente con i più elevati know-how, che hanno portato le macchine GAI a migliorarsi continuamente nel corso degli anni”.

Di recente avete ampliato i vostri stabilimenti aggiungendo un nuovo impianto di produzione, ci darebbe qualche dettaglio in più?

“Per la precisione il nostro stabilimento è stato praticamente raddoppiato: è stato un passaggio fortemente voluto e comunque necessario, per rispondere alle esigenze di un’azienda che cresce, nel fatturato, nel numero di macchine prodotte, e nella tipologia di prodotto che offre, sempre più performante, e che quindi richiede più risorse, umane e materiali per esser sviluppato, dal progetto, alle prove, dalla produzione al montaggio. Per questo motivo, è nata una nuovissima palazzina uffici, dove trovano ampi spazi sia il nostro tradizionale ufficio tecnico, sia il sempre più importante R&D. Da sottolineare poi il potenziamento degli spazi per il Montaggio: sempre più frequentemente ci troviamo a montare monoblocchi davvero grandi. Per potenziare il service, abbiamo investito nei magazzini automatici, in cui sono stoccati i ricambi da avere in pronta consegna. Citiamo anche le Sale Conferenze, per una gestione “partecipata” della produzione e della comunicazione. Per concludere, teniamo ad affermare con orgoglio di avere ora anche un ristorante e una mensa interna, entrambi a Km0: abbiamo davvero cercato di creare le condizioni ideali per lavorare. Abbiamo deciso di inserire i nostri stabilimenti nel verde, inserendosi perfettamente nell’armoniosa e laboriosa campagna del Roero. Per i nostri collaboratori abbiamo costruito dei campi sportivi per i dipendenti e le loro famiglie, e un laghetto che abbellisce ulteriormente la cornice. Tutto è studiato accuratamente per minimizzare lo stress e l’inquinamento acustico. L’azienda è inoltre uno dei più grandi stabilimenti d’Italia per gli investimenti nella produzione di energia da fonti rinnovabili, al passo quindi con gli standard di quei Paesi europei da sempre attenti ad economia eco-sostenibile, dove l’industria rispetta l’ambiente, anche servendosene per il processo produttivo: l’80% circa del nostro fabbisogno energetico deriva da fonti “pulite” e in particolare dall’impianto fotovoltaico di 1.800 Kw che ricopre i tetti dello stabilimento. Tutto ciò comporta che l’impatto ambientale sia fortemente attutito in termini di emissione di CO₂. Lo stesso dicasi per il sistema di produzione calore, attraverso i pannelli solari termici, e attraverso il recupero di quello non utilizzato per fini energetici, al fine di non disperdere nulla dalla combustione e di vivere di fatto senza azionare le caldaie, anche nella cattiva stagione”.

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2016-07-26T10:31:17+01:00Luglio 22nd, 2016|Manifatturiero|
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