DIGITALIZZAZIONE DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Le motivazioni che spingono sempre più anche la pubblica amministrazione nella direzione della digitalizzazione dei sistemi sono senza dubbio la diffusione degli strumenti ICT (information and communication tecnologies) e della loro valenza in termini di sviluppo sostenibile, come analizzato dal “Rapporto annuale sull’E government del 2016“.

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Secondo il rapporto l’informatizzazione della Pa porterebbe ad un aumento della produttività abbattendo i costi di gestione e riducendo i tempi di fruizione dei servizi pubblici. Obiettivo ultimo è quello di migliorare la competitività del paese in ottica di adeguamento al livello standard di servizi della Comunità Europea.

“EUROPA 2020” E IL PIANO DI DIGITALIZZAZIONE

E’ la strategia decennale dell’Unione europea per la crescita e l’occupazione, varata per creare le condizioni favorevoli a una crescita intelligente, sostenibile e inclusiva. Essa ha come principale obiettivo quello di promuovere condizioni di crescita economica e occupazione in Europa, nonché il superamento della crisi, attraverso la revisione delle priorità digitali.  Fra i punti chiave del modello che si sviluppa fra il 2010 e il 2020, vi è l’ “Agenda Europea del digitale” che punta alla diffusione di internet a banda larga e quindi alla creazione di un mercato unico digitale che possa avere uno standard di servizio univoco, comprendendo anche quello delle pubbliche amministrazioni.

I punti cardine per la fruizione di tale servizio sono:

  • Open data , dove le caratteristiche del dato dovranno essere l’apertura e il libero accesso da parte del cittadino e degli altri uffici pubblici pur conservando i requisiti di provenienza (richiesta di attribuzione) ed apertura (condivisione nella stessa modalità e formato). Di fondamentale importanza in prospettiva di raggiungere questo grado di accessibilità, è sicuramente l’interoperabilità delle banche dati delle singole amministrazioni (comuni, regioni, province), la loro capacità di fare rete e di dialogare in maniera automatica. In Italia da giugno 2015 è attiva una nuova versione del portale nazionale degli “open data”*2, nel quale confluiscono i dati di 76 pubbliche amministrazioni, e dove i contenuti sono di buona qualità e in formato aperto.
  • Cloud Computing che si declina nella PA in un servizio nel quale sia possibile il pagamento della prestazione a tariffa, evitando di doversi appoggiare a cloud provider esterni. I dati vengono archiviati ed elaborati in terminali virtuali che si trovano su server fisicamente dislocati in altre parti del mondo. La soluzione risulterebbe particolarmente conveniente in termini di costi e di impiego di risorse, ma va a sollevare tutti quei quesiti sulla sicurezza secondo i quali né il fruitore del servizio, né il fornitore avrebbero il controllo sui meccanismi di gestione e diffusione del dato, né tantomeno sulla sua localizzazione fisica.

Altra questione da non sottovalutare in merito a queste considerazioni, è il grado di alfabetizzazione digitale, che essendo distribuita in maniera non omogenea in tutte le fasce della popolazione, dovrà pur sempre considerare un metodo di erogazione del servizio pubblico alternativo a quello del canale web.

IL PIANO STRATEGICO DI EVOLUZIONE DELL’ICT NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

E’ il modello proposto nel gennaio 2016 da AgID (Agenzia per l’Italia Digitale ), sempre nell’ambito dell’ Agenda del Digitale sviluppo per l’Italia. Il piano triennale pone le basi per il percorso di trasformazione digitale dal punto di vista metodologico, dei processi e delle competenze, partendo dall’analisi dell’impiego del sistema informatico della PA.

Al livello mondiale la spesa per il settore ICT nel 2015 è stata di circa 4.000 miliardi di euro, dove l’ Italia ha contribuito per circa l’1,6% di cui il 9% solo per la pubblica amministrazione.

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Il 38% di questi è per spese in ambito telecomunicazioni. Quasi la metà di tale spesa è prodotta dalla Pubblica Amministrazione Centrale come Ministeri, agenzie fiscali (PAC).

Spesa ICT _pa e comparto

Le macro aree di interesse del modello da un punto di vista strategico sono state le seguenti:

macro aree

*fonte immagini Consip: “Piano triennale della Pubblica Amministrazione 2016-2018

Questa nuova forma di amministrazione, che possiamo definire e-Government, mira a semplificare i rapporti fra amministrazione e cittadini, ma deve essere accompagnata dall’utilizzo di strumenti adeguati e sicuri per la gestione dei dati oltre ad una riorganizzazione e strutturazione dei processi interni.

Inevitabilmente l’informatizzazione delle varie amministrazioni comporterà grossi investimenti finanziari per quanto riguarda il miglioramento delle infrastrutture interne ma soprattutto dovrà mettere in conto l’intervento di figure tecniche in grado di svolgere un’accurata valutazione di rischi e opportunità legate alle varie iniziative. Figure come quella del Risk Manager, clicca per maggiori informazioni in merito, professionisti della gestione operativa e dell’analisi dei rischi, che sono in grado di misurare il budget necessario e le azioni correttive adeguate per la corretta implementazione dei piani strategici.

E’ questa la figura tattica di cui le aziende di tutti i livelli dovrebbero dotarsi, in grado di fornire alla governance aziendale tutti gli strumenti per instaurare una cultura nella gestione dei rischi senza che essi minaccino il raggiungimento degli gli obiettivi.

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FONTI
http://www.lentepubblica.it/ict-e-privacy/obblighi-documento-informatico-pa/
http://www.zerounoweb.it/approfondimenti/e-government/egov-passare-dalla-retorica-alla-realt.html#
http://www.zerounoweb.it/approfondimenti/e-government/pa-digital-first-citizen-first.html
http://www.ads-doc.it/digitalizzazione-pubblica-amministrazione
The United Nations E-Government Survey 2016: e-Government in Support of Sustainable Development
http://www.dati.gov.it/
2017-06-09T23:57:22+00:00 Tecnologia|