CSQA certifica il percorso diagno-terapeutico-assistenziale (pdta) per il tumore alla prostata 

TUMORE DELLA PROSTATA

LA PRESA IN CARICO È SEMPRE PIÙ A MISURA DI PAZIENTE

CON UN PERCORSO ORA CERTIFICATO

CSQA su Magazine QualitàGarantire ai pazienti standard assistenziali sempre più elevati e uniformi: con questo obiettivo, l’ULSS 7 Pedemontana ha ottenuto la certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2015 del Percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale (PDTA) per il tumore della prostata, rilasciata dall’Organismo CSQA Certificazioni.

«La certificazione di qualità è uno strumento molto utilizzato nell’industria e nel settore privato in genere, meno nella sanità pubblica – sottolinea il Direttore Generale dell’ULSS 7 Pedemontana Carlo Bramezza -. Siamo tra i pochissimi ospedali in Veneto ad avere certificato un PDTA e questo rappresenta certamente un risultato di grande rilievo, ma anche un segnale importante: dimostra la volontà di questa Azienda di mettersi in gioco, anche sottoponendosi ad una valutazione esterna del tutto indipendente, con il fine ultimo di garantire ai nostri pazienti cure sempre migliori. Allo stesso tempo questa certificazione dimostra anche i grandi risultati che possiamo raggiungere attraverso una stretta collaborazione tra i nostri ospedali: il PDTA coinvolge infatti sia l’ospedale di Bassano sia quello di Santorso, oltre all’ospedale San Bortolo per la Radioterapia».

Il significato della certificazione

L’obiettivo del PDTA è assicurare al paziente una presa in carico rapida, efficace ed efficiente, tale da garantirgli un’offerta ampia ed innovativa di opportunità diagnostiche, terapeutiche ed assistenziali secondo le più recenti linee guida internazionali. «Con la sua certificazione – spiega il dott. Antonio Celia, direttore dell’U.O.C. di Urologia dell’ospedale San Bassiano – c’è una garanzia ulteriore per il paziente, in termini di qualità, rilasciata da un soggetto indipendente, in questo caso dall’ente certificatore CSQA, implica anche un monitoraggio costante dell’attività svolta, per mantenere gli elevati standard certificati».

Proprio su questo aspetto si sofferma il dott. Franco Bassan, direttore dell’Oncologia dell’ospedale di Santorso: «La certificazione di qualità del PDTA rappresenta un grandissimo risultato anche perché costituisce uno stimolo al miglioramento continuo, rafforzando la collaborazione già esistente tra gli specialisti e le unità operative. In quest’ottica è certamente uno strumento di crescita per le figure professionali coinvolte e per i nostri ospedali, oltre che un salto di qualità importante dal punto di vista del paziente».

Sull’importanza della collaborazione multidisciplinare e multicentrica richiama l’attenzione anche la dott.ssa Cristina Baiocchi, direttore dell’Unità Operativa Complessa di Radioterapia dell’ULSS 8 Berica: «Il raggiungimento della certificazione del PDTA del tumore prostatico è un importantissimo traguardo e una grande soddisfazione: rappresenta la valorizzazione delle buone pratiche cliniche e dei modelli organizzativi ed è la dimostrazione che un’attiva e sinergica collaborazione tra Ospedali e Unità Operative di diverse specialità permette di ottenere risultati di grande interesse per la salute del paziente. Il tumore della prostata è tra le neoplasie più frequenti nel maschio e ogni anno la Radioterapia di Vicenza prende in carico circa 250 nuovi pazienti affetti da tale patologia. Per questi pazienti la radioterapia ha un ruolo centrale in caso di trattamenti con finalità curativa sia in fase iniziale che in fase localmente avanzata, inoltre assume un ruolo rilevante nella malattia metastatica. Nell’ambito del PDTA dedicato al tumore della prostata, il radioterapista trova spazio in tutte le fasi del percorso: all’inizio quando vi è la necessità di stabilire il trattamento primario, successivamente quando bisogna decidere se fare trattamenti precauzionali e poi nella gestione del paziente metastatico».

Il PDTA

Come anticipato, il percorso Diagnostico-Terapeutico-Assistenziale del tumore della prostata che è stato oggetto di certificazione è imperniato su un team multidisciplinare che garantisce una presa in carico completa del paziente in tutte le fasi.  Generalmente, il primo passo è una visita specialista in Urologia, su prescrizione del Medico di Medicina Generale a fronte di alcuni sintomi sospetti (difficoltà nella minzione o viceversa bisogno di urinare frequentemente; sensazione di mancato svuotamento della vescica; presenza di sangue nelle urine o nello sperma; dolore ingravescente ad uno o più segmenti ossei). Sulla base dell’esito della valutazione clinica, lo specialista può prescrivere alcuni esami diagnostici di secondo livello (ecografica addominale, uroflussometria, PSA ed esami delle urine), i cui risultati saranno valutati con una successiva visita di controllo. Sulla base delle informazioni raccolte il paziente può quindi essere sottoposto a ulteriori accertamenti (mediante risonanza magnetica multiparametrica della prostata e\o biopsia prostatica) o essere inserito in un percorso di controllo periodico. In caso di esito positivo della biopsia, il PDTA prevede diverse opzioni terapeutiche, in base alla diagnosi: l’inserimento in un percorso di controlli periodici, l’intervento chirurgico, il trattamento radioterapico (anche in questo caso con diverse opzioni) o ancora l’ablazione del tumore (anche mediante la tecnica innovativa dell’ablazione focale, che consente la rimozione del tumore senza intaccare la prostata). Dopo la fase terapeutica, il PDTA prevede quindi il follow up, con il monitoraggio periodico delle condizioni del paziente.

I dati

Il tutto per una patologia – il cancro della prostata – che in Veneto vede circa 37 mila malati, con circa 3.000 nuovi casi l’anno. Solo all’ospedale San Bassiano ogni anno sono oltre 200 i pazienti trattati, il 40% dei quali proveniente da altre ULSS, prevalentemente dal Triveneto ma non solo.

I partner

Il modello di PDTA certificato riflette una tipologia di governance clinica basata su specifici percorsi formalizzati, su protocolli clinico-organizzativi, condivisi tra le varie Unità Operative coinvolte, e su un adeguato sistema di monitoraggio delle performance.

«La certificazione da parte di un organismo terzo quale CSQA – dichiara Pietro Bonato, AD e Direttore Generale – è una scelta di responsabilità e trasparenza, oltre che la determinazione a perseguire il miglioramento continuo. Siamo pertanto orgogliosi di essere stati partner di questo ambizioso progetto di certificazione del PDTA per il tumore della prostata dell’Azienda ULSS 7 Pedemontana. La persona, il suo benessere e salute sono sempre stati il fine ultimo di tutta l’attività di CSQA».

Il percorso di certificazione è stato reso possibile grazie anche alla partnership tra pubblico e privato nel settore sanitario, che ha incluso il sostegno incondizionato di Astellas Pharma e il supporto tecnico-organizzativo di OPT Srl. «Astellas ha sempre dato molta importanza alla partnership pubblico-privato – conclude Giuseppe Maduri, Amministratore Delegato di Astellas Pharma – vogliamo con questo rispondere alla domanda di salute dei pazienti e dei cittadini e, al tempo stesso, alle esigenze della sanità pubblica di reperire risorse per garantire la sostenibilità del Sistema Sanitario Nazionale e regionale. La collaborazione con l’Azienda ULSS 7 Pedemontana per la certificazione del PDTA del tumore prostatico rappresenta uno strumento concreto per rendere efficiente e di qualità la presa in carico e la cura del paziente anche attraverso una precisa organizzazione e sostenibilità del percorso diagnostico-terapeutico assistenziale».

2021-09-22T16:19:36+01:00Settembre 22nd, 2021|Certificazioni, Sanita'|
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