CONVEGNO ALPI: LA RESPONSABILITÀ LEGALE NELLA VALUTAZIONE DI CONFORMITÀ

Prove, certificazioni, ispezioni: rischi e modalità di attenuazione, questi i temi affrontati nel convegno ideato e promosso da ALPI con il patrocinio di Accredia, AICQ e Confindustria Servizi innovativi e tecnologici che si è tenuto  il 22/11/2018 a Roma.

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La necessità di aggiornamento da parte dei Laboratori e degli Organismi di Certificazione e Ispezione, i Soggetti TIC che operano in ambito volontario e cogente, ha stimolato ALPI nell’organizzazione del Convegno “La Responsabilità legale nella valutazione di conformità”, tenutosi il 22 novembre 2018 a Roma. Gli oltre 200 professionisti e imprese presenti, hanno risposto con vivo interesse all’iniziativa confermandone il grande valore.

Oltre agli interventi dell’Ing. Giuseppe Rossi (Presidente Accredia), del Dott. Marco Decio (Presidente Confindustria Servizi Innovativi  & Tecnologici) e del Dott. Claudio Rosso (Presidente AICQ), l’evento ha potuto contare sui contributi del Dott. Battista Nicoli (Presidente ALA), dell’Ing. Fabio Bicchi (Vice Presidente ALPI) e dell’Ing. Vincenzo Patti (Presidente AIOICI) che hanno esposto il punto di vista degli operatori del settore relativamente ai rischi connessi alle diverse attività di Testing, Ispezione e Certificazione.

L’apertura dei lavori a cura del Presidente ALPI, Dott. Paolo Moscatti è stata incentrata sull’analisi dei dati relativi al mercato TIC e sui risultati raggiunti da ALPI nel settore della certificazione cogente, evidenziando l’importanza del confronto e del coordinamento con gli Organi istituzionali di riferimento per dare riscontro alle esigenze dei Laboratori e degli Organismi di Certificazione. Il mercato TIC riguarda i servizi di ispezione, verifica, collaudo e certificazione di materiali, componenti, prodotti, impianti e processi volti a favorire l’aumento della produttività, la gestione del rischio e il miglioramento della qualità e della sicurezza delle aziende e dei loro prodotti e servizi.

Molto apprezzati gli interventi dell’Avv. Gabriele Bordoni (Studio Legale Bordoni) sulle potenziali fonti di responsabilità legale: contrattuale, extracontrattuale, da contatto sociale e dell’Avv. Silvia Pari (Studio Legale Stefanelli&Stefanelli) sulle Misure di prevenzione del rischio legale e le possibili forme di attenuazione.

Infine, il Dott. Stefano Pesci, Sostituito Procuratore presso la Procura della Repubblica di Roma, ha affrontato l’approccio alla colpa professionale: come si valutano i contributi di negligenza, imprudenza e imperizia.

L’Avv. Bordoni ha messo in luce l’elevazione di quella che è la sensibilità della Magistratura e, più in generale, della coscienza civile che tende ad assegnare un aumento delle responsabilità a tutti i soggetti della filiera dell’attestazione di conformità.

“Siamo di fronte a una sorta di solidarietà diffusa per cui chi fa qualcosa che può avere una ricaduta su altri, deve assumere una posizione di garanzia di fatto, che lo costituisce vigile rispetto a quelle regole di affidamento a terzi.” 

“Se qualcuno subisce una conseguenza negativa da qualcosa legato casualmente a un difetto nell’attività svolta a monte da parte del professionista, quel professionista può essere chiamato a risponderne.”

Sempre l’Avv. Bordoni ha rimarcato come recenti tragici esempi, ove all’errore umano si è unito probabilmente un errore pregresso di valutazione tecnica e scientifica, hanno reso chiaro quanto sia imprescindibile questo nuovo modo di vedere lo sviluppo tecnologico calato nel quotidiano. Pertanto, occorre far riferimento non solo a norme contrattuali miranti a identificare l’effettiva responsabilità dell’Organismo o del Laboratorio circa il proprio operato, ma anche a promuovere il valore di una migliore condivisione delle informazioni tra Operatore del settore TIC e committente, tale da rendere noto e condiviso tanto l’obiettivo dell’intervento quanto i fattori di incertezza che caratterizzeranno il risultato finale.

Le attività effettuate dai Laboratori e dagli Organismi di Certificazione e Ispezione, soggette ad accreditamenti e/o autorizzazioni ministeriali, sono orientate alla professionalità e alla qualità del servizio, tuttavia, come in ogni attività, l’errore professionale, qualunque sia la causa che lo determina, non è escludibile a priori. In assenza di evidenza oggettiva tra le parti, idonea a individuare l’oggetto dell’incarico e le criticità in esso insite, di fronte a richieste di risarcimento di danni, presuntivamente legate a una carente e/o erronea esecuzione del test, in cui l’ammontare rischia di essere di gran lunga superiore all’importo pagato per la commessa, come comportarsi?

Come rimarcato dall’Avv. Pari nel corso del suo intervento, il Contratto diventa dunque lo strumento principale di tutela e/o di prevenzione del rischio, delimita infatti e chiarisce l’oggetto dell’incarico conferito al Laboratorio. L’attività del Laboratorio è così più “mirata” e il Laboratorio può definire il costo dell’incarico sull’importanza e/o complessità dello stesso. Dal punto di vista economico il contratto aiuta, inoltre, a delimitare l’eventuale esposizione del Laboratorio inserendo clausole di limitazione della responsabilità con regole segnalate dal Codice civile, riguardo al valore economico di quella specifica commessa contrattuale.

In sintesi, dunque, al fine di prevenire il contenzioso “giudiziale”, quando possibile, sarebbe utile avere:

Un Contratto condiviso mette al riparo da contestazioni e da richieste di risarcimento pretestuose.”

“Clausole contrattuali ove sia preferibile indicare qual è la specifica attività che il laboratorio deve svolgere.”

A ciò si deve aggiungere adeguata copertura assicurativa e prodotti assicurativi che siano “tagliati su misura” per la specifica attività svolta, che tengano conto di una puntuale (e preventiva) analisi dei rischi e delle vulnerabilità proprie del settore. Queste alcune delle risposte che esperti e giuristi hanno potuto offrire alla platea di imprese, stimolando loro riflessioni e favorendo un dibattito qualificato ed esaustivo.

Per aiutare i laboratori a non sentirsi soli nella difficoltà di competere nel rispetto dei regolamenti internazionali, ALPI ha deciso quindi di siglare una Convenzione con gli Studi Legali Bordoni e Stefanelli&Stefanelli, per avviare un canale di interazione e contatto diretto con professionisti da anni impegnati sul tema, che possano essere di supporto e di prima analisi delle criticità emerse, evitando così “trappole” e “mancate coperture”, e riducendo i rischi per le proprie aziende.

“Perché i laboratori e gli organismi di certificazione possano operare con maggiore consapevolezza, con tutte le garanzie per chi voglia lavorare con serenità ed in maniera libera, è venuto il tempo di confrontarsi con piena consapevolezza e lealtà, sentendosi parte di una stessa grande squadra che agisce in sinergia, con la coscienza di quanto fa e nell’interesse degli utenti e dei consumatori” – afferma il Presidente di ALPI, dott. Paolo Moscatti.

Per ogni ulteriore informazione sulle tematiche affrontate durante il convegno è possibile contattare la Segreteria ALPI scrivendo a info@alpiassociazione.it.

2018-12-04T21:27:20+00:00Eventi|