TAVOLO DI CONFRONTO TRA ISTITUZIONI E ORGANISMI SULL’EFFICACIA DEI CONTROLLI NEL SETTORE AGROALIMENTARE

Un volume prodotto pari a 1,27 milioni di tonnellate, di cui oltre un terzo esportato per un valore pari a circa 2,4 miliardi di euro con un aumento del 5%; un fatturato alla produzione di 6,6 miliardi di euro e al consumo di circa di 13 miliardi di euro.

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L’Italia rimane leader mondiale per numero di produzioni agroalimentari certificate a marchio di qualità DOP, IGP e STG, con 269 prodotti iscritti nel registro UE.

Sono i numeri di un settore che dimostra di tenere anche nei momenti di crisi e anzi registra valori in crescita costante, come evidenziato dal 12° Rapporto Qualivita Ismea presentato a Roma lo scorso 17 febbraio, insieme al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali.

Un comparto che garantisce la qualità anche attraverso il controllo di parte terza parte indipendente svolto dagli Organismi di certificazione pubblici e privati autorizzati dal MIPAAF per certificare i prodotti agroalimentari del settore regolamentato, che circolano sul mercato comunitario con i marchi di qualità DOP, IGP e STG, e DOC e DOCG per i vini.

Tra questi, operano 25 Organismi accreditati da ACCREDIA, che hanno ottenuto l’autorizzazione ministeriale sulla base del possesso dell’accreditamento, rilasciato dopo il superamento delle specifiche verifiche previste da ACCREDIA. 111 giornate di controlli svolte nel 2015 dagli ispettori dell’Ente di accreditamento, che hanno riguardato la documentazione degli Organismi e la loro attività sul campo, sia in sede che presso le aziende certificate, dai produttori ai distributori, fino agli importatori dei prodotti a marchio.

ACCREDIA opera nel settore agroalimentare anche attraverso la verifica della capacità dei Laboratori a svolgere le analisi sui campioni alimentari funzionali al rilascio delle certificazioni e all’immissione dei prodotti stessi sul mercato. Ad oggi sono accreditati 1.135 Laboratori di prova, compresi i Laboratori di prova per la sicurezza alimentare, che nel 2015 hanno analizzato oltre 5 milioni di prodotti, di cui 3,5 milioni in ambito alimentare.

Alle attività di valutazione della conformità degli Organismi e dei Laboratori accreditati, si affiancano i controlli per la vigilanza sul mercato, di competenza delle Autorità pubbliche – l’ICQRF – Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari, il Corpo forestale dello Stato e il Comando Carabinieri Politiche Agricole – cui si aggiungono quelli effettuati dai Consorzi di tutela dei marchi.

Il tema dei controlli degli Organismi terzi è stato affrontato da uno specifico Gruppo di lavoroorganizzato durante la presentazione del Rapporto sotto il coordinamento di ACCREDIA, in cui le parti interessate hanno riflettuto sulle opportunità per migliorare l’efficacia e l’efficienza dei processi di verifica.

L’ultimo audit svolto da EU FVO della DG Sante della Commissione europea ha infatti evidenziato un sistema italiano efficace, articolato e strutturato tuttavia troppo rigido ed in taluni casi sovradimensionato e oneroso.

Da parte delle istituzioni sono emerse le seguenti esigenze:

  • Armonizzazione dell’approccio dei controlli a livello comunitario;
  • Formulazione dei Disciplinari tecnici, dal momento che vi è discrepanza tra strumenti di controllo e Disciplinari;
  • Coinvolgimento sistematico degli Organismi di certificazione ai tavoli in quanto depositari dell’esperienza pratica di controllo;
  • Formazione a livello centralizzato dei soggetti deputati a svolgere i controlli;
  • Miglioramento delle chiavi di identificazione e interscambio dei dati tra le diverse “Banche Dati Vigilanza”.

Per gli Organismi di certificazione sono state valutate le seguenti azioni di miglioramento:

  • Identificare parametri per la misura dell’efficacia dei controlli;
  • Migliorare la rappresentanza a livello istituzionale degli Organismi di certificazione;
  • Spostare la logica del controllo dal processo delle non conformità, che deve essere vista come spunto di miglioramento e non come elemento da punire;
  • Opportunità che i rapporti tra Organismi di certificazione e operatori siano gestiti dai Consorzi per una maggior efficienza organizzativa in tutte le fasi.

Documenti scaricabili

Fonte ACCREDIA

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2016-03-15T11:21:43+01:00Alimentari|