Comparto agroalimentare: come scegliere tra sistema di gestione per la sicurezza alimentare Iso 22000 e standard privati Brc, Ifs, Fssc 22000 e Global Gap

Il mercato globale, i grandi flussi commerciali, che per il nostro paese risultano sempre in crescita, attraggono ogni tipo di organizzazione del comparto agroalimentare che si trova a doversi allineare a requisiti applicabili armonizzati alle normative nazionali in ambito di sicurezza, qualità e legalità dei prodotti, queste ‘richieste’ vengono riassunte da delle normative che si suddividono in sistemi di gestione per la sicurezza alimentare, ed in standard di requisiti da applicare e rispettare.

Il ruolo di gfsi, Global Food Safety Initiative, organismo nato con l’obiettivo di stabilire criteri armonizzati a livello internazionale per sicurezza alimentare, è quello di creare o riconoscere standard per la sicurezza, qualità e legalità alimentare, per facilitare i processi di fornitura adatti ai retailer come Wal-Mart, Carrefour, Tesco, Metro, Migros, Ahold, Delhaize, e tutta la GDO Franco Italiana Belgio Tedesca.

Le differenze tra un sistema di gestione alimentare ed uno standard privato per la sicurezza alimentare

Le differenze che ci sono tra un sistema di gestione ed uno standard alimentare per la sicurezza alimentare sono molto evidenti, in quanto nel primo caso ci basiamo sull’applicazione di norme internazionali volontarie, applicabili ai requisiti obbligatori, ma per le quali l’organizzazione ha il pieno controllo della progettazione e dell’individuazione di tutta una serie di requisiti definiti impattanti secondo l’analisi dei rischi. Ed il contesto aziendale. Nel secondo caso invece oltre che la gestione degli aspetti trattati da un sistema di gestione per la sicurezza alimentare, vengono applicati dal proprietario dello standard specifici requisiti da applicare che vanno al di là delle norme obbligatorie vigenti.

I sistemi di gestione sono emanati dagli enti di normazione, Uni, Iso, Bs, ecc, gli standard sono veri e propri protocolli in genere creati per semplificare e standardizzare la qualifica della catena di fornitura di grandi catene e o reti commerciali, in genere sono standard privati di proprietà di consorzi nei quali tavoli tecnici siedono le più grandi organizzazioni GDO e retailer.

Esempi di sistemi di gestione per la sicurezza alimentare:

  • Sistema di gestione per la sicurezza alimentare Iso 22000 – Questa è la madre per la gestione della sicurezza alimentare di un’organizzazione, si basa sulla creazione di un sistema che permette l’individuazione del contesto aziendale, l’analisi dei rischi impattanti sui processi aziendali e sulla sicurezza alimentare e la loro gestione, con l’applicazione dei principi dettati dal Reg 178, Reg CE 852 e Reg 853

  • Sistema di gestione per la tracciabilità di filiera Iso 22005 – oltre che basarsi sugli aspetti che abbiamo visto nel sistema Iso 22000 approfondisce le tematiche, definite dal Reg Ce 178, sulla tracciabilità e rintracciabilità inserendo tutti gli attori della filiera alimentare

  • Standard Fssc 22000 ‘lo schemone’ è lo standard privato, voluto dai grandi produttori internazionali, creato dall’ unione della norma ISO 22000 con lo standard PAS 220, l’unico riconosciuto da GFSI ad avere alla base un sistema di gestione per la sicurezza alimentare

Queste norme pur riportando i principi base su cui si basano tutti gli standard alimentari non vengono riconosciute da GFSI, tranne la Fssc 22000, in quanto le maglie di un sistema di gestione non riuscirebbero ad assicurare, obbligatoriamente tutti i requisiti approfonditi richiesti.

Esempi di standard per la sicurezza alimentare:

  • Standard BRC è lo standard del British Retail Consortium è lo standard privato della GDO anglosassone

  • Standard IFS e lo standard privato della GDO Franco Tedesca alla quale fanno riferimento anche le GDO Belga, Italiana e Spagnola

  • Standard Global Gap lo standard privato creato per il settore primario agricolo e di allevamento

Tutti questi standard privati e norma di certificazione possono certificare non solo la sfera prettamente Food, produzione alimenti, ma anche, per creare una vera e propria filiera riconosciuta da GFSI, i produttori di packaging, i trasportatori e servizi di logistica, i servizi di brokeraggio con, per quanto riguarda gli standard privati per la sicurezza alimentare, norme e requisiti specifici.

In entrambe i casi gli aspetti che verranno presi in considerazione saranno applicati a:

  • Definizione del contesto aziendale

  • Approccio basato sul rischio

  • Definizione di obbiettivi, indicatori, mansioni

  • Definizione e gestione dei prerequisiti PRP, struttura, fornitori, igiene, sanificazione, manutenzione, , tarature, pest control, formazione e consapevolezza delle risorse

  • Applicazione dei principi ed analisi dei rischi di HACCP e o HARPC per i rischi individuati ed applicabili

  • Applicazione di un sistema di gestione per la qualità ed il miglioramento aziendale basato sui principi PDCA con focus sulla sicurezza, qualità e legalità degli alimenti

  • Gestione della tracciabilità e della gestione delle emergenze

  • Gestione della comunicazione a tutti i livelli

  • Gestione delle non conformità ed azioni correttive

  • Gestione degli audit, riesami dei sistemi e piani di miglioramento

Gli standard alimentari approfondiscono anche:

  • Aspetti inerenti ai prodotti a marchio

  • Analisi e mitigazione dei rischi sulla Food Defense

  • Analisi e mitigazione dei rischi sulla Food Fraud

  • Una gestione più accurata della legalità dei prodotti

  • La possibilità di partecipare ai programmi per gli audit non annunciati

  • Maggiore visibilità comunicativo commerciale per inserimento nei siti commerciali di Brc, Ifs, Global Gap, Fssc 22000, ecc.

Altri schemi di certificazione si basano su determinate particolarità o claim di prodotto volte ad attestare una specificità dei prodotti come per esempio:

  • Certificazione Biologica che permette di attestare del rispetto dei regolamenti di produzione biologica e di etichettatura degli stessi prodotti coltivati, trasformati e venduti, in ambito food, ma non solo

  • Certificazione Biodinamica che permette di attestare l’utilizzo di tecniche di agricoltura e d’allevamento biodinamico

  • Certificazione Gluten Free che attesta l’assenza o il non superamento dei limiti legali della presenza di glutine in un prodotto

  • Certificazione Antibiotic Phito Free l’attestazione di assenza di utilizzo di antibiotici e o fitosanitari per e produzioni

  • Certificazione Vegan, Vegetarian: l’attestazione che certifica l’assenza in un prodotto di generi animali, o il rispetto della dieta vegetariana

  • Certificazione Kosher l’attestazione del rispetto delle regole degli osservanti di religione ebraica

  • Certificazione Halal l’attestazione del rispetto degli osservanti di religione musulmana

  • Certificazione dei marchi europei riconosciuti Dop, Igt, l’attestazione del rispetto di specifici protocolli di produzione legalmente riconosciuti

La sicurezza alimentare oltre oceano

Per le aziende che vogliono entrare nel mercato Americano, invece devono prendere in considerazione altri aspetti, in quanto il sistema Haccp sul territorio USA è superato con l’introduzione del sistema Harcp che adotta i principi del codex alimentarius ma con una visione molto più snella, basa sul concetti di rischio e prevenzione dello stesso.

Nella norma sono state anche differenziate le varie figure tra:

  • Produttori di alimenti che importano direttamente i loro prodotti nel mercato Usa o tramite importer che han l’obbligo di registrazione Fda, nomina di un Fda Agent, la formazione della figura del PCQI che dovrà redigere e gestire il Food Safety System.

  • Importer, aziende che hanno sede sul territorio USA e che devono essere registrati tramite numero Duns e dare evidenza di effettuare i monitoraggi sui prodotti importato tramite il FSVP o Foreign Supplier Verification Program.

Gli aspetti della normativa America per adesso non sono certificabili se non tramite schemi aggiuntivi di altri schemi GFSI riconosciuti, ma questa aspetto è in continua evoluzione e molto presto sarà possibile certificare anche questa norma, che al contrario delle altre volontarie è obbligatoria per poter lavorare con gli Stati Uniti.

Un occhio alla sostenibilità

Ma i mercati evoluti non si soffermano più solamente agli aspetti di sicurezza qualità e legalità dei prodotti, le grandi catene commerciali internazionali e le catene distributive stanno sempre più inserendo nelle richieste di qualifica ai loro fornitori, aspetti relativi alle condizioni di lavoro, con i requisiti delle norme per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro Iso 45001, e la responsabilità sociale d’impresa Sa 8000, sulle tematiche della sostenibilità ambientale con i calcoli delle impronte del carbonio, Cabon Foot Print, Idrica, Water Foot Print, e di vita del prodotto, Life Cycle Assistmant, e sull’utilizzo di materie prime provenienti da filiere sostenibili, e materiali packaging evoluti utilizzando sottoprodotti vegetali sostenibili.

In conclusione noi consigliamo ad un’organizzazione che opera in ambito alimentare creare una struttura organizzativa solida, basata su un sistema di gestione qualità, in questo caso Iso 22000, per poi applicare i requisiti richiesti dai vari standard, così da avere la gestione corretta di tutti gli aspetti ed il miglioramento continuo delle performance.

Comunicazione a cura di Sistemi & Consulenze

Servizi per la Qualità Aziendale

www.sistemieconsulenze.it

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2019-09-10T12:23:50+01:00News|