Ortofrutta italiana di qualità: segnali positivi da MACFRUT e COLDIRETTI

Macfrut2017Il settore ortofrutta fresca e trasformata è la seconda voce attiva della bilancia commerciale agroalimentare italiana con un saldo commerciale di 2.285 milioni di euro nel 2016, subito dopo il vino che veleggia a quota 5.316 milioni di euro. È quanto emerso a Rimini durante il convegno sul “Valore della qualità e della diversificazione nell’ortofrutta” promosso da Coldiretti Emilia Romagna alla rassegna ortofrutticola Macfrut che si è svolta nei giorni scorsi a Rimini (10-12 maggio)

Secondo elaborazioni Coldiretti su dati Ismea, nel 2016 il saldo commerciale degli ortaggi freschi e trasformati è stato di 1.332 milioni di euro, mentre quello della frutta fresca e trasformata si è attestato sui 953 milioni di euro.

“Si tratta di un risultato – commenta Coldiretti Emilia Romagna – ottenuto nonostante l’embargo totale in vigore nei confronti dei prodotti ortofrutticoli nazionali da parte della Russia, che è sempre stata un importante mercato di sbocco. Come poche volte è accaduto nel passato, le esportazioni di frutta e verdura – precisa Coldiretti– hanno sorpassato in quantità le importazioni con il netto miglioramento della bilancia commerciale del settore.”

Positivo anche l’andamento export-import dell’ortofrutta emiliano romagnola che – secondo elaborazioni Coldiretti sui dati del rapporto agroalimentare – ha un saldo commerciale dell’ortofrutta fresca e trasformata di circa 650 milioni di euro, grazie ad esportazioni che hanno raggiunto i 1.150 milioni di euro, contro importazioni di poco superiori ai 500 milioni.

Si tratta anche del risultato di un cambiamento degli stili di vita che ha fatto lievitare a livello internazionale la domanda di cibi più genuini come appunto l’ortofrutta”.

Una tendenza che ha interessato anche l’Italia con i consumi di frutta e verdura che, dopo essere crollati, hanno raggiunto il massimo dell’ultimo quadriennio per effetto di un aumento annuale medio di 3 chili di frutta e verdura per persona e si stima che nel 2016 il consumo pro-capite di frutta e verdura abbia raggiunto i 320 chili a testa secondo una analisi della Coldiretti, con una netta preferenza del prodotto nazionale.
Secondo quanto emerso al convegno di Coldiretti Emilia Romagna al Macfrut, i consumatori scelgono sempre più prodotti di alta gamma, come testimoniato anche da Giampiero Gasparro, responsabile Vendite e Acquisti settore Ortofrutta di Nordiconad, secondo cui in cinque anni, dal 2011 e il 2016, i quantitativi di prodotto di qualità acquistati nella sua catena sono cresciuti del 27,42%.

Una ricerca presentata da Roberto Della Casa, docente di Marketing dei Prodotti Agroalimentari dell’Università di Bologna – polo di Forlì, ha rilevato come tra i prodotti che il consumatore vorrebbe trovare maggiormente in negozio al primo posto si collochino i prodotti made in Italy e i prodotti locali con il 95% delle preferenze. Un dato che precede di tre punti la scelta dei prodotti senza residui dai trattamenti chimici (91%) ma di ben nove punti le confezioni convenienza (86%) a conferma che l’attenzione e l’interesse per l’origine di ciò che si mette in tavola supera anche la convenienza.

In particolare per l’ortofrutta, la ricerca ha rilevato che i consumatori se avessero sotto casa diversi tipi di negozi dove fare la spesa, la prima scelta per l’acquisto di ortofrutta sarebbe il produttore (37% delle risposte) seguito a grande distanza dal fruttivendolo (16%) e da supermercati (14%) e ipermercati (10%). L’espansione del canale della vendita diretta – secondo quanto emerso nella relazione – è aumentata negli ultimi tre anni di 4 punti percentuali, passando dal 10% del 2013 al 14% del 2016.

“Segno – commenta il presidente di Coldiretti Emilia Romagna, Mauro Tonello – di una fiducia in chi ci mette la faccia, come testimonia il crescente successo dei mercati e delle fattorie di Campagna Amica, promossi da Coldiretti, che consentono di ricostruire un rapporto diretto tra chi produce e chi consuma nel segno della trasparenza”.

Campagna Amica con una presenza estesa, dalle fattorie ai mercati, dai ristoranti al cibo di strada, dagli agriturismi agli orti urbani è diventata la più vasta rete del mondo di vendita diretta degli agricoltori, organizzata con proprio marchio, alla quale fanno riferimento oggi in Italia quasi ventimila agricoltori e che in Emilia Romagna può contare su oltre 1.000 punti vendita, tra fattorie, mercati e botteghe.

2017-05-15T12:36:02+00:00 News|