IL CHIEF RISK OFFICER COME GARANTE DELL’ERM

Dal momento in cui le organizzazioni si sono rese conto della necessità di adottare dei modelli di gestione del rischio, si è iniziato ad introdurre in azienda figure specifiche in grado di definire e implementare tali strategie: il Risk Manager.

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In altri casi questa attività è stata attribuita a figure già esistenti in aziende come il CFO o ad altri manager (es. l’Internal Audit).

Il Risk Manager è stato spesso erroneamente identificato come colui che “sceglie” le migliori coperture assicurative, aspetto senza dubbio importante, ma che non esaurisce la sua professionalità, infatti è bene ricordare che non tutti i rischi sono assicurabili e pertanto richiedono altre strategie di mitigazione.

La crisi economica cominciata nel 2008 ha portato le autorità di regolamentazione a chiedere a tutte le imprese una maggiore responsabilizzazione e trasparenza nella gestione dei rischi e, con l’affermarsi dell’Enterprise Risk Management, si è venuta ad istituire la figura del Chief Risk Officer (CRO), un manager con il compito di implementare la gestione integrata del rischio e che dialoga direttamente con il CEO o il CFO.

Ciò richiede la capacità di saper riportare ai vertici dell’organizzazione le proprie preoccupazioni dandogli il giusto peso, facendo comprendere il proprio pensiero ed esercitando, grazie a doti di leadership, un’influenza sui processi decisionali che conseguono alle discussioni.

Tale definizione spiega accuratamente la complessità dell’attività che compete il Chief Risk Officer.

Rispetto ad un normale Risk Manager egli ha anche il compito di:

  • ricercare ogni possibile interazione tra gli eventi che possa determinare ulteriori rischi e la cui gestione possa comportare risparmio di risorse ed ottimizzazione dei risultati

  • saper pensare strategicamente, anticipando potenziali minacce.

Grazie ad una visione ampia ed indipendente dell’organizzazione, egli ha la possibilità di valutare e decidere come uno stesso rischio debba essere gestito in ogni parte dell’azienda, per un’effettiva gestione integrata e non più separata dei rischi.

I CRO hanno la necessità di essere in costante dialogo con i manager delle varie funzioni. Ne consegue che l’organizzazione deve dotarsi si un buon sistema di comunicazione che permetta un flusso informativo dall’alto verso il basso e viceversa, per dare e ottenere informazioni sull’attività di gestione stessa del rischio.

Nelle aziende che svolgono questo tipo di attività, la figura del CRO non è più marginale come lo era il Risk Manager, ma sta assumendo crescente importanza poiché attività riconosciuta come fondamentale per l’azienda.

Nell’ottica comune il CRO viene visto come soggetto il cui compito principale è proprio l’implementazione del modello Enterprise Risk Management. Questo non significa che le aziende che non adottano tale figura non possano implementare l’ERM, poiché potrebbe essere introdotto attribuendone la gestione a comitati per il controllo rischi o ad altre figure apposite alle quali non viene espressamente dato il nome di Chief Risk Officer.

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Fonti:

  1. http://www.anra.it/portal/contenuti/risk-management/997/cresce-l-influenza-del-ruolo-del-chief-risk-officer
  2. http://www.anra.it/portal/contenuti/risk-management/908/il-posizionamento-del-chief-risk-officer-nella-struttura-aziendale
  3. Tesi di laurea “La gestione dei rischi aziendali e l’Enterprise Risk Management. Il caso italiano” di Consuelo Segatto
2016-10-24T13:31:07+00:00 Consulenti, Risk Management|