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Chi ha spostato il mio management?  Boss in Incognito e le sfide delle organizzazioni complesse

È tornato sulle TV italiane “Boss In Incognito”, lo show made in UK che fa discutere critici televisivi, imprenditori e sindacati. Per chi non lo avesse mai visto, il format è semplice quanto intrigante: l’imprenditore a capo di una grande azienda viene travestito fingendosi generalmente un nuovo assunto per mescolarsi ai dipendenti e scoprire cosa pensano dell’azienda. Ma è realtà o finzione?

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Non volendo entrare nel merito di un format televisivo, mi piace estrarre dal nocciolo della discussione il bisogno reale che il mercato avverte, ovvero la rilevazione di disfunzioni aziendali legate al clima interno e la possibilità di intervenire dove vi siano aree di inefficienza e malcontento.

In alcune aziende tale esigenza è stata affrontata in maniera direttiva, calando dall’alto gli interventi, senza un vero ascolto ed approccio legato a dati e osservazioni obiettive.

Lo stesso “Boss In Incognito”, che strizza l’occhio ai reality show, riproduce le disfunzioni di un comportamento che finisce per far apparire l’imprenditore come il deus ex machina che punisce o elargisce bonus concessi sulla base di decisioni derivanti da racconti della vita privata del dipendente.

Un modello che riportato nella quotidianità dell’organizzazione risulta distorsivo se non dannoso per gli equilibri aziendali. Se infatti l’obiettivo è quello di dare un feedback sulla qualità del lavoro svolto dal dipendente, il modo migliore per farlo è in maniera trasparente, basata su osservazioni continuative e dirette da parte del management. Sono infatti i diversi livelli manageriali a ricoprire la funzione di organizzazione, coordinamento, supervisione e controllo dei propri team perché l’imprenditore non finisca per domandarsi “chi ha spostato il mio management?”.

Se la necessità è comprendere aree di insofferenza o malumori interni, invece, meglio utilizzare metodologie consolidate per misurare il Clima aziendale, rilevare bisogni formativi del personale o migliorare i processi aziendali.

Là dove l’azienda vende prodotti, offre servizi ad utenti, clienti o consumatori, è possibile spingersi oltre con un approccio professionale e metodologie innovative eseguite da esperti del settore allenate all’ascolto, all’osservazione delle relazioni umane in contesti complessi e in grande trasformazione. È il Mystery Coaching®, un modello che rileva dinamiche di relazione con il pubblico in modo oggettivo e utilizza i dati e le evidenze raccolte per programmi di sviluppo delle risorse umane, di codifica di modelli di vendita, di revisione di Carte dei Servizi, di supporto a cambio organizzativi, trasformazioni aziendali ed empowerment dei team.

Un approccio diametralmente opposto al modello “boss in incognito”, dove all’osservazione soggettiva dell’imprenditore si sostituisce quella oggettiva di esperti della relazione, alla concessione magnanima one-shot di bonus e premi del boss (che decide sulla base di ciò che ha visto, seguito dalle telecamere) si sostituisce il lavoro di team guidato da coach professionisti per codificare progetti e politiche di premialità.

A supporto della metodologia vi è poi una norma specifica – la UNI 11312 – che detta anche i principi etici di comportamento quando si opera in incognito e definisce l’insieme delle competenze di alto livello necessarie ad affiancare aziende private e organizzazioni pubbliche che necessitano di adeguarsi ai cambiamenti costanti della società.

Insomma, agli imprenditori tentati dal riprodurre il modello “Boss In incognito”, vorremmo dire: godetevi il reality show, ma se volete intervenire nella vostra azienda un metodo c’è ed è anche efficace.

Articolo a cura di Susanna Gonnella

Comunicazione a cura di  MyNoiLab

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2024-03-22T16:56:27+01:00Marzo 25th, 2024|Mystery Auditing|
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