Lutto alla cantina di Carpi e Sorbara: muore il presidente Rossi

EmilioRossiLutto per la Cantina di Carpi e Sorbara. Se n’è andato a 61 anni, stroncato da un malore nella sua abitazione di Budrione, dove viveva solo e curava la sua azienda vinicola, il presidente Fausto Emilio Rossi.

Rossi rivestiva l’incarico dal 2011 dopo aver avuto diversi incarichi come consigliere e uomo della cooperazione.

L’incarico  di presidente  della Cantina di Carpi e Sorbara era la sua principale missione tanto da avere guidato l’aggregazione che aveva portato la cantina (che è certificata UNI EN ISO 22000 e i cui vini sono certificati ISO 22005) verso 450mila quintali di uva di produzione, ottenuti grazie ai conferimenti dei 1200 associati tra Modena, Reggio Emilia, Mantova e Bologna. Un giro d’affari da oltre 20 milioni di euro e che aveva proiettato l’azienda verso nuovi orizzonti commerciali esteri e produttivi grazie all’acquisizione, in ultimo, della cantina di Bazzano con la qualità dei vini dei colli bolognesi. Un manager a tutto tondo, capace di organizzare un progetto industriale solido e che ha ottenuto con il tempo diversi consensi anche grazie agli ottimi risultati.

Ma Rossi è stato per tanto tempo anche un maestro per i consiglieri più giovani, che ha accompagnato nella crescita, trasmettendo loro i valori della cooperazione e della condivisione.

Non a caso, ricordano i suoi più stretti collaboratori tra cui Erennio Reggiani, direttore della cantina di Carpi e Sorbara, il presidente ha sempre perseguito una politica di coinvolgimento.

Aveva ampi poteri, ma le scelte strategiche sono sempre state condivise con il resto del Consiglio d’amministrazione, attuando una politica di trasparenza e informativa necessaria per tenere unita una compagine da plasmare, superando i limiti territoriali per pensare in modo globale e industriale pur mantenendo intatto quel senso di familiarità tra soci e delegati.

Rossi ha contribuito all’ultimo, decisivo salto di qualità della cantina, che con la fusione ha cambiato metodologia di imbottigliamento, allargando la compagine di conferimento e conquistando con il lavoro quotidiano la credibilità del mercato. Scelte vitali per un’azienda che ora vive un momento di costernazione e cordoglio per una morte improvvisa che ha sconvolto tutti.

Rossi sapeva trattare con tutti, forte di un’esperienza maturata negli anni tra consorzi, tavoli tecnici e rapporti istituzionali, e ora si apprestava ad aprire l’ennesima vendemmia. E proprio quel suo modo di condividere le strategie con i più stretti e fidati collaboratori è il lascito principale di un virtuale testamento imprenditoriale, che sarà perseguito anche quando l’uva sarà matura e in cantina si tornerà a lavorare a pieno regime.

2017-08-08T15:58:43+00:00 News|