Il Gruppo Bureau Veritas Italia acquisisce QCertificazioni. Lanciata la sfida internazionale dei prodotti bio

Logo Bureau Veritas su Magazine Qualità 282Nel corso della fiera SANA di Bologna verrà presentata l’acquisizione di QCertificazioni da parte del gruppo Bureau Veritas Italia.

L’operazione, che è frutto di una precisa strategia di posizionamento del Gruppo internazionale non solo nel settore agroalimentare ma anche dei cosmetici e dei detergenti Bio, è destinata a rispondere a una domanda specifica di internazionalizzazione dei prodotti biologici.

Secondo le più recenti statistiche, rese note in queste ore, proprio in coincidenza con la principale manifestazione del settore bio, il SANA, il mercato registra in Italia una lieve flessione sul fronte dei rivenditori specializzati, una crescita costante nella Grande distribuzione GDA, ma una vera e propria impennata sia sul fronte delle esportazioni che delle importazioni. Secondo i dati resi noti in queste ore da Nomisma, l’Italia è il primo Paese esportatore dell’Unione Europea con più di 2 miliardi di fatturato annuo legati all’export e rimane ai vertici europei anche per numero di imprese agricole biologiche, che hanno superato quota 75mila. Nel 2019 la spesa per i generi bio potrebbe superare il 4% della spesa alimentare totale.

Fronti sui quali si avverte con urgenza la necessità di crescenti garanzie sull’effettiva integrità dei prodotti bio e sui quali – come sottolineato dal segretario generale di Federbio, Paolo Carnemolla – l’ingresso di un grande player della certificazione fortemente internazionalizzato va salutato in modo fortemente positivo. Abbiamo necessità di una forte innovazione nel sistema di certificazione, sia nel settore agroalimentare, che in quello dei cosmetici e dei detergenti bio a partire proprio dall’indipendenza e dalle capacità organizzative e di investimento degli organismi autorizzati”.

“L’impegno del Gruppo Bureau Veritas Italia nel settore – sottolinea il presidente e Ceo, Ettore Pollicardo – è quello di lavorare insieme agli  attori della filiera per promuovere  iniziative e attività  che valorizzino ulteriormente  la produzione biologica in Italia e nel mondo. La certificazione non può prescindere da un processo adeguato di verifica su scala internazionale sulla filiera della produzione bio a partire dalle coltivazioni agricole fino all’offerta di un prodotto finale privo di componenti chimici che si prefigurano in palese contrasto anche con l’etica bio”.

Controlli e garanzie internazionali condotti da un soggetto autorevole – rimarca Roberto De Rosa, amministratore delegato di QCertificazioni – hanno una doppia valenza: tutelare il bio italiano sui mercati esteri e impedire l’accesso in Italia di prodotti che di bio hanno spesso solo packaging allettanti”.

L’acquisizione di QCertificazioni (da anni accreditata da Accredia, e destinata, pur essendo interamente controllata dal gruppo Bureau Veritas Italia, a restare una realtà legalmente e operativamente autonoma e indipendente), segna per il gruppo Bureau Veritas Italia una tappa importante all’interno della strategia delineata nei giorni scorsi di crescita anche per vie esterne, attraverso l’acquisizione di soggetti che condividano altissime caratteristiche di affidabilità e di credibilità, nonché di specializzazione.

Nel bio, il Gruppo Bureau Veritas Italia è chiamato a svolgere anche un’importante funzione di spinta e sensibilizzazione, non solo nel food bio, ma anche e specialmente in campi meno conosciuti. È il caso della cosmesi o dei detergenti i cui effetti (nel caso di nocività) si espandono a tutto l’organismo e non solo – come generalmente creduto – alla pelle. Da sottolineare che recenti studi hanno dimostrato come le sostanze applicate in superficie penetrano in percentuali superiori al 60%, con un assorbimento da parte del nostro organismo di oltre due chili di cosmetici all’anno.

Se già l’Unione Europea ha messo al bando oltre 1300 sostanze usate per produrre cosmetici e detergenti dando vita a una tabella INCI dei prodotti dannosi o pericolosi, il “bio”, che nel 2018 ha segnato una crescita dell’8% superando i cinque miliardi e mezzo di euro di volume di affari, richiede oggi un ulteriore salto di qualità.

Non solo moda quindi o un trend di mercato, ma l’effettiva “consapevolezza” di una necessità diffusa, testimoniata da  una spesa per i generi bio che quest’anno potrebbe superare il 4% della spesa alimentare totale, e che quindi non casualmente sta attirando sempre maggiore attenzione nel mondo della grande distribuzione; perciò imponendo ai certificatori, nel caso al Gruppo Bureau Veritas Italia, l’obbligo di raccogliere un vero e proprio guanto di sfida a tutela non solo delle aziende, ma anche dei consumatori.

Comunicazione a cura di Bureau Veritas Italia

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2019-09-04T12:00:01+01:00News|