CARLSBERG ITALIA E L’ATTENZIONE AL CONSUMO DI ACQUA

L’acqua è un bene prezioso e sempre meno accessibile cui tutti, privati e aziende, devono rispondere in base alle proprie responsabilità. Nel 2016 Carlsberg Italia ha ridotto del 18% il suo consumo complessivo di acqua (-20% il consumo specifico per hl. di birra prodotta) come rendicontato in “ResponsiBEERity2016:  il CORAGGIO… di dare i numeri”, 6° Bilancio di Sostenibilità dell’Azienda

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La scarsità d’acqua è una delle principali sfide globali, odierne e future e una delle priorità di Carlsberg Italia, filiale italiana del Gruppo Carlsberg Breweries A/S – terzo produttore di birra al mondo. È per questo che da anni se ne prende cura con un utilizzo sempre più responsabile: cercando di ottimizzarne sempre più i consumi, incrementando il riutilizzo e prevenendo gli sprechi.

Tra gli impatti ambientali rendicontati nel suo 6° Bilancio di Sostenibilità “ResponsiBEERity2016 il CORAGGIO… di dare i numeri”, Carlsberg Italia ha registrato un drastico calo nella sua impronta idrica: 18% di consumo complessivo (vs. 2015), pari all’acqua impiegata in 39 piscine olimpioniche, in 18.054 canadair o in 1.969.660 bucati da 5 kg.

Il consumo specifico di acqua impiegato per la produzione di 1hl. di birra è stato di 3,5 hl, ben -20% vs. 2015 (4,3 hl) risultato principalmente di una maggiore attenzione aziendale nell’attività di monitoraggio

Gestire una priorità richiede idee innovative, determinazione e rapidità d’intervento” ha commentato Alberto Frausin, Amministratore Delegato di Carlsberg Italia. “Questi sono i principi che ci hanno guidato nell’amministrazione dell’acqua nel nostro stabilimento. L’importante diminuzione nei consumi specifici, risultato di cui sono molto orgoglioso, è stata raggiunta grazie al ritmo più serrato dei monitoraggi ordinari, passati da mensili a settimanali. La loro maggiore frequenza (52 in totale) ci ha consentito di intervenire tempestivamente per individuare eventuali perdite, malfunzionamenti e possibili migliorie rispondendo così alla necessità di ridurre il nostro consumo d’acqua. I grandi cambiamenti si fanno con il giusto mix tra investimenti e coinvolgimento delle persone. In questo caso l’aumento di sensibilità dei dipendenti che lavorano con noi in stabilimento ha dato subito frutti importanti!”.

Salvaguardia delle fonti

Per produrre birra d’eccellenza occorre per prima cosa una buona acqua. Il sito produttivo di Carlsberg Italia, in cui l’azienda produce i suoi principali marchi, è sorto 140 anni fa proprio a Induno Olona (VA), perché qui si trovano due fonti d’acqua sorgiva di ottima qualità utilizzate per la produzione: la Fontana degli Ammalati e la Fontana Mulini Grassi, che confluiscono nel fiume Olona su cui è situata la storica Sala Cottura del Birrificio. Per contribuire alla salvaguardia del territorio circostante ogni mese Carlsberg Italia ispeziona l’alveo del fiume e, periodicamente, manutenziona la diga a monte dello stabilimento svuotandola dai detriti per prevenire emergenze ambientali e garantire nel contempo la continuità del business. Proprio a questo scopo, nel 2016, sono state rimesse in esercizio parti del vecchio impianto di depurazione delle acque dismesso nel 2006 (il resto dell’impianto verrà rimesso in funzione nel 2017 dopo interventi di manutenzione e modifica). Grazie a questo investimento, l’Azienda restituisce all’ambiente acqua di qualità molto vicina a quella prelevata.

I cambiamenti climatici e la gestione dei rischi connessi

Ondate di calore e di freddo, siccità e clima tropicale sono solo alcuni degli effetti dei cambiamenti climatici a cui stiamo assistendo. Fenomeni che hanno un forte impatto sul quotidiano di privati e aziende con un effetto, per queste ultime, sul loro business, in particolare in modo diretto sull’approvvigionamento di materie prime (luppolo e orzo in ambito birrario) e, conseguentemente, sui consumi.

Proprio per contribuire a limitare questi fenomeni, con l’ambizione di prendersi le proprie responsabilità, agire e collaborare al coinvolgimento sul tema di altre realtà aziendali, Carlsberg Italia è impegnata in due ambiti:

  • filiera produttiva, aderendo come unica azienda agroalimentare al programma europeo LIFE IRIS (Improve Resilience of Industry Sector – www.lifeiris.eu), progetto innovativo in grado di aumentare la consapevolezza aziendale dell’influenza che i cambiamenti climatici hanno sulle vendite, la logistica, la qualità della birra e, di riflesso, sulla reputazione, attraverso la valutazione del rischio climatico (Climate Risk Assessment) e la definizione di un Piano di Adattamento ai Cambiamenti Climatici;
  • consumo, promuovendo la diffusione dell’innovativo sistema di spillatura senza CO2 aggiunta DraughtMaster™ che nel 2016 ha permesso di risparmiare all’ambiente 11mln di kg. di CO2. Grazie alla tecnologia DraughtMasterTM il fusto in PET dimostra la sua superiorità rispetto alle bottiglie in vetro in termini di qualità del prodotto, minore impatto ambientale e rispetto del decoro urbano, come dimostrato dall’analisi LCA (Life Cycle Assessment).

Paradossalmente, se l’intera produzione 2016 venisse distribuita in PET (il 67% della produzione totale viene distribuita in bottiglie di vetro, pari a 885.600 hl.) avremmo un risparmio, nella fase di distribuzione, di oltre 10.000.000 l. di acqua.

In tema di sostenibilità, il 2016 è stato un anno di svolta. La XXII Conferenza delle Nazioni Unite sui Cambiamenti Climatici (COP 22) ha tracciato la linea per implementare lo storico accordo di Parigi del 2015. Le attività che svolgiamo all’interno dei nostri birrifici hanno un peso ambientale a cui non possiamo che prestare grande attenzione. Per diminuire il nostro impatto, Carlsberg Group ha lanciato il nuovo programma di sostenibilità Together Towards ZERO, la nostra risposta alle sfide globali quali il cambiamento climatico, la scarsità d’acqua e le questioni di salute pubblica. In questo modo la cultura di sostenibilità si sta radicando sempre più profondamente nei nostri comportamenti e la contaminazione positiva con i nostri partner e la nostra filiera è sempre più decisiva” ha concluso Alberto Frausin, Amministratore Delegato Carlsberg Italia.

Carlsberg entra nella storia della birra italiana quando, nel 1975, sigla un accordo con uno dei maggiori produttori nazionali, Industrie Poretti, per la produzione e commercializzazione dei due marchi Tuborg e Carlsberg (storiche aziende danesi che si uniscono nel 1970). Negli anni il gruppo Carlsberg acquisisce quote dell’azienda Poretti sino ad arrivare al 1998 quando il nome dell’azienda italiana viene cambiato in Carlsberg Italia e nel 2002 diviene di proprietà totalmente danese.

Carlsberg Italia oggi produce e commercializza oltre 1,3 milioni di ettolitri di birra a marchi Carlsberg, Tuborg, Birrificio Angelo Poretti, Kronenbourg 1664, Grimbergen, Feldschlösschen, Brooklyn Brewery e Jacobsen, per un totale di 36 referenze in portafoglio.

Nel 2011 Carlsberg Italia ha avviato una rivoluzione nel mercato della birra, sviluppando e lanciando DraughtMasterTM Modular 20, il nuovo sistema di spillatura che utilizza fusti in PET al posto dei tradizionali in acciaio e che non utilizza CO2 aggiunta. Sulla spinta di questo progetto Carlsberg Italia ha ottenuto la certificazione ambientale EPD (Environmental Product Declaration) per le sue birre, prima azienda birraria al mondo.

2017-07-20T17:25:54+01:00Luglio 4th, 2017|Alimentari, In evidenza|
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