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Le aziende italiane sottovalutano il rischio nella gestione dei dati non finanziari

Secondo un’indagine curata da ETicaNews in collaborazione con ESGeo, circa la metà delle imprese non ha un soggetto incaricato dei dati Esg non finanziari, solo una su quattro utilizza una piattaforma dedicata. Eppure la totalità delle aziende intervistate ritiene utile la condivisione delle informazioni non financial con gli stakeholder esterni.

Emissioni inquinanti, consumi energetici, contratti imposti ai fornitori, smartworking, organizzazione del lavoro. Gli indicatori d’impatto ambientale e sociale di un’azienda sono molteplici e i dati prodotti da queste voci sono pressoché infiniti.

Una legge del 2016 impone agli enti di interesse pubblico con più di 500 dipendenti di comunicare questi dati e affida alla Consob il compito di verificarne la veridicità. Ma anche per il resto del mondo produttivo e imprenditoriale italiano, gestire al meglio questa mole di dati e comunicarla all’esterno sta diventando fondamentale. Il motivo è semplice: per decidere quale direzione prendere e su quale impresa scommettere o meno, gli investitori internazionali tendono a guardare proprio questi parametri, raccolti sotto i tre pilastri environmental, social e governance (ESG). Dati non finanziari, ma che fotografano bene il modello di business di un’azienda, la sua organizzazione interna e la supply chain di cui si serve.

Eppure in Italia ancora manca una cultura della gestione razionale di questi dati. Lo testimoniano i risultati della survey straordinaria condotta da ETicaNews in collaborazione con ESGeo, realizzata nell’ambito dell’Integrated Governance Index 2020, indice quantitativo sull’integrazione degli ESG nella governance aziendale, che ha coinvolto 74 aziende italiane, di cui 16 non quotate.

Solo il 38% dichiara di assegnare obiettivi non finanziari al management e oltre il 42% non ha un protocollo di sicurezza in grado di individuare dei responsabili lungo la catena della raccolta dei dati ESG.

“Ciò che oggi è ampiamente sottovalutato – spiega Fabrizio Fiocchi, ceo di ESGeo – è proprio il rischio a cui si espongono le aziende e i loro manager nella gestione dei dati non finanziari. Non è solo un tema di appetibilità sul mercato, ma di responsabilità personale e aziendale. Negli ultimi anni, infatti, si stanno moltiplicando le controversie legate alle comunicazioni di dati non finanziari (es. greenwashing) a volte volutamente manipolati altre semplicemente mal calcolati. Oggi una azienda che comunica dati di impatto a stakeholder esterni (investitori, clienti e autorità di vigilanza) non si può più permettere la gestione ed il monitoraggio dei dati non finanziaria senza un processo certificato, ricostruibile e centralizzato.  È per questo che Techedge, gruppo quotato in borsa Italiana (EDGE.MI), ha creato una piattaforma in cloud, attraverso la controllata ESGeo, per gestione e il monitoraggio di dati non finanziari, integrata con il gestionale aziendale e in grado di trasformare i rischi ESG in opportunità. E le prospettive per il futuro sono incoraggianti, visto che il 98,6% degli intervistati ritiene importante condividere questi dati all’esterno e intende organizzarsi al meglio per farlo”.

La ricerca ETicaNews/EsGeo, divisa in 3 sezioni ‘monitoraggio e gestione’, ‘sicurezza’ e ‘condivisione’, delinea un quadro prospettico chiaro di volontà e necessità di investire in un sistema digitale End2End in grado di gestire in maniere efficiente i dati non finanziari.  La minoranza delle aziende che oggi può dire di essere fortemente strutturata da questo punto di vista ha investito in sviluppi personalizzati con forti investimenti di risorse e di tempo. ESGeo copre questa esigenza con un modello di business accessibile per costi e tempi di implementazione.

“È un problema prima di tutto culturale – aggiunge Fiocchi -. Questi sono dati strategici per l’azienda, se ben utilizzati, e raccoglierli su fogli Excel o via mail non solo è inefficiente ma non risponde ai requisiti richiesti dal legislatore o dalle autorità di vigilanza. Le aziende che vogliono fare un salto di qualità sia nella loro organizzazione interna, che agli occhi degli investitori internazionali devono dotarsi di sistemi di rendicontazione, monitoraggio e condivisione dei dati non finanziari centralizzati, integrati e certificati con gli standard adottati”.

Anche in Italia c’è chi lo fa. Si tratta di grandi aziende che hanno investito anni e significative risorse per sviluppare piattaforme custom based. ESGeo permette di colmare il gap in poche settimane.  Secondo Integrated Governance Index 2020, queste sono le 5 aziende più virtuose nella gestione dei Dati Non finanziari.

CLASSIFICA

  1. Poste Italiane
  2. Eni
  3. A2A
  4. Iren
  5. Italgas

Per il modello e il background scientifico, vedi a questa pagina: www.esgbusiness.it/lindex/

2020-07-24T10:22:28+01:00Luglio 24th, 2020|Sostenibilità|
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