ASST dei Sette Laghi: ISO 9001:2015 con Certiquality

Un risultato ottenuto con un lavoro di squadra che ha coinvolto tantissime strutture aziendali, sanitarie ed amministrative. Il percorso è iniziato la primavera scorsa, con il passaggio per le strutture aziendali che già erano state certificate secondo la norma del 2012 alla nuova versione del 2015.
Questa fase ha riguardato il Pronto Soccorso, la Radiologia, la Pediatria e la Direzione Medica dell’Ospedale di Tradate e poi l’Anatomia patologica, il Pronto Soccorso e la struttura Formazione del personale per l’Ospedale di Circolo.
L’aspetto più innovativo introdotto dalla norma del 2015 è l’attenzione ad un tema di grandissima rilevanza nell’ambito sanitario: la valutazione e la gestione del rischio.  Ed è con questa ulteriore attenzione che, nel dicembre scorso, l’Azienda ha affrontato il passaggio decisivo, sottoponendosi a quello che nel gergo tecnico si chiama audit esterno, cioè un controllo, durato tre giorni, da parte dell’ente certificatore incaricato.
Ad essere scomposti ed analizzati fin nei minimi passaggi sono stati quattro processi trasversali che coinvolgono l’Azienda nella sua interezza: la gestione della documentazione sanitaria, la gestione della documentazione amministrativa, il processo degli acquisti e i laboratori aziendali, cioè il Laboratorio analisi chimico-cliniche, di Microbiologia, di Immunoematologia e Medicina trasfusionale, di Anatomia e Istologia patologica, di Genetica medica e di Tossicologia.
Il risultato è stato comunicato in una seduta plenaria, con la lettura del verbale che sanciva la certificazione. 
Il percorso di certificazione non serve solo per riconoscere lo standard di qualità raggiunto, ma crea la premessa per implementarlo – spiega la d.ssa Giorgia Saporetti, responsabile della Struttura Qualità, Accreditamento e Rischio clinico dell’ASST dei Sette Laghi – Si acquisisce infatti un metodo di lavoro basato sulla codifica dei processi e sull’analisi dei rischi che è la premessa per il miglioramento costante della propria performance“.
La certificazione ottenuta è stata accompagnata da alcune osservazioni. Tra le best practice che hanno colpito l’ente certificatore, infatti, è stata posta enfasi sulla capacità, già consolidata in Azienda, di lavorare in gruppo mettendo in evidenza i diversi contributi che si incontrano in ogni processo. Tra i suggerimenti, invece, quello di migliorare gli strumenti per l’identificazione del paziente. A questo proposito, un progetto specifico su questo tema è già in programma nell’ambito del prossimo Piano di risk management aziendale.
2019-02-05T13:30:01+01:00News|