Associazione Solidarietà Adozioni Onlus: come avviene una adozione internazionale

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Maria Virgillito, presidente di ASA Onlus racconta le speranze e gli obiettivi di un’associazione che da anni opera per tutelare i diritti dei minori

 di Ilenia Menale

 “Ogni bambino ha diritto a una famiglia! Un diritto imprescindibile che non si discute. Un diritto che va rispettato e tutelato e ogni Istituzione deve lavorare affinché questo diritto sia garantito”. Questo l’accorato appello di Maria Virgillito, presidente dell’Associazione Solidarietà Adozioni Onlus che esprime la sua volontà e il suo desiderio di legare ogni minore abbandonato nel mondo ad una famiglia che lo ami e lo protegga affinché nessun bambino sia più solo. L’ASA Onlus dal 1999 si occupa principalmente di adozioni internazionali e tutela dell’infanzia. Si impegna quotidianamente nell’attività di sensibilizzazione sui temi dei diritti dei bambini attraverso convegni, seminari e giornate di studio.

L’ASA si distingue da una semplice associazione in quanto Ente Autorizzato dalla Commissione per le Adozioni Internazionali ad operare su tutto il territorio italiano. L’iter da seguire che permette di arrivare ad un’adozione internazionale non ha una tempistica ben definita. Non può essere stabilita una vera e propria media dei tempi ma sono necessari permessi e consensi che permettono di mandare avanti la pratica adottiva. In questo percorso ASA Onlus affianca i futuri genitori ed è costantemente presente nelle loro vite. Ecco brevemente gli step da seguire: il primo riguarda la dichiarazione di disponibilità di adozione al Tribunale dei Minori competente per territorio. Iniziano quindi una serie di colloqui con i servizi sociali, psicologi e giudici onorari che se hanno esito positivo permettono al Tribunale di decretare l’idoneità della coppia all’adozione. Successivamente, entro un anno dalla notifica di tale decreto, la coppia deve conferire incarico ad un Ente Autorizzato presente nell’albo. A questo punto l’Associazione Solidarietà Adozioni Onlus entra nel percorso di adozione della coppia e viene seguito minuziosamente dai professionisti che appartengono al suo staff: psicologi, assistenti sociali, mediatori familiari e consulenti legali.

E’ davvero difficile parlare di tempi d’attesa poiché dipendono principalmente dai Paesi di riferimento e dalla disponibilità della coppia. “Adottare un bimbo, portare dentro se stessi il desiderio di questa adozione e sentirsi finalmente genitori di quel bimbo è una sensazione meravigliosa. Snellire la burocrazia e comunicare le gioie dell’adozione è fondamentale per incoraggiare le coppie a intraprendere questo percorso” sostiene Maria Virgillito che aggiunge: “il desiderio di genitorialità è un’esperienza stupenda. Abbracciare tuo figlio che arrivi dopo nove mesi di gravidanza o dopo mesi di attese e speranze è forse la sensazione più bella che un padre e una madre possano provare”.

Dal 2001 ad oggi i bambini che hanno trovato un riparo, amore e il calore di una famiglia e di una casa sono 811 grazie all’ASA ma anche grazie al cuore grande di genitori italiani che soccorrono bambini abbandonati al loro destino. E’ incoraggiante sapere anche che numerose sono le famiglie che nonostante abbiano avuto figli naturali decidono comunque di salvare la vita di un bambino dichiarato in stato di abbandono. Questo non è semplicemente lodevole ma da prendere ad esempio. Ci si può rivolgere all’Associazione Solidarietà Adozioni Onlus per avere informazioni e per essere seguiti passo passo durante tutta la pratica d adozione.

Virgillito infine confida un suo grande desiderio: “L’obiettivo dell’ASA come tutti i professionisti che operano in quest’ambito è che non ci siano più bambini che abbiano bisogno di una famiglia. La nostra mission è quella di diffondere quanto più possibile la cultura dell’accoglienza: accogli con gioia il miracolo della vita, sempre e comunque da qualsiasi parte del mondo arrivi”. Ogni bambino ha il diritto di vivere e soprattutto di crescere in una famiglia che lo protegga e lo ami perché tutti i bambini hanno diritto ad avere una mamma ed un papà. Le adozioni sono l’unica speranza a cui si aggrappa la vita di un bambino abbandonato. Il compito di ogni genitore è quello di non deluderlo.

2015-10-12T21:04:46+01:00Febbraio 20th, 2015|Sociale|
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