ALLARME PFAS – TÜV Italia: necessaria un’armonizzazione europea della normativa

Una normativa europea per uniformare i parametri PFAS in tutti i Paesi dell’Unione.

Questo l’avviso di TÜV Italia, a seguito dell’allarme per la contaminazione delle acque nelle province di Vicenza, Verona, Padova e Rovigo.

Gli esiti della campagna di monitoraggio chimico-biologico effettuata sia sulle acque potabili di falda, sia sui corsi idrici, sui prodotti agricoli e di allevamento e sulla popolazione di alcune aree del Veneto, hanno riportato all’attenzione nazionale una situazione in realtà nota da tempo.

La “questione PFAS”, infatti, prende avvio in Italia nel 2013, quando il Ministero dell’Ambiente, a seguito di alcune ricerche effettuate, ha individuato la presenza in alcuni ambiti del territorio regionale veneto di sostanze perfluoro alchiliche (PFOAS e PFOS) in acque sotterranee, acque superficiali e acque potabili, a causa di un inquinamento probabilmente derivato da un’azienda chimica del territorio produttrice.

Nel 2014, Germania e Norvegia hanno presentato all’Unione Europea una proposta di normative più restrittive nell’uso dei PFOA. 

Nell’ottobre 2016, l’Unione Europea si è mossa per il bando di alcune sostanze congeneri, ad esempio il PFOS è stato incluso nel regolamento Europeo 850/2004 concernente gli inquinanti organici persistenti, mentre il PFOA è in fase di restrizione.

In Italia le risultanze delle ultime indagini stanno spingendo Governo ed enti locali ad attivare ulteriori iniziative di tutela per la popolazione e l’ambiente. Ulteriori studi, infatti, hanno portato alla luce il fatto che oltre al Veneto sarebbero interessate al problema anche altre zone d’Italia, come Lombardia, Piemonte e Toscana.

“L’orientamento internazionale in materia di PFAS va già verso una riduzione dell’uso della sostanza, per questo ritengo che sia necessario un approccio univoco da parte dell’Europa. Avere una normativa comunitaria a cui tutti devono attenersi potrebbe infatti rappresentare una soluzione al problema.” ha dichiarato Elena Franchi, Responsabile settore ambientale e food contact, Laboratorio pH.

pH, parte del gruppo TÜV Italia, attraverso i sui laboratori ambientali esegue analisi sulle acque potabili, su quelle superficiali e di scarico e sui rifiuti, finalizzate a verificare la presenza di queste sostanze secondo le soglie limite raccomandate.

I PFAS hanno molteplici usi industriali, in particolare l’impermeabilizzazione di capi di abbigliamento e prodotti a contatto con gli alimenti (es. pentole e imballaggi alimentari), e hanno la caratteristica –  qualora disperse – di presentare una notevole persistenza, una rilevante capacità di diffusione nell’ambiente e di conseguenza negli organismi vegetali ed animali che l’assimilano, incluso l‘uomo.

2017-10-02T15:04:51+00:00News|